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WRC | Il Post-Rally – Monte-Carlo: Che weekend di Neuville!

Weekend veramente spaziale di Thierry Neuville che manda al tappeto gli avversari facendo suo il Rally di Monte-Carlo.

A giudicare da questo combattutissimo Rally di Monte-Carlo, il mondiale 2024 sarà un matchdi pugilato a tre fino a fine stagione. E il primo round lo ha vinto Thierry Neuville, mandando al tappeto chiunque abbia provato a mettergli i bastoni fra le ruote.

Ne parliamo nel Post-Rally!

Premessa

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Una premessa, prima di passare ad analizzare le varie prestazioni dei singoli team e piloti, va fatta. E la premessa è che abbiamo assistito ad un gran Rally di Monte-Carlo. È vero, non abbiamo visto la neve, ma in compenso lo spettacolo è stato unico.

I fan assiepati dietro ai guardrail del primo tratto della SS2, corsa il giovedì sera ed illuminata dai fumogeni rossi, sono stati e si spera siano un bello spot per questo sport. Vedere così tanta gente ha fatto venire la pelle d’oca non solo ai piloti, ma anche agli spettatori a casa. Poco sicuro? Probabile, ma il WRC è e deve essere questo. Chi si è innamorato di questo sport, è perché ha visto sfrecciare bolidi da 300 e più CV su strade di tutti i giorni, magari quelle di casa, assistendo a pochi metri e a volte centimetri, alle imprese dei piloti. E giovedì sera, è sembrato di tornare indietro di anni, alle ere magiche del rally.

E poi, ragazzi, che lotte! Sia nel WRC con Neuville e Ogier, sia nel WRC-2 il rally si è deciso soltanto alla domenica, soltanto all’ultima speciale. Sono state lotte serratissime, decise sul filo dei secondi, quasi dei decimi. Un altro bello spot per il mondiale rally, che ha l’occasione di uscire dal tunnel buio in cui forse alcuni lo hanno ingiustamente infilato.

Rally1

Hyundai: che partenza!

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Ma veniamo alla ciccia del Post-Rally. Thierry Neuville. Il belga quest’anno, senza Rovanperä, ha un’occasione d’oro e lui lo sa. Per questo motivo ha deciso di tirare fuori la cazzimma e prendere tutto ciò che poteva prendere: classifica del sabato, Super Sunday e Power Stage. Il sacco ora fa segnare 30 punti sulla bilancia, tutti arrivati con una prova di grandissima velocità.

Neuville ha prima ricucito il distacco con Evans, e poi ha ingaggiato una lotta all’ultimo sangue con Ogier che lo ha visto prevalere. Ha guidato meravigliosamente e ha forse corso uno dei migliori rally della sua carriera, se non il migliore. In più, ha trovato subito il feeling con la i20 N Rally1 e non ha dovuto additare setup sbagliati o problemi simili per giustificare cali di prestazione. Questo è il Neuville che tutti vogliono vedere, fino alla fine.

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Ott Tänak, vittima di un piccolo lungo che lo ha tagliato fuori dalla lotta forse troppo presto. L’estone è stato sì veloce, ma deve (ri)prendere ancora le misure con la i20. È arrivata, però, anche una vittoria di speciale, e la sensazione è che Ott sulla Hyundai possa fare male (nel senso buono del termine) da un momento all’altro. Ci sta quindi che alla prima uscita ancora non sia al 100% e che si debba lavorare. Il 4° posto però non è assolutamente da buttare, anzi.

Andreas Mikkelsen, che rientrava in top class dopo anni a dilettarsi (peraltro vincendo due titoli) nel WRC-2. L’inesperienza con le Rally1 e con il sistema ibrido si è vista tutta, anche nei confronti di piloti come Fourmaux e Munster, sicuramente meno quotati del norvegese ma con alle spalle qualche gara in più di lui su questo tipo di vetture. C’è tanto da migliorare, perché non è immaginabile che Mikkelsen possa pagare in prova gap come quelli che abbiamo visto in questo weekend. Ma il risultato è comunque relativamente buono e fa ben sperare.

Piccola nota dolente, i problemini riscontrati sulla i20, per fortuna non gravi. Tutti i piloti, compreso Neuville, hanno sofferto di noie al motore e all’acceleratore, soprattutto tra giovedì e venerdì. Problemi che non si sono rivelati gravi e non hanno pregiudicato il rally, ma che sono un piccolo campanello d’allarme.

Toyota: nuovo colore, stessa salsa

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Sono solo 16.1, a fine weekend, i secondi che separano Sébastien Ogier da quella che sarebbe potuta essere la decima affermazione del francese al Monte. Sul suo cammino però ha trovato un Neuville in stato di grazia e uno stato di forma non così ottimale come qualcuno prevedeva. Ma attenzione, il francese ha patito anche un recentissimo lutto che probabilmente ne ha pregiudicato la tenuta mentale, e nonostante ciò è stato comunque sui tempi del rivale belga e agguantato la 700esima vittoria in prova speciale, quarto pilota a farlo dopo Loeb, Sainz e Alen.

E dunque di Ogier si può dire tutto, ma non che abbia guidato male o che sia stato lento. Semplicemente, da lui al Monte-Carlo, tanti si sarebbero aspettati una vittoria come quella dell’anno scorso, un dominio in lungo e in largo. Così non è stato, per tanti fattori, ma va bene così.

