Si conclude il weekend in Cina e Vasseur analizza il lavoro in casa Ferrari: “Il gruppo è compatto ma dobbiamo lavorare su noi stessi”.
Sicuramente le aspettative che ci hanno accompagnato verso questo weekend in Cina non erano alte, ma vedere la Ferrari così indietro fa riflettere. Fa riflettere il team principal Vasseur sull’operato della propria squadra e fa pensare a tutto il lavoro che ancora si deve compiere per migliorare. Primo dei problemi che la Ferrari ha dovuto affrontare è da identificare nella qualifica, qualificarsi così indietro significa avere poca strada libera. L’appuntamento era stato quindi rimandato alla gara della Domenica, che però non ha dato i risultati sperati. Uno stint sulle hard che ha completamente “distrutto” la competitività della vettura, basta pensare che Charles Leclerc ha preso dieci secondi da Lando Norris. Una Mclaren che invece ha conquistato anche il podio e ha mostrato una grande competitività in tutto il weekend.
In un weekend che dava il via al nuovo format della sprint la Ferrari non è riuscita a salire su nessun gradino del podio e ha portato a casa solo ulteriori dubbi. Che la Red Bull sia ingiocabile è un dato di fatto da diversi anni oramai, ma la Ferrari deve agguantarsi il posto di seconda forza. Il periodo delle scuse è finito, adesso bisogna lavorare per portare a casa sempre il massimo. Vasseur è consapevole del lavoro compiuto e non cerca scuse. Molti avevano identificato come problema principale il nuovo asfalto del tracciato, ma il team principal ha smontato questa teoria. Il nuovo asfalto ha sicuramente giocato un ruolo nell’allungare la striscia negativa del weekend, ma lo è stato per tutti. Il problema più spinoso è stato il lavoro interno del team, troppi gli errori che non hanno permesso di mostrare il potenziale della macchina.
“Sappiamo che il nostro gruppo sia molto compatto. Forse Max a volte è un po’ più veloce, ma abbiamo un gruppo con sei o sette auto in un decimo. Credo che nelle qualifiche di ieri ci fosse un decimo o un decimo e mezzo tra la P2, la P3 e la P8 o la P9. Questo significa che per alcuni dettagli si può passare da ‘hero to zero’, e quando ti trovi in nona posizione, la gara diventa molto più difficile perché si ha aria sporca nel primo giro“, ha commentato Vasseur. “Anche se si è più veloci, fondamentalmente non si è così veloci, si fa fatica a sorpassare perché se non si ha un grande distacco si danneggiano le gomme nei primi dieci giri e poi sei morto. Penso che sia davvero una questione di mettere tutto insieme. Non abbiamo avuto un weekend pulito da parte nostra. Abbiamo commesso collettivamente troppi errori e sappiamo che in questo gruppo, se non fai un lavoro perfetto, non sarai davanti“
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