Dopo una caotica gara al Barber Park, oggi stileremo la lista dei Top 3 e i Flop 3 di questo turbolento weekend di gara.
Premessa: devo ammetterlo, è stato davvero difficile nel stilare questa classifica, in una gara ricchissima di colpi di scena, duelli, bandiere gialle etc., per fortuna nostra e degli spettatori, la gara al Barber Park non ha annoiato nessuno ed è stata veramente e positivamente divertente, da vedere e anche da seguire.
TOP 3
1) SCOTT MCLAUGHLIN
Che dire: dominatore assoluto di questo Gran Premio. Sia nelle situazioni a suo favore che, a suo sfavore il pilota neozelandese è sempre riuscito a mantenere il controllo della situazione e a distaccare ed attaccare gli avversari quando c’era bisogno: complimenti anche al team Penske che, è stato in grado di adoperare le migliori strategie per quella gara e, anche al pilota che è riuscito ad uscirne vincitore dopo una gara turbolenta.
Magnifico.

2) WILL POWER
Passare dai Flop 3 di Long Beach ai Top 3 del Barber Park vuol dire che hai fatto centro. Complimenti anche al compagno di squadra di McLaughlin , Will Power dove ha mostrato tutta la sua esperienza ed è stato ripagato (seppur con diversi errori in gara) con un buon secondo posto in Alabama che, lo proietta anche al 2° posto nel mondiale piloti (dopo lo scandalo Penske). Anche lui ha voluto ribadire assieme al neozelandese che Penske è dura da abbattere e, neanche una serie di penalizzazioni la può scalfire.
Determinato.

3) LINUS LUNDQVIST
Terza posizione meritatissima e guadagnata da vero “underdog” della situazione. Diciamocelo: nessuno avrebbe scommesso un centesimo su questo ragazzo svedese, eppure contro ogni pronostico e contro ogni avversità Lundqvist è stato capace di resistere e di approfittare del momento di debolezza da parte degli avversari. Il duro lavoro durato anni finalmente ha portato un bel frutto da conservare e perché no, si spera, anche di moltiplicare.
Convincente.

MENZIONE D’ONORE: LUCA GHIOTTO
E’ sempre bello vedere un pilota italiano, specialmente in Indycar dove una presenza così mancava da otto anni e, nonostante il mezzo non all’altezza della concorrenza, al Barber Park è stato capace di essere costante, pulito e molto meticoloso nel risparmio delle gomme e del carburante: bellissimo quando ad un terzo della gara si ritrovò in quinta posizione per poi giustamente fermarsi ai box per il cambio gomme. E’ stato davvero in gamba anche ad evitare i pericoli, soprattutto le sue curve prese troppo largamente o alla serie di incidenti che hanno cambiato la fase finale della gara. Complimenti Luca, continua per questa strada.
In rampa di lancio.

FLOP 3
1) SCOTT DIXON
Grande favorito per la vittoria di questa gara, dopo la magnifica vittoria a Long Beach, qui al Barber Park non è riuscito per niente a capitalizzare la grossissima opportunità di consolidarsi come leader del mondiale piloti, complice delle altalenanti sessioni e anche un pessimo passo gara dovuto anche ad un errore personale durante la gara nel tentativo di superare Rahal, finendo nell’erba e vanificando una gara quasi in rimonta.
Occasione sprecata.

2) CHRISTIAN RASMUSSEN
Qualcuno dica al danese che una gara di Indycar non è un giro sugli autoscontri: sin dalle prove libere del venerdì Rasmussen non era in grado di avere un buon feeling con il mezzo finendo addirittura nell’erba. In gara è stato troppo nervoso sia nei suoi confronti che, anche contro i suoi avversari, finendo molte molte invischiato in sportellate gratuite ( in alcuni casi anche inutili) per poi concludere la gara da ultimo.
Impaziente.

3) PATO O’WARD
Un altro pilota con cui si aveva grandi aspettative ma che non sono neanche lontanamente state portate a termine: dopo delle ottime sessioni, il messicano durante la gara è riuscito a mandare a rotoli una possibilità di portare a casa un buon bottino di punti a causa prima del fuori pista, poi con l’incidente con Fittipaldi (del quale è stato penalizzato) e, non contento ha anche cercato di buttare fuori il suo compagno di squadra Pourchaire a pochi giri dalla fine. Troppo nervosismo e troppa foga.
Mina vagante.

MENZIONE DI DISONORE: JOSEF NEWGARDEN
Ennesimo pilota da grandi aspettative ma solo delusioni a non finire: dalla terza posizione alla partenza della gara, l’americano non è stato in grado di adattarsi e di stare nella parte alta della griglia, complice anche un passo gara non all’altezza, una corsa molto caotica e confusa ed infine alcuni errori personali che lo hanno portato a rovinarsi la gara: voleva anche lui, come i suoi colleghi in Penske dare un segno a lui e al suo team di non essere, per nulla, scalfiti dal recente scandalo ma, purtroppo sia il peso delle penalizzazioni e le fortissime pressioni e critiche da parte della stampa, non lo hanno aiutato nella concentrazione alla gara.
Frustrazione ed amarezza.


