I piani aerodinamici della Formula 1 per il 2026 sono destinati a un rinnovamento a seguito di alcuni risultati allarmanti al simulatore
Giovedì 11 aprile potrebbe essere un giorno rivoluzionario per la F1.
La FIA consegnerà ai presenti al TAC (Technical Avisory Committee) la bozza di regolamento 2026 per quanto riguarda telaio e aerodinamica. Si sta giungendo, dunque, a un passaggio fondamentale nella definizione delle norme, in quanto la Federazione Internazionale avrà l’obbligo di chiudere il dossier entro il mese di giugno prima dell’approvazione del Consiglio Mondiale.
Ci potrebbero essere però delle notizie o delle sorprese stupefacenti.
Come si sa, le nuove auto del 2026 avranno un’aerodinamica mobile. Infatti nello sforzo di aumentare le prestazioni delle auto per adattarsi alle caratteristiche dei nuovi motori turbo ibridi con ripartizione di potenza 50/50 tra il motore a combustione interna e la batteria, è stato optato per questa scelta
Fondamentalmente l’idea era che l’ala posteriore della vettura fosse in grado di funzionare in una configurazione ad alto carico aerodinamico in curva per aiutare a fornire aderenza, prima di passare a una configurazione a bassa resistenza sui rettilinei per aumentare la velocità.

Tuttavia, con alcuni team ai simulatori pronti a provare e comprendere il modello auto “Fangio” (quelle della F1 2026), sono emerse parecchie caratteristiche preoccupanti.
Secondo le fonti, con l’ala posteriore nella configurazione a bassa resistenza aerodinamica e il motore a piena potenza, l’auto era quasi inguidabile. Molteplici piloti si giravano sui rettilinei in accelerazione o non riuscivano a prendere una curva senza che il posteriore scappasse.
Il tutto è da imputare ad uno spostamento nel bilanciamento aerodinamico tre volte superiore a quello attualmente sperimentato con DRS aperto.
Addirittura l’unico modo per evitare che le vetture slittassero era girare su tempi più lenti rispetto alle attuali macchine di Formula 2.
Fonti della FIA hanno rivelato che è stata raggiunta la conclusione in cui piano aerodinamico mobile non funzionerà solo con la modifica della configurazione dell’ala posteriore.
Perciò la FIA ha deciso che il piano aerodinamico del 2026 dovrà incorporare sia l’ala anteriore che quella posteriore in un movimento coordinato se le vetture vogliono fornire le caratteristiche prestazionali sperate. In questo modo si dovrebbe ridurre lo spostamento del bilanciamento aerodinamico che ha causato problemi al simulatore.

Le riflessioni di Horner sulla F1 2026
Davanti a queste difficoltà, il team principal della Red Bull, Christian Horner, ha accolto felicemente le preoccupazioni della FIA di fronte alle preoccupazioni delle squadre su ciò che stavano scoprendo.
Già l’anno scorso aveva avvertito che c’era il rischio che la F1 rimanesse con le “auto Frankenstein” per via del modo in cui le regole del telaio dovevano adattarsi alla scelta del propulsore.
“Penso che ci siano stati dei buoni progressi”, ha detto Horner. “Penso che la FIA abbia tenuto conto di alcuni feedback e che siano state apportate alcune modifiche.
“Stiamo aspettando i regolamenti sul telaio, che ora saranno una parte fondamentale del pacchetto 2026 e come interagiranno con queste propulsori. I vari gruppi di lavoro stanno lavorando molto su questo ed è importante che si arrivi a una conclusione nel prossimo futuro”.
Alla domanda se i risultati dei team al simulatore fossero stati motivo di preoccupazione, Horner ha detto: “Le regole sono le stesse per tutti alla fine della giornata.“
“Quindi è il modo in cui li applichi e li traduci. Non penso che abbiamo paura di qualunque saranno le regole, dato che è lo stesso punto di partenza per tutti. Una volta finalizzate, scopriremo senza dubbio eventuali problemi con le regole, ma questo non è diverso da qualsiasi altra modifica normativa.”

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