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F1 | Un giro di Pista – Shanghai International Circuit (GP della Cina)

Torna dopo la Pandemia il GP della Cina, e non potevamo non portare il giro di pista sul circuito di Shanghai. Allacciate le cinture!

Dopo 5 anni, e una Pandemia in mezzo, torna il GP della Cina. L’appuntamento cinese, quest’anno come nelle precedenti edizioni, si correrà sul circuito di Shanghai. Ovviamente per il suo ritorno in calendario non potevamo non accompagnarvi con un bel giro di pista, riportando (forse per l’ultima volta) in auge questo format. Tenetevi forte!

Un po’ di storia

shanghai international circuit

Prima di scendere in pista, però, vale la pena fare qualche accenno alla storia del circuito cinese. Lo Shanghai International Circuit viene progettato dal sempreverde Hermann Tilke, a seguito della decisione delle autorità di Shanghai di realizzare una pista per promuovere la città e l’intera Cina, allora nel pieno di una crescita che l’avrebbe portata ad essere una potenza mondiale.

Viene scelta un’area di 5,3 kmq nel Distretto di Jiading, a Nord-Ovest della città cinese. Vengono spesi 2,6 miliardi di Yuan, equivalenti a circa 450 milioni di dollari, sborsati dalla joint-venture Shanghai Jiushi Group supportata direttamente dal governo cinese. Il sito scelto per il circuito viene visitato per la prima volta tra aprile e maggio del 2003, e nel giro di 18 mesi l’area precedentemente utilizzata come campi per la coltivazione di riso viene trasformata nell’odierno tracciato, non senza qualche difficoltà. Per le fondamenta vengono utilizzati materiali per l’epoca molto innovativi, come il polistirene, per far fronte al terreno paludoso.

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Il circuito viene completato, dunque, in tempi record e la prima gara viene corsa già nel 2004, edizione che vede vincere Rubens Barrichello su Ferrari. La forma ricorda quella del carattere cinese Shang, prima lettera del nome della città.

Nel corso degli anni, oltre alla F1, vengono disputate gare del WEC e della GT Series Asia e anche gare della MotoGP.

I numeri dello Shanghai International Circuit

Un po’ di numeri del circuito:

  • Lunghezza: 5,451 Km
  • Numero di curve: 16
  • Numero di edizioni disputate: 16
  • Giro veloce in gara: Michael Schumacher su Ferrari nel 2004 (1:32.238)

Statistiche dello Shanghai International Circuit

Vincitori

6 Vittorie🇬🇧Lewis Hamilton (2008, 2011, 2014, 2015, 2017, 2019)
2 Vittorie🇪🇸Fernando Alonso (2005, 2013)
🇩🇪Nico Rosberg (2012, 2016)
1 Vittoria🇧🇷Rubens Barrichello (2004)
🇩🇪Michael Schumacher (2006)
🇫🇮Kimi Raikkonen (2007)
🇩🇪Sebastian Vettel (2009)
🇬🇧Jenson Button (2010)
🇦🇺Daniel Ricciardo (2018)

Pole-sitter

6 Pole Position🇬🇧Lewis Hamilton (2007, 2008, 2013, 2014, 2015, 2017)
4 Pole Position🇩🇪Sebastian Vettel (2009, 2010, 2011, 2018)
2 Pole Position🇪🇸Fernando Alonso (2005, 2006)
🇩🇪Nico Rosberg (2012, 2016)
1 Pole Position🇧🇷Rubens Barrichello (2004)
🇫🇮Valtteri Bottas (2019)

Vittorie per team

6 Vittorie🇩🇪Mercedes (2012, 2014, 2015, 2016, 2017, 2019)
4 Vittorie🇮🇹Ferrari (2004, 2006, 2007, 2013)
3 Vittorie🇬🇧McLaren (2008, 2010, 2011)
2 Vittorie🇦🇹Red Bull (2009, 2018)
1 Vittoria🇫🇷Renault (2005)

Analisi e Disclaimer

Shangai Cina

Come sempre, il giro di pista è un’analisi amatoriale e non professionale, dal momento che non vengono usati dati telemetrici. Andiamo ad analizzare il giro di qualifica di Lewis Hamilton durante l’edizione del 2017, che può darci una mano grazie alla presenza dei dati telemetrici a video. I crediti vanno al canale YouTube ufficiale della F1.

Ricordiamo inoltre che l’analisi si riferisce a dati risalenti alla precedente generazione di monoposto, e dunque quest’anno potrebbero variare.

Primo settore

Si percorre il rettilineo del traguardo (Prima Zona DRS) e si arriva al curvone di Curva 1-2, una lunga curva a destra che si stringe sempre di più per sfociare nel tornantino di Curva 3. Hamilton arriva in fondo al dritto a circa 325 Km/h, frenando poco dopo il cartello dei 50 metri per inserire la sua Mercedes in Curva 1, scalando progressivamente dall’8a marcia alla 5a marcia. Man mano che il curvone si stringe, si scala prima in 4a marcia e poi in 3a marcia, per affrontare Curva 2, la parte più stretta del curvone, a circa 105-110 Km/h.

