Come sarebbe andato il mondiale senza le Red Bull dominatrici? Scopriamolo nella seconda parte del campionato!
Il primo segmento di mondiale ci ha regalato non poche sorprese, con un’Aston Martin e un Alonso che hanno stupito tutti. I valori sembrano ormai delineati: Ferrari, Mercedes e Aston Martin si giocheranno il titolo, presumibilmente fino alla fine, mentre McLaren e Alpine sono costrette a rincorrere, e potrebbe essere già troppo tardi.
In Canada arrivano i primi sviluppi stagionali per Aston Martin, in difficoltà a Barcellona. La pioggia si rende protagonista nelle qualifiche, con Hulkenberg che firma una straordinaria pole position. Il tedesco, però, viene retrocesso di 3 posizioni a causa di un rallentamento eccessivo sotto regime di bandiera rossa. Alonso si porta quindi in testa al gruppo, seguito dalle due Mercedes di Hamilton e Russell. Sorprese dall’acqua le due Ferrari, relegate alla quinta fila. In gara torna l’asciutto, ed Hamilton, grazie ad un’ottima partenza, si prende di forza la testa della corsa. Nel corso del dodicesimo giro, Russell (in quel momento terzo) tocca il muro nel settore centrale. Questo contatto lo costringerà al ritiro quasi 30 giri più tardi: un errore imperdonabile.
Scende in pista la SC, e nel valzer dei pit stop Hamilton e Alonso arrivano quasi al contatto in corsia box: Lewis è avvisato, la battaglia è appena iniziata. Aston Martin ne ha di più anche stavolta, e Alonso si riprende la P1 già al 22° passaggio, senza più lasciarla. Nel frattempo le Ferrari di Leclerc e Sainz, in rimonta dopo le vicissitudini del sabato, tornano nella zona che conta della classifica e sfruttano la seconda SC della gara per fermarsi ai box mantenendo la terza e la quarta piazza. L’MVP di giornata è sicuramente Alex Albon, che chiude addirittura quinto. Delude Stroll, 7° e lontano dal compagno di squadra. Questa la nuova classifica: Alonso 176, Hamilton 141, Sainz 100, Russell 91, Leclerc 80.

L’Austria si presenta come una tappa importante nella stagione Ferrari, che ha bisogno di tornare a vincere. Da tenere d’occhio anche McLaren, con un pacchetto di aggiornamenti di grande portata (per ora solamente per Norris) e con grandi aspettative: l’obiettivo è quello di tornare a competere quantomeno per il podio.
Il secondo weekend Sprint della stagione premia ancora una volta Leclerc e Sainz, che monopolizzano la prima fila davanti a Norris il venerdì sera. Nella Shootout del sabato mattina, arriva il primo vero squillo del campione in carica, in pole davanti ad Hulkenberg e Sainz. La Sprint Race, caratterizzata dal bagnato, è a dir poco caotica: Norris sbaglia in Curva 3, lasciando spazio ad Hulkenberg che fugge in testa. Col passare dei giri Sainz guadagna velocità, e si prende la prima vittoria stagionale, anche se in una Sprint Race. Nulla può Hulkenberg contro le Aston Martin di Stroll e Alonso, che completano il podio. Gara difficile per Hamilton (8°), Leclerc e Norris.
Come da copione nelle ultime settimane, alla domenica torna l’asciutto. Leclerc, sicuramente non contento del suo sabato, è incontenibile. Per la seconda volta in cui la SF23 si dimostra la vettura più veloce, Charles si conferma un pericolo per tutti. Rialza finalmente la testa Lando Norris, che chiude secondo con segnali incoraggianti. Chiude il podio Alonso, che allunga in classifica grazie ad una gara non brillante di Hamilton (sesto). La classifica recita: Alonso 197, Hamilton 150, Sainz 120, Leclerc 105, Russell 104.
