Il Rally di Portogallo si chiude con la sesta vittoria in terra lusitana di Ogier, e con Neuville che prende vantaggio su Evans.
In archivio anche il quinto round del mondiale 2024 del WRC. Sullo sterrato del Rally di Portogallo, un grande Sébastien Ogier entra nella storia come pilota più vincente di questo rally, mentre Neuville e Hyundai allungano sui rivali. Ne parliamo nel Post-Rally!
Rally1
Toyota: Ogier salva il weekend dei giapponesi

Sébastien Ogier conquista la 60esima vittoria in carriera e diventa il pilota più vincente della storia del Rally di Portogallo, superando con la 6a vittoria Markku Alen. L’otto volte campione del mondo, come al solito, si tiene fuori dai guai e conduce una gara “alla Ogier”, spingendo dove poteva e non rischiando, invece, dove sarebbe apparso inutile. Vero, al venerdì ha faticato di più, ma dopo si è ripreso alla grandissima. Altra prova di forza di un pilota che non ha più nulla da dimostrare, eppure continua a stupire.
Il buon vecchio Seb è addirittura il primo in questa stagione a cogliere la seconda vittoria dell’anno, di fila per giunta. Se non corresse Part-Time si potrebbe quasi dire che il candidato al mondiale è lui. Il che la dice lunga sulla classe del campione transalpino. Ormai sono finite le parole perché stiamo parlando di una leggenda del rally che continua a macinare risultati e a stupire tutti.

Chi è mancato, invece, è stato Elfyn Evans. Anzi, Evans e Kalle Rovanperä. Il primo, in lotta per il titolo, non è mai stato seriamente in condizione di lottare per la vittoria, e anzi, ha quasi rischiato di tornare a casa con un sonoro Zero. Il gap da Neuville si è ampliato, ed è ora a più di 20 punti. Uno stop che non ci voleva, visto il ruolino di marcia del belga. Serve trovare qualcosa sin dalla Sardegna, anche perché Evans non ha ancora vinto un rally in questa stagione. È partito bene ma per vincere la corona serve fare di più.
Anche Rovanperä ha deluso. Primo, perché partiva da favorito visto le strepitose performance degli ultimi due anni in Portogallo. E secondo perché un errore del genere, da lui, non te lo aspetti. È il secondo weekend che Kalle finisce fuori strada, cosa inusuale e per nulla aderente allo smisurato talento che ha. Probabilmente sta prendendo quest’anno un po’ troppo alla leggera e ha qualche calo di concentrazione che di solito non avrebbe. Sia quel che sia, peccato, perché avrebbe potuto battere un colpo per dire che sì, è ancora lui il più forte.
Era partito bene il weekend di Takamoto Katsuta, sorpresa del venerdì mattina. Il giapponese, però, non è riuscito a mantenere alto il ritmo e ha subito anche un ritiro al sabato che ha sicuramente condizionato il suo weekend. Sta cominciando a mettere insieme i pezzi del puzzle, ne manca qualcuno ma il quadro comincia a delinearsi. Non deve scoraggiarsi, perché è sulla buona strada.
Hyundai: Gran bel weekend!

Bel weekend per il team di Cyril Abiteboul, che conquista due podi e fa incetta di punti con tutti e tre i piloti.
2° è Ott Tänak, che per la prima volta quest’anno è sembrato in lizza per la vittoria già dal venerdì mattina. L’estone sembra aver migliorato il feeling con la i20 N Rally1, e infatti ha terminato il rally a poca distanza da Ogier, vincendo anche quattro speciali. Vince anche il Super Sunday, facendo segnare ben 26 punti (meglio di tutti) e iniziando seriamente la sua rincorsa mondiale. Il gap non si è ricucito di molto, ma è già qualcosa e i segnali che vengono dal Portogallo fanno ben sperare. Finalmente, oseremo dire!
3° Thierry Neuville. Anche quando non sembra essere il migliore, quest’anno il buon Thierry tiene botta ed è sempre lì. Il podio, il Super Sunday e la vittoria nella Power Stage lo vedono totalizzare ben 24 punti, abbastanza per poter allungare su Evans in classifica piloti. Ora il belga ha 24 lunghezze sul britannico ed è forse in uno dei momenti migliori della sua carriera. Sbaglia pochissimo ed è sempre veloce. In Portogallo ha fatto benissimo soprattutto il venerdì, prima di cedere il passo a Ogier e Tänak. Non ha vinto, ma i campionati passano anche da prestazioni del genere. Si sa che l’importante è essere veloci e fare punti anche quando magari non si è i più forti del weekend. Neuville così ha fatto, e va benone.

