In un’intervista, Sargeant ha affermato che a suo parere il divario tra le vecchie monoposto di F2 e l’attuale monoposto di F1 è troppo grande
Logan Sargeant è stata l’ultima ufficialità per la stagione 2024 di Formula 1, la prima dopo tanto tempo che non vede alcun cambio nella griglia di partenza. Nonostante la riconferma da parte di Williams, l’americano ha avuto nella passata annata tanti periodi di alti e bassi, con 1 solo punto conquistato e tanti ritiri.
Egli crede che, nonostante ci siano stati alcuni aspetti della Formula 2 che lo hanno aiutato a prepararlo in maniera adeguata alla massima categoria, il divario tra le due categorie è troppo ampio e ci sono stati molti elementi a cui si è rivelato piuttosto difficile adattarsi nella sua prima stagione da rookie.
C’è da dire che la FIA sostituirà l’auto di F2 progettata da Dallara con cui si corre dal 2018, portando un nuovo concetto di vettura dal 2024, più simile ed in linea con le attuali auto ad effetto suolo della moderna generazione F1; i piloti della serie cadetta dovrebbero così esser preparati in maniera più precisa per l’approdo nella massima serie, che pare stia diventando sempre più complicato (nel 2024, ad esempio, nessun pilota emergente della F2 approderà in Formula 1).

Le dichiarazioni di Sargeant
Intervistato da motorsport.com sul passaggio dalla F2 alla F1, Logan ha dichiarato: “La F2 mi ha sicuramente aiutato: senza dubbio è una serie con grandi piloti, ma penso che il divario tra le vetture [di F2 e F1, ndr] sia più grande di quello che dovrebbe essere: ci sono tanti dettagli in più nella F1 che si aggiungono oltre al semplice salire in macchina e guidare come si fa in F2.”
Secondo Sargeant una delle maggiori differenze è la complessità delle auto: “ci sono così tante cose che bisogna fare a livello di guida che non impari e sperimenti abbastanza su una macchina di F2: alla fine lì devi solo salire e guidare, mentre in F1 ci sono diversi fattori che determinano la tua velocità; questa è sicuramente una cosa che manca alla F2 oltre alla troppa poca velocità.”
“Penso che la sfida più grande su una monoposto di Formula 1 sia semplicemente mettere insieme ogni singolo fine settimana ed essere costanti”, ha affermato. “Durante un fine settimana di F1 ci sono così tante variabili e dettagli da sistemare, e credo che sia l’esperienza il fattore che aiuta a riunirli in modo naturale, un qualcosa che sto cercando di acquisire e che sicuramente mi è mancato nell’arco della stagione” ha detto, per concludere.
- RM, 01/2007
- F2, F3 & F4