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Sul gradino più basso del podio, Elfyn Evans. L’inglese è partito a razzo il giovedì sera, salvo poi cedere lentamente il passo a Neuville e ad Ogier, una volta resosi conto che non avrebbe potuto fare di più. Certo, considerata la partenza, l’amaro in bocca e qualche punto interrogativo restano. Ma a detta del team principal Latvala, Elfyn ha pensato anche al campionato. E facendo due calcoli, in una stagione lunga 13 rally, un 3° posto a Monte-Carlo alla fine non è neanche malaccio. Si è comunque visto qualche sprazzo di quell’Evans che, quando in giornata, è ingiocabile. Ed è già un discreto antipasto in vista del prosieguo del 2024.

Chi invece si è risollevato solo al dessert è Takamoto Katsuta. Il giapponese quest’anno sarà la seconda punta di diamante di Toyota, ma la prestazione di Monte-Carlo ricalca quelle viste l’anno scorso. Certo, non stiamo parlando di un fuoriclasse come Rovanperä, ma tutti speravano di vedere qualcosina in più. La Power Stage è stata un buon segnale, arrivato però troppo tardi, e dopo un’uscita di strada dovuta sì al ghiaccio (peraltro lo stesso punto di Tänak) ma forse anche ad un piccolo errore di valutazione. Vedremo in Svezia se il sapore di Taka sarà quello dell’antipasto del venerdì o del dolce della domenica.

Parlando della GR Yaris Rally1, la salsa non cambia (nonostante cambi il colore). La vettura giapponese rimane comunque velocissima e soprattutto affidabile. La i20 si sta avvicinando, ma il nuovo motore ha reso il bolide nipponico in grado di difendersi dagli aggiornamenti alla rivale coreana.

M-Sport: va bene così

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È positivo il weekend di M-Sport, che va a punti con entrambi i piloti (sfruttando il Super Sunday) e nonostante tutto non si dimostra distante dalle altre vetture del lotto. Adrien Fourmaux, 5° al traguardo, ha corso una gara priva di errori (sacrificando un po’ di prestazione) e comunque veloce, dimostrando di essere maturato e di essere pronto allo step successivo, portando a casa un risultato di tutto rispetto e che mette nei giusti binari il team.

Il francese sa che ora è lui a dover guidare il team, e quindi ha alzato il livello, diventando materiale interessante da tenere d’occhio per il resto della stagione.

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Ha fatto bene anche Grégoire Munster. Il rookie belga con licenza lussemburghese ha sì sciupato una top 10 con un errore al sabato, ma ha avuto la fortuna di guadagnare comunque un punticino con il Super Sunday, cominciando la stagione meglio di quanto non aveva fatto il suo predecessore, Pierre-Louis Loubet. Al netto dell’errore, fino a sabato Munster ha corso bene e con attenzione, ma senza perdere troppo tempo rispetto agli avversari. L’approccio giusto per un pilota alla prima al Monte su una Rally1.

Positivo anche il fatto di non aver avuto grossi problemi di affidabilità sulla Puma come quelli visti l’anno scorso. Il tentativo di tornare al top deve passare obbligatoriamente da qui, e per adesso sta andando tutto per il verso giusto. Aspettiamo qualche altro rally per confermare.

Rally2

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Grandissima lotta fino all’ultima speciale anche nel WRC-2. Yohan Rossel vince di nuovo al Monte-Carlo con una prestazione domenicale assolutamente fantastica. Il francese ha recuperato in tre speciali lo svantaggio che aveva accumulato nei confronti della testa della corsa durante le prime tre giornate di gara, beffando Pepe López che all’ultimo si è visto soffiare la vittoria.

Lo spagnolo avrebbe forse meritato più di tutti la vittoria, visto quello che ha mostrato durante tutto l’arco del weekend, e in un certo senso può essere il vincitore morale di questo weekend. Non ha però potuto fare nulla contro la velocità di Rossel durante le ultime tre speciali, in cui di fatto con una scelta non proprio saggia sulle gomme ha ceduto il passo solo all’ultima speciale.

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Rossel ha comunque dimostrato che la scorsa stagione non è stata un fuoco di paglia, e che è pronto a dare di nuovo battaglia per conquistare il titolo WRC-2. 3° il suo compagno Nikolay Gryazin, anche lui autore di un bel rally che però, per come si era messa la situazione sabato, sarebbe potuto andare in maniera diversa. Come Pepe López, non è riuscito ad arginare Rossel, terminando sul gradino più basso del podio un rally che fino al sabato sera lo vedeva in testa.

Nicolas Ciamin, che ha corso un po’ in una terra di nessuno, così come Sami Pajari, 5° portando al debutto la nuovissima Toyota GR Yaris Rally2, sulla quale serve lavorare ancora ma che pare già una buona base per tentare di fare qualcosa di importante. Il finlandese però non faceva segnare punti questo weekend, puntando tutto sulla Svezia.

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Bene anche la compagine italiana, quest’anno numerosa, che ha piazzato il campione del mondo WRC-2 Master Mauro Miele in 9a posizione (8a posizione senza contare Pajari) e il giovane trentino Roberto Daprà in 11a posizione, dopo aver perso un’abbordabilissima top 10 per problemi all’alternatore. Soffermandoci sulla prestazione di Daprà, è da menzionare che prima del problema del sabato, il giovane era in 8a posizione alla sua seconda uscita su una vettura Rally2 e alla sua prima uscita mondiale.

Dispiace per il risultato, ma guardando alla prestazione c’è della speranza per l’Italia del rally. Lo rivedremo quasi sicuramente in Croazia, e sarà da tenere d’occhio.

Prossimo appuntamento: Svezia

Il prossimo round si correrà tra il 15 e il 18 febbraio sulle nevi della Svezia, dove tornerà Kalle Rovanperä così come Esapekka Lappi per le Rally1, mentre per le Rally2 si vedrà l’entrata in scena di tanti pezzi grossi come Emil Lindholm, e l’avvio della stagione “dei punti” di Oliver Solberg e Sami Pajari.

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