Nessun inno olandese, almeno non per questa volta. A Miami, sesto appuntamento del Mondiale di Formula 1, trionfa Lando Norris su McLaren, a confermare quanto il team di Woking sia, di gran lunga, il team maggiormente migliorato.
Nessuna sorpresa nella Sprint di ieri, ecco perché Verstappen era partito con il pensiero di battere anche il “tabù” su questa pista dove nessun poleman aveva mai vinto.
IL GP DI MIAMI: LA PARTENZA
E infatti parte bene allo spegnimento dei semafori, mantenendo la sua posizione. E’, come al solito, dietro che si sfiora qualcosa che avrebbe potuto cambiare la gara: la staccatona di Perez che quasi ha rischiato di colpire sia il compagno e sia le Ferrari. Le due rosse che sfiorano il contatto e si rendono autrici di controsorpassi interessanti.
Ecco subito Piastri a farsi vedere nel sorpassare Leclerc e Sainz: è solo l’inizio. Super Max non crea il “vuoto” a cui ci ha abituato fino ad oggi. Nessuna “conseguenza” in occasione della VSC a causa di un cono in pista (portato, per altro, dallo stesso Verstappen andato lungo).
IL MOMENTO CHE CAMBIA IL GP DI MIAMI
Se dovessimo scegliere il momento clou della gara, è senz’altro intorno al 28° giro: SAFETY CAR (causata dal contatto tra Sargeant e Magnussen) e in cui ne approfitta della sosta Lando Norris (in precedenza leader del Gran Premio). Strategia perfetta per il team che gli permette di uscire davanti a Max e poter condurre in tranquillità una gara che il pilota olandese ha commentato essere “un disastro” nel team radio, facendo riferimento alla sua vettura. Il distacco tra i due aumenta gira dopo giro, e il sogno di Lando si avvicina.
Tanti i duelli in pista che hanno coinvolto Hamilton-Haas, Alonso-Ocon, ma soprattutto Sainz-Piastri. Quest’ultimo ha “causato” anche il cambio dell’ala anteriore dell’australiano, forse la nota negativa della bella giornata McLaren.
BANDIERA A SCACCHI
Bandiera a scacchi e…. LANDO NORRIS VINCE IL GRAN PREMIO DI MIAMI, per la PRIMA volta in carriera. Una gara magistrale, la sua, che al di là della “fortuna” della SC contiene in sé una grande gestione della leadership. Un digiuno che si interrompe dopo 110 GP. Con lui sul podio un sorridente Max Verstappen, consapevole di essere stato battuto, e una grande Ferrari di Leclerc. La rossa era l’unica a non aver portato aggiornamenti tra i top team e ad aver avuto comunque la forza di lottare. Prima gara dell’anno dove 3 team diversi terminano a podio.
Quarto un Carlos Sainz che si sentiva tanto in forma, ma torna a casa con la consapevolezza giusta di aver trovato un buon passo sia con le medie che con le hard. La Top10 viene conclusa da Perez, Hamilton, Tsunoda (ancora a punti), Russell, Alonso e Ocon (prima volta quest’anno per lui e per il team).
Una bella gara, e non per Verstappen, ma perché forse le cose stanno cambiando. Ma, per il momento, la Formula 1 torna tra due settimane, c’è il Gran Premio di Imola.

