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F1 | Caso Horner: la complessità della decisione per Red Bull

Ad oggi il continuo silenzio sul caso Horner sembra essere il nostro più grande indizio per comprendere quanto la questione sia molto delicata.

Le giornate in casa Red Bull sembrano interminabili. Il caso Horner è forse il terremoto gestionale più forte che abbia mai colpito la squadra di Milton Keynes. Infatti trattandosi del team principal e CEO della scuderia, la situazione è appesa ad un filo sottilissimo. Probabilmente se a finire sotto i riflettori fosse stata un’altra figura aziendale il verdetto sarebbe già ben chiaro…
Infatti chi sarà chiamato ad esprimere un giudizio sulla vicenda non potrà escludere dalla propria analisi il contraccolpo che subirebbe l’intera struttura nel caso di un allontanamento di Horner.

Svariate fonti inglesi hanno indicato la sede dell’incontro tra Horner, i suoi legali e la controparte Red Bull, avvenuto ieri, in una location neutra. E come si può intuire in ballo c’è molto più di quanto possa sembrare e, soprattutto, non è il solito finto terremoto che può destabilizzare una squadra.

La Formula 1 negli ultimi anni è stata partecipe di un valzer di team principal, ma nel caso di Horner si tratta di una figura di ben altra portata. L’aspetto centrale e problematico è il doppio ruolo che ricopre: Team Principal e amministratore delegato con controllo sul progetto Red Bull Powertrain.

Horner

Inoltre se si parla di Formula 1, Horner è la Red Bull. Questo aspetto è forse uno dei più rilevanti che ha fatto tirare il freno a mano anche nel quartiere generale in Austria.
La forza della squadra di Milton Keynes è sempre stato rappresentato da un gruppo compatto in cui il collante ed il parafulmini più efficace risultava essere Horner.

Inoltre essendoci dalla sua fondazione, la Red Bull Racing ha preso anche la sua fisionomia proprio a partire dalla personalità di Horner. “Quando ho iniziato a lavorare nel ruolo di team principal ho sempre cercato di modellare la squadra che mi sarebbe piaciuta avere da pilota. Sono qui dall’inizio, ho costruito questo team. Sento una grande responsabilità nei confronti delle persone che lo compongono, degli azionisti e di tutti i partner che abbiamo. E infine non credo molto nel cambiamento, penso che la stabilità sia tremendamente importante”.

La situazione

Le quattro figure ritenute fondamentali nella Red Bull dei record vista questa stagione sono: Max Verstappen, Adrian Newey, Helmut Marko e Christian Horner. Tuttavia, però, in questo quadretto forse le due persone in ordine di importanza risultano Horner e Verstappen.

Dunque come si può intuire allontanare Horner vuol dire correre il rischio di rompere un meccanismo perfetto. Inoltre chi dovesse eventualmente ricoprire il ruolo dell’attuale team principal avrà bisogno di almeno un anno per essere pienamente operativo.

Per questo la prima decisione sarebbe probabilmente una promozione interna, con l’attuale team manager Jonathan Wheatley incaricato di portare avanti la squadra sul fronte operativo.

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Tuttavia tutte le mansioni del ruolo CEO, incluse quelle del delicato reparto powertrain, resterebbero scoperte. Un grattacapo non ideale a poche settimane dal via di un’intensa stagione nella quale bisognerà difendere in pista i due titoli mondiali conquistati e, soprattutto, durante la quale la prima power unit ‘made in Red Bull’ vedrà la luce.

L’unica certezza è che in casa Red Bull sarà un inizio di mondiale molto diverso rispetto alle premesse, non tanto sul fronte tecnico quanto nell’atmosfera che si vivrà a Milton Keynes e nel box in pista. Poi, come sempre, la Formula 1 imporrà di guardare avanti, con degli strascichi ma il tutto diventerà una vicenda passata, perchè la Formula 1 corre sempre.

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