Troppi pochi fans, c’è bisogno di più seguito: questo è il pensiero del Promoter che adesso ragiona sulla creazione di una serie sul WRC.
Dal 2019, anno del suo lancio, la serie “Drive to Survive” ha diviso i fans della formula 1. Alcuni la amano per i fatti aggiuntivi che sono poco visti, e i piloti messi in vesti che fino ad allora mai avevamo visto. Altri la odiano perché fa diventare lo sport una ‘telenovela’, attraendo dei fans che la guardano solo per questo: uno spettacolo, più che uno sport.
Odiata o apprezzata, la serie ha sicuramente giocato un importantissimo ruolo per la popolarità dello sport. Con così tante chiacchiere sul futuro dello sport, con la FIA che ricorda del ruolo importante che la promozione può avere su uno sport, l’idea di una serie sul WRC, seguendo il modello della F1, è un tema che sta divenendo sempre più presente.
Il WRC Promoter ha infatti dichiarato a DirtFish al Rally di Croazia che già ci sono state discussioni sulla formazione di questa serie.

Simon Larkin, event director del WRC Promoter, ha affermato che il percorso è stato molto approfondito, ma che nessun accordo è stato trovato. I problemi finanziari rimangono un ostacolo, soprattutto considerando che la piattaforma è già al lavoro per la sesta stagione della serie delle monoposto.
La notizia del possibile accordo arriva in quello che è uno dei momenti più duri della storia del campionato del mondo rally, con grandi polemiche da parte di tifosi e piloti, soprattutto riguardo il sistema di punteggio e la rimozione dell’ibrido a partire dalla prossima stagione. Tutto questo nonostante la stagione 2024, in strada, sta offrendo grande spettacolo.
Tutti concordano però su un punto: il WRC ha bisogno di più fans. Per questo, FIA, WRC Promoter e produttori stanno continuando a fare riunioni sul raggiungimento di un pubblico più ampio e sul connettersi meglio con gli spettatori.

Seppur la situazione mediatica del WRC non sia delle migliori, Peter Thul, direttore sportivo senior del WRC Promoter mostra ottimismo: “Siamo totalmente convinti che in termini di situazione mediatica, – afferma – in termini di TV, il quadro è positivo, soprattutto confrontandoci con altri sport.
Possiamo migliorare ed è stato riconosciuto anche da almeno un costruttore che siamo visibilmente il numero due dietro la Formula 1. Con questa c’è divario, la Formula 1 è la Formula 1, ma non vogliamo neanche minimamente compararci con questo sport.“
Larkin conferma il bisogno di novità: “Penso che per qualsiasi promotore o titolare di diritti commerciali sarà sempre necessaria un’evoluzione: dobbiamo spingere ancora un po’ anche noi. Credo che sia arrivato il momento giusto, ma dobbiamo stare attenti. Produrre una di quelle serie non equivale all’aprirsi a un nuovo grande pubblico: molti Motorsport hanno fatto la stessa cosa e temo che non abbiano avuto l’esito sperato.
Ogni anno riceviamo 10 proposte da qualcuno che dice di poter creare il nostro “Drive to Survive”. Ma a meno che tu non sia qualcuno di Netflix, o Amazon, o qualcosa del genere, nessuno guarderà quella serie. Puoi metterlo su Youtube quanto vuoi, temo che nessuno lo guarderà. E il problema è quando metti qualcosa su Youtube e nessuno lo guarda: gli altri possono dire che nessuno lo ha guardato. Questo è puro marketing, non vuoi che gli altri vedano che nessuno ti sta guardando.”

Larkin, tuttavia, ritiene che Youtube mantenga un ruolo piuttosto importante per loro: “Siamo abbastanza fiduciosi sui numeri di Youtube rispetto alle altre competizioni motoristiche: sta andando abbastanza forte.
Se guardi alcune altre serie di sport motoristici, i loro numeri su Youtube sono terribili. Noi abbiamo alcune clip che vanno molto forte, e altre che vanno molto male. Ma ci impegniamo a garantire l’accesso gratuito ai contenuti e questo vale anche per le emittenti“.
È giusto ricordare, o se non addirittura informare, che dal mese di maggio l’app Rally.tv, dunque l’applicazione di streaming di WRC, ERC E WRX, sarà presente anche su DAZN, tranne in alcuni paesi europei, dei quali l’Italia, fortunatamente, non ne fa parte.
Passion, dedication, hard work.