Bene anche Dani Sordo. Il buon vecchio spagnolo, veterano ed esperto di rally difficili come quello del Portogallo, è partito alla grande nelle prime battute, salvo poi cedere il passo dal sabato in poi. Bello soprattutto il fatto che, a 41 anni, Sordo possa comunque dire la sua ed essere veloce. Bravo, anche perché non era facile salire in macchina dopo tanto tempo e fare bene. Può anche voler dire che la i20 N è una gran macchina.
M-Sport: due facce

Adrien Fourmaux termina ancora in Top 5, dimostrando ancora una volta che il francese è cresciuto tantissimo e non è più una sorpresa. Bravo perché il Portogallo nasconde tante insidie, ma lui è riuscito ad aggirarle tutte. Non è più una rivelazione, ma uno dei più forti del Circus del WRC e bisogna dargliene atto. Chi a fine 2022 l’avrebbe detto? Pochi, ed invece weekend dopo weekend sta facendo vedere grandi cose. Poi, dalle interviste e dal suo modo di porsi, traspare quanto Adrien sia grato per la seconda opportunità di correre in massima serie, e si nota quanto si stia godendo il momento pur restando focalizzato al massimo. Sembra quasi di rivedere Craig Breen.
Weekend no, invece, per Grégoire Munster, ancora alle prese con un apprendimento che si sta rivelando più in salita del previsto. Mai a ritmo, il lussemburghese non ha portato a casa alcun punto, anzi terminando la sua gara in un fossato a due speciali dalla fine. Ci può stare, è giovane e deve ancora maturare. Ora però è il momento di reagire perché stiamo aspettando Munster da un po’ troppo tempo.
Rally2

Gran bella gara nel WRC-2, combattuta fino all’ultimo! Andiamo per ordine: la prima Rally2 all’arrivo è la Citroën di Nikolay Gryazin, ma il pilota con licenza bulgara non fa segnare punti e quindi a vincere nel WRC-2 è lo spagnolo Jan Solans, alla prima affermazione in categoria. Prima, storica vittoria anche per la GR Yaris Rally2. Lo spagnolo approfitta degli errori altrui e fa un gran bel weekend con un bel ritmo, soprattutto la domenica quando il gioco si fa duro.
Dopo di lui un altrettanto bravo Josh McErlean, alla prima con Škoda e al primo podio in carriera in categoria. Assieme all’ex navigatore del compianto Breen, James Fulton, McErlean si gioca la vittoria fino all’ultimo con Solans, venendo beffato solo all’ultima speciale. Bene anche lui, gara solida e veloce. A seguire Lauri Joona, più staccato e mai in lotta per la vittoria. È abbastanza, però, per fare podio.

A pagare le spese della terra lusitana sono i due contendenti al titolo Oliver Solberg e Gus Greensmith, che tornano a casa entrambi con un bello zero. Lo svedese, uno dei favoriti per la vittoria, si auto-annulla dopo 100m dalla scena del crimine di Rovanperä, terminando anzitempo il rally con una bella botta che pesa soprattutto dal punto di vista del campionato. Con sole 7 gare su cui far valere i punti, questo ritiro proprio non ci voleva. Greensmith finisce anch’egli fuori strada, seguendo le orme del compagno e arrestando la corsa mondiale.
Ritiro anche per Pepe López nelle primissime fasi di gara, mentre Yohan Rossel termina in 5a posizione nonostante ben due penalità a frenarlo. Poco male, perché allunga su Solberg e Gryazin. Ritiro per Pajari poco prima della fine del rally, mentre è da segnalare la bella prestazione di Fabrizio Zaldivar, al miglior risultato in carriera.
Molto bene anche l’italiano Roberto Daprà, che continua il suo percorso di crescita mostrando una gran bella velocità e conquistando un altra Top 10 che, con un gruppo così agguerrito di Rally2, non è mai semplice.
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