Nel Gran Premio Cinese, nuovamente in calendario dopo quattro stagioni di stop, la Ferrari non ha saputo confermarsi seconda forza, deludendo le aspettative lungo tutto il weekend.

Ferrari, in Cina obbiettivo non raggiunto

Nel Gran Premio Cinese, nuovamente in calendario dopo quattro stagioni di stop, la Ferrari non ha saputo confermarsi seconda forza, deludendo le aspettative lungo tutto il weekend. 

Che Max Verstappen e la sua Red siano di un’altra categoria non è più un mistero dall’estate del 2022, ma in un percorso di crescita come quello che sta vivendo Ferrari, il farsi trovare pronti a raccogliere ogni punto perso dal team anglo-austriaco dev’essere un imperativo.

E fino a Suzuka è sempre stato così, con Ferrari sempre seconda forza nonostante i problemi in qualifica, fino all’exploit australiano, dove Sainz e Leclerc hanno saputo sfruttare al meglio le mancanze Red Bull. 

Nel Gran Premio Cinese, nuovamente in calendario dopo quattro stagioni di stop, la Ferrari non ha saputo confermarsi seconda forza, deludendo le aspettative lungo tutto il weekend.

Se da una parte l’olandese si è sempre mostrato inscalfibile nella sua corsa al mondiale, non è sempre stato lo stesso per Perez, possibile punto debole del team campione del mondo, motivo di sogni da titolo costruttori per una rossa sempre molto solida la domenica.

In Cina invece la Ferrari, dopo il buon passo mostrato nella Sprint Race, ha deluso sia in qualifica ma soprattutto in gara, dove è stata costantemente più lenta della McLaren di Norris (Piastri ha subito un danno alla vettura) che è riuscito a cogliere la piazza d’onore, facendo ciò che sarebbe dovuto esser compito di Leclerc e Sainz.

Che la prestazione sul circuito di Shanghai sia dovuta alla mancanza degli aggiornamenti ancora in fase di preparazione? Alle basse temperature che hanno accentuato i già noti problemi nel portare nella temperatura ottimale le gomme? O semplicemente come accennato da Sainz, ad un circuito non proprio amico della SF-24?

Una chiave di lettura completamente esaustiva non può esistere in uno sport complesso come la F1, e ogni fattore ha il suo peso, ma non dimentichiamoci nemmeno delle buone prestazioni offerte fin qui dalla Ferrari, al netto della speranza di vedere aggiornamenti incisivi sulla gestione gomme e di un conseguente passo in avanti della SF-24.

Ma nel Gran Premio Cinese abbiamo assistito anche alle prime sportellate stagionali tra gli alfieri Ferrari, Leclerc e Sainz, uniti dall’istinto dei piloti ma divisi dal destino, un bel mix che Vasseur dovrà divertirsi a gestire.

Tra due settimane, in una Miami con temperature più alte rispetto a Shanghai, ritornerà ancora il format della Sprint Race, per poter avere le prime risposte su cosa non è andato in Cina e perché no, un podio un po’ più rosso.

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