La lotta mondiale continua nella tana di Aston Martin ma anche di Lewis Hamilton, che ha assolutamente bisogno di una risposta al suo rivale storico. Ma nelle (ormai classiche) qualifiche bagnate a far gioire il pubblico ci pensa una ritrovata McLaren, che conquista la prima fila con Norris e Piastri (anche lui stavolta con gli aggiornamenti a disposizione). Non cambia la musica con l’asciutto: Norris mostra un gran ritmo, e mantiene la testa della gara dall’inizio alla fine, nonostante un Hamilton minaccioso alle sue spalle. L’inglese fa probabilmente il massimo mettendosi alle spalle il giovane Piastri, al primo podio in carriera.
Non brilla Alonso, quinto al traguardo dopo la P8 delle qualifiche. Delude stavolta la Ferrari, molto lenta sul passo gara. Leclerc e Sainz non vanno oltre la settima e ottava posizione, dietro addirittura alla Williams di Albon. Continuano i problemi di Stroll, sempre più lontano da Alonso in termini di prestazioni. Il GP di casa, quindi, sorride a Lewis Hamilton: Alonso 207, Hamilton 168, Sainz 124, Russell 116, Leclerc 111, Norris 65.

Nella Formula 1, a questo punto, regna il caos più totale: nelle ultime 4 gare hanno vinto non solo 4 piloti diversi (Hamilton, Alonso, Leclerc, Norris), ma anche 4 vetture diverse! Ma la vera anomalia è la grandissima oscillazione di prestazioni che c’è da un circuito all’altro. Basti pensare a Ferrari, discreta in Canada, dominante in Austria ma lenta a Silverstone; o alla McLaren, rinata dalle sue ceneri in Austria, anche se ovviamente è ancora presto per dirlo. Da segnalare anche l’addio al mondiale di de Vries, ancora fermo a quota 0 punti. Helmut Marko, nonostante la Red Bull non faccia più parte del campionato, ha colpito ancora. Il posto dell’olandese viene preso da Daniel Ricciardo.
In Ungheria è il turno di Mercedes, con Hamilton che conquista la pole davanti alle due McLaren di Norris e Piastri. La gara è una questione tra i due inglesi, con Mercedes che sceglie una strategia a due soste per il proprio pilota. Al contrario, la McLaren (che ha meno da perdere) rischia lasciando in pista Norris. Nel frattempo, dietro arrancano nuovamente sia Ferrari che Aston Martin. Hamilton sente la chance di poter recuperare punti preziosi in chiave mondiale, ma il distacco è troppo ampio: Lando Norris vince, per la seconda volta consecutiva. La McLaren è ufficialmente tornata, e il paddock lo sa. Altro podio per Oscar Piastri, che precede Russell, Leclerc, Sainz ed Alonso. Ancora a punti Alex Albon, sempre più continuo con la sua Wiliams. La nuova classifica mondiale: Alonso 213, Hamilton 186, Sainz 132, Russell 128, Leclerc 121, Norris 92.
Una domanda inizia a farsi strada all’interno del paddock, anche se Aston Martin, Mercedes e Ferrari per ora cercano di ignorarla: con questo equilibrio e incertezza, è davvero troppo tardi per Lando Norris?
Come ultimo appuntamento prima della pausa estiva il Circus fa tappa in Belgio, dove Aston Martin e Ferrari arrivano in cerca di risposte. La Sprint Race bagnata premia Piastri, alla prima vittoria Sprint in carriera che conferma il buon momento della McLaren. Tra un duello e l’altro si fa strada verso il podio anche Pierre Gasly, secondo davanti a Carlos Sainz. Chiude sesto Hamilton, mentre Alonso incappa nel primo ritiro stagionale.