Sempre in 3a marcia, ci si butta nella stretta Curva 3, toccando una velocità minima di 85-90 Km/h, per poi riprendere il gas senza scodare, rimanendo col volante sterzato verso sinistra per percorrere Curva 4, da fare in piena accelerazione uscendo dalla stessa in 5a marcia e a circa 215 Km/h.

L’ultima curva del primo settore è Curva 5, da affrontare a tavoletta e in 8a marcia, a quasi 290 Km/h.

Secondo settore

Il secondo settore è la parte più tecnica della pista. Si arriva in Curva 6 a circa 300 Km/h e si frena al cartello dei 100 metri, ovvero quando comincia il cordolo esterno. Si scala fino in 3a marcia e si percorre la curva con una velocità minima di 85 Km/h. In uscita si va a toccare il cordolo esterno e ci si lancia verso Curva 7, un lungo curvone a sinistra da affrontare in 7a marcia tra i 270 e i 275 Km/h.

Cambio di direzione e dentro a destra per un altro curvone più corto e stretto, quello di Curva 8. Si scala in 5a marcia e lo si percorre entrando a circa 190 Km/h e uscendo a circa 215 Km/h. Si frena subito alla riga bianca posta sulla pista buttandosi in Curva 9 scalando fino alla 3a marcia e percorrendo la curva a 120 Km/h. Si va sul gas e si percorre Curva 10 accelerando, in 5a marcia a poco più di 200 Km/h, andando in uscita a prendersi tutto il cordolo esterno.

Terzo settore

Ultimo settore della pista. Si accelera fino alla 7a marcia e si arriva in Curva 11 a quasi 290 Km/h, frenando forte al cartello dei 100 metri mantenendosi sull’esterno fino al momento in cui bisogna sterzare, scalando fino alla 3a marcia. La curva è da percorrere poco sotto i 100 Km/h. Subito dopo si va a destra per Curva 12. All’inizio è molto stretta, e infatti la si comincia a circa 110 Km/h in 3a marcia. Superato il primo apex, ci si allarga andando sull’acceleratore facendo molta attenzione a non scodare e mantenendosi più o meno al centro della pista, percorrendo così Curva 13.

Questo lungo curvone immette sulla seconda Zona DRS, il rettilineo più lungo del tracciato e uno dei più lunghi del calendario (1,2 Km). Si toccano punte di 330 Km/h e si frena molto forte poco prima del cartello dei 100 metri. Si scala fino alla 2a marcia per percorrere Curva 14, la più lenta del circuito, a poco meno di 70 Km/h. Si va poi sul gas per percorrere Curva 15 e un corto rettlineo che porta all’ultima curva, Curva 16, alla quale si arriva in 6a marcia frenando poco dopo l’inizio del cordolo esterno, scalando fino in 4a marcia. Si esce dalla curva a circa 180 Km/h e ci si immette nuovamente sul rettilineo principale.

Pista completa

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15.04.2018- Race, the start at 2nd corner

Il circuito di Shanghai, come alcuni avranno intuito, è una pista abbastanza completa. Infatti, il tracciato propone un mix di lunghi rettilinei, forti staccate, curvoni più o meno veloci e ripartenze a basse velocità che richiedono ai team una vettura che sappia performare bene su tutti i fronti.

È una pista da medio-alto carico aerodinamico, dunque, dove però bisogna fare attenzione anche ad avere una buona trazione. La ricerca del setup giusto non sarà semplice, visto che il weekend sarà Sprint, e dunque ci sarà solo una prova libera. Ali troppo cariche potrebbero dare uno svantaggio nei rettilinei, soprattutto quello lungo più di un chilometro nel terzo settore. Al contempo, ali troppo scariche potrebbero portare svantaggi nei curvoni veloci.

Il circuito cinese, inoltre, è Front-Limited, ovvero un circuito che mette in crisi chi soffre di sottosterzo. Ciò potrebbe avvantaggiare Ferrari, che se troverà il setup giusto potrà sfruttare l’anteriore granitico della SF-24 per far fronte al sottosterzo. Inoltre, anche i curvoni medio-veloci, se si lavorerà bene ai box, potranno sorridere al team di Maranello, visto il gran miglioramento su questo ambito. Red Bull guadagnerà sicuramente in trazione, e probabilmente si concentrerà nel tirare fuori il meglio dalla RB20 nel medio-veloce, lì dove Ferrari può insidiare gli austriaci.

Un altro punto a favore del team di Christian Horner sarà sicuramente la velocità di punta e l’efficienza del DRS, anche se bisognerà vedere prima la configurazione aerodinamica. In questo frangente, Ferrari potrebbe azzardare delle ali più scariche, forte delle prestazioni nei curvoni, anche se bisognerà vedere poi come si comporterà la SF-24 nel lento. Di contro, Red Bull potrebbe caricare di più mantenendo comunque un’ottima velocità di punta e cercando di fare meglio dei rivali appunto nel medio-veloce.

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