Nel secondo articolo della serie “Storie di F1” vi racconteremo la storia di Alfa Romeo, una società nata in Lombardia nei primi del ‘900.
Il cuore lombardo è nel nome: Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, accorciato ALFA. Alfa Romeo nasce come casa automobilistica, quando nel 1910 l’imprenditore Nicola Romeo decise di rilevare ALFA. Aggiunse poi il suo cognome “Romeo” e creò un’azienda che oggi è definibile come eccellenza italiana nella costruzione di automobili stradali. Purtroppo però non si può più dire lo stesso del reparto Formula 1. Un tempo si poteva, visto che le prime due edizioni di F1, nel 1950 e 1951, sono state vinte proprio dalla scuderia lombarda grazie a Giuseppe “Nino” Farina prima e Juan Manuel Fangio poi. Bisogna anche sottolineare che la primissima stagione è stata dominata. Infatti, le 6 gare vinte su 7 hanno reso quella la sesta migliore stagione (in percentuale) in termini di vittorie di un costruttore in una singola stagione. Il 6 su 7 dei lombardi è infatti valso un 85.71% di vittorie.

Il periodo da motorista e il ritorno negli anni ‘70 e ‘80
Dopo la stagione 1951 ci fu un cambio regolamentare che spinse l’Alfa a ritirarsi dalla F1 per concentrarsi su auto stradali. Bisognerà aspettare un decennio, fino al ‘61, per vedere un minimo di Lombardia tornare in F1. Negli anni ‘60, a partire proprio dal ‘61, Alfa Romeo tornò come fornitrice di motori per dei team minori. Furono progetti con scarso successo, dato che le auto su cui erano montati spesso neanche si qualificavano alle gare e non venne conquistato neanche un punto. In seguito, il Biscione tornò nel 1979 come costruttore ufficiale, per altre sette stagioni, fino al 1985. Quelle sette stagioni si rivelarono però un nulla di fatto, dato che non arrivò nemmeno una vittoria. Proprio per colpa della scarsa competitività vista in quegli anni, comparata a quella degli anni ‘50, e anche della scarsa affidabilità delle vetture, l’Alfa decide di ritirarsi dalla Formula 1 per la seconda volta.
La collaborazione con Sauber
Nel 2017 il Marchionne annunciò che dalla prossima stagione Alfa Romeo sarebbe tornata in Formula 1 con una partnership tecnologica, tecnica e commerciale con il team Sauber. Il nome ufficiale annunciato per quella stagione fu Alfa Romeo Sauber F1 Team, che grazie alle guide di un giovane Charles Leclerc e Marcus Ericsson chiusero la stagione in ottava posizione nel campionato costruttori. Dal 2019 al 2022, vista la sostituzione di Leclerc, andato in Ferrari, e macchine poco competitive, il team si toglierà poche soddisfazioni. Per il 2022, dopo 3 stagioni con Räikkönen e Giovinazzi, la dirigenza decide di rivoluzionare il Biscione. Alfa Romeo avrà una nuova coppia di piloti (Bottas e Zhou) e un nuovo nome, Alfa Romeo F1 Team ORLEN, che confermerà la collaborazione ancora più stretta con l’azienda polacca.

Il 2023 si rivelerà essere l’ultima stagione con delle vetture rinominate Alfa Romeo, almeno per il breve futuro. La collaborazione con l’azienda svizzera Sauber si è infatti interrotta. Ciò che possiamo trarre da questa storia è che forse un ambiente grande come quello della Formula 1 non fa per un’azienda come Alfa Romeo. Un’azienda che vinse quando la Formula 1 era ancora un qualcosa di più piccolo. Per questo, l’esperienza dell’Alfa Romeo in Formula 1 rimarrà la storia di una piccola, all’epoca, azienda lombarda che fece exploit e si ritirò con gloria negli anni ‘50.
Ambizioso, perfezionista ed in cerca di miglioramento.