In gara, non mancano i colpi di scena: alla prima curva Sainz frena oltre il limite e tocca Piastri cercando di evitare Hamilton. Purtroppo, sia l’australiano che lo spagnolo sono costretti al ritiro. Nel frattempo, Leclerc ed Hamilton fanno una gara a sé, distanziando gli avversari senza troppi problemi, e nonostante qualche tentativo dell’inglese, il monegasco vince la sua terza gara stagionale. Bella risposta di Alonso, che sale sul podio dopo essere scattato dalla P7. Limita i danni anche Norris, quinto. Torna per la prima volta da maggio in zona punti Yuki Tsunoda (8°). Questa la situazione nel mondiale (sempre più riaperto) prima della pausa estiva: Alonso 228, Hamilton 207, Leclerc 151, Russell 142, Sainz 138, Norris 106.
Dopo un mese di pausa più che meritato, i piloti tornano in azione a Zandvoort. Da segnalare l’infortunio alla mano di Ricciardo, sostituito da Lawson. La pista stretta e non velocissima dovrebbe sulla carta favorire Aston Martin, ma la squadra del momento è la McLaren, che conquista un’altra pole position con Lando Norris. La gara, anche grazie al bagnato, regala spettacolo dall’inizio alla fine. Nonostante qualche goccia sia caduta poco prima della partenza, nessuno azzarda le gomme intermedie. Alonso approfitta delle condizioni per mettersi subito alle spalle di Norris, mentre Hamilton arranca a metà gruppo dopo essere stato eliminato in Q2.
Dopo il primo giro Leclerc rischia optando per le intermedie, nel mentre un Alonso scatenato fa un sol boccone di Norris, prendendo la testa della corsa. Lo spagnolo al termine del secondo giro, mentre Norris resta fuori assieme a Russell e Albon. I primi due sono costretti a rientrare, mentre il thailandese continua.
La leadership della gara passa a Zhou, il primo a fermarsi. Già nel corso del giro 11, però, le condizioni cambiano: la pista è nuovamente da slick. La Williams vince la sua scommessa, mentre tutti gli altri sono costretti ad effettuare un’altra sosta. Tra il giro 11 e 12, tutti i piloti tornano su gomma rossa. La situazione al giro 13 è quindi la seguente: Alonso comanda, davanti a Gasly, Zhou e Sainz. Decimo Norris, mentre Hamilton e Russell sono sprofondati in P14 e P16 per aver sbagliato il timing del pit stop. 7 giri più tardi, Sargeant perde la propria vettura costringendo la SC a scendere in pista.
La gara procede in maniera abbastanza lineare fino al giro 49, quando arriva il momento del pit stop per Alonso. Sfruttando i 6 secondi persi in corsia box la Ferrari ferma Sainz cercando e trovando l’overcut. Ma Aston Martin sembra tornata quella di inizio stagione: nonostante una buonissima difesa di Carlos, Alonso torna in testa dopo appena 3 giri. Nel frattempo, continua la rimonta di Norris ed Hamilton (P7 e P8), mentre Russell si trova quarto dopo aver montato le hard al giro 21 (l’idea è quella di arrivare a fine gara). George è però troppo lento, e viene raggiunto e superato facilmente dal compagno di squadra, che si prende anche un bel sorpasso su Norris. Tutto sembra pronto per una facile vittoria di Alonso, ma a 10 giri dalla fine l’acqua torna a cadere sul tracciato olandese.
Tutti si fermano nuovamente per un rapido pit stop per montare le gomme intermedie. Rapidamente, la pioggia si trasforma in acquazzone, e anche solo rimanere in pista diventa una sfida non da poco. Gasly si prende la posizione su Sainz, mentre Norris si libera di Russell. Ad ogni modo, Alonso mantiene il suo sangue freddo e torna sul gradino più alto del podio, per la prima volta dal Canada. Alle sue spalle Gasly e Sainz, autore di una bella prestazione con una Ferrari in evidente difficoltà. Bene anche Hamilton (4°) e Norris (5°). La classifica recita: Alonso 253, Hamilton 219, Sainz 153, Leclerc 151, Russell 142, Norris 116.

Il GP d’Italia arriva nel momento perfetto per la Ferrari, nuovamente in cerca di risposte dopo i problemi di Zandvoort. La configurazione del tracciato si adatta particolarmente alle caratteristiche della SF23, che infatti monopolizza la prima fila con Sainz in pole davanti a Leclerc. La musica non cambia nel corso della gara, con la coppia del Cavallino che dimostra di averne parecchio di più rispetto al resto del lotto.
Per i Tifosi è una festa continua, fino a quando negli ultimi giri Leclerc decide di provare ad attaccare il suo compagno di squadra. Per entrambi, ovviamente, sarebbe un sogno vincere a Monza con la Ferrari, e nessuno dei due vuole rinunciarci. Leclerc si prende la posizione bloccando in Curva 1, Sainz risponde alla Roggia, arrivando a sua volta al bloccaggio: i due si sfiorano, tutti gli occhi sono puntati sulle due Rosse. I tifosi trattengono il fiato. Ma non è ancora finita. Leclerc ci riprova in tutti i modi, ma invano.
All’ultimo giro, il monegasco rischia il tutto per tutto frenando tardissimo e cercando l’interno. Sainz si difende, Leclerc allarga di colpo bloccando entrambe le anteriori. Per un secondo il cuore di tutti i tifosi si ferma, ma il monegasco riesce ad evitare il contatto e rientra in pista in seconda posizione. Grazie anche ad una difesa magistrale, Carlos Sainz conquista la prima vittoria in stagione, con Leclerc che completa la doppietta nel tripudio rosso. Una gara emozionante, conclusa da un duello che rimarrà certamente nella memoria dei posteri. Chiude il podio Russell, che precede Hamilton e il solito ottimo Albon. In grande difficoltà (come da pronostici della vigilia) Alonso, che chiude solo al settimo posto. Grandissima prestazione anche di Liam Lawson, che chiude nono alla sua seconda apparizione in Formula 1. Di seguito, le classifche piloti e costruttori complete dopo Monza:

- Alonso 259
- Hamilton 231
- Sainz 178
- Leclerc 169
- Russell 157
- Norris 124
- Stroll 84
- Ocon 65
- Gasly 64
- Piastri 60
- Albon 47
- Bottas 22
- Tsunoda 19
- Hulkenberg 17
- Zhou 13
- Magnussen 8
- Sargeant 3
- Lawson 2
- Ricciardo 0
- de Vries 0
- Mercedes 388
- Ferrari 347
- Aston Martin 343
- Mclaren 184
- Alpine 129
- Williams 50
- Alfa Romeo 35
- Haas 25
- AlphaTauri 21
Tirando le somme dopo il secondo terzo di stagione, la situazione è più aperta che mai. Da un lato Ferrari e McLaren (tornata vicina ai fasti del 2022 dall’Austria in poi) in grande crescita ma ancora altalenanti, dall’altro Mercedes costante e Aston Martin in leggero calo ma con un campione come Alonso che resiste in vetta al mondiale. Se le prestazioni dovessere rimanere quelle viste nelle ultime gare, attenzione a non escludere dalla lotta al titolo anche Leclerc, Sainz e chissà, magari anche Lando Norris. È nata la stella di Piastri, vincitore della Sprint Race del Belgio, mentre fatica Russell, ancora a secco di vittorie in questo 2023. Notevole anche la crescita di Albon e Gasly, coronata dal podio di Zandvoort per il francese. Promosso Liam Lawson, chissà che Helmut Marko non possa farci un pensierino in vista del 2024.
La lotta al titolo inizia ad entrare nel vivo, con Hamilton e Alonso che sembrano pronti a tutti pur di arrivare davanti all’altro per vincere il titolo. Mercedes sembra in fuga nella Classifica Costruttori, ma attenzione alla possibile rimonta della Ferrari. Chi la spunterà? Non resta che aspettare la terza e ultima parte per scoprirlo!

