Il CEO di F1, Stefano Domenicali, si è aperto sulle conversazioni avute con i piloti durante questo inizio di stagione, in particolare con Max Verstappen.
Che questi regolamenti 2026 ai piloti non piacciano troppo, è lampante. E infatti tutta la griglia, a momenti alterni, ha sollevato varie questioni sia tecniche, che di sicurezza o di “essenza dello sport“. Le voci degli addetti ai lavori hanno portato la FIA e la Formula 1 a prendersi delle settimane in cui riflettere su alcuni aggiustamenti che potrebbero migliorare i nuovi regolamenti, aiutate dalla cancellazione dei GP di Bahrain e di Arabia Saudita.
Il 20 aprile, i team principal si incontreranno per discutere le possibili modifiche tecniche da applicare, se possibile, già nel prossimo GP di Miami. In particolare, le discussioni verteranno sull’ energy management, ossia la gestione dell’energia elettrica della Power Unit, in modo da far tornare le qualifiche come una sessione dove si spinge al limite per tutto il giro.
Aspetti tecnici a parte, però, il CEO della F1 Stefano Domenicali non ha mancato di sottolineare che i numeri di questo sport ad inizio anno sono stati più che positivi, sia in termini di spettatori in TV che di spettatori paganti in circuito. Nonostante ciò, ha comunque riconosciuto le critiche e si è detto pronto ad affrontarle in maniera costruttiva.
Le conversazioni con i piloti e il rapporto con Verstappen
“Le mie conversazioni con i piloti sono sicuramente molto aperte” ha detto Domenicali a Motorsport.com. “Sanno che ci tengo alla loro opinione e che li voglio coinvolgere. Ma a volte il gioco sta nel bilanciare il tutto: se parli con i piloti al top, sono sempre molto felici perché vincono. Gli altri invece sono magari più frustrati, forse anche perché amano una maniera di correre diversa. E questa cosa la rispetto”.

“Quello che ho detto ai piloti è stato: ‘Ragazzi, non dimenticate che quello che stiamo facendo è perché abbiamo fatto bene le cose insieme. Siate rispettosi di uno sport che ci ha dato, a tutti, un’incredibile opportunità di crescita, molti soldi e la possibilità di diventare delle personalità, nel mondo, che altri sport non possono darvi” ha rimarcato Domenicali, ricordando ai piloti il grande privilegio che hanno nel poter essere tra i 22 migliori al mondo nell’ambito del Motorsport.
Il CEO della F1 si è poi soffermato sulle conversazioni avute in particolare con Max Verstappen, una delle voci più critiche sui nuovi regolamenti di questo inizio di 2026. “Penso che con Max abbiamo parlato tante volte sin dall’inizio. Quindi capiamo entrambi che io capisco i suoi commenti e che lui, di contro, capisce il contesto generale. Anche oggi abbiamo avuto un meeting dove è stato ben contento di dare i suoi suggerimenti”.
“Quindi non voglio entrare nella trappola di creare un antagonismo tra me e lui. In questa cosa siamo insieme. È il miglior pilota al mondo, è un campione del mondo, anzi pluricampione. E ovviamente la sua voce va ascoltata”.

Per Domenicali però, le parole hanno comunque un peso, ancor più grande nel caso di un pilota e di una personalità come quella di Verstappen. “Però, anche lui sa che le sue parole hanno un peso. E deve rispettare questa cosa, altrimenti può capitare che le persone possano interpretare ciò che dice in modo sbagliato. E non è una cosa che possiamo lasciare che accada”.
Non è tutto da buttare
Andando oltre, il capo del Circus non si è detto convinto che in altre categorie la situazione sia migliore rispetto a quella in F1: “Non so se ci sia un detto simile in inglese, ma in Italia diciamo che ‘L’erba del vicino è sempre più verde’ “ ha scherzato Domenicali. “Ma a volte quando parli con chi sta dall’altra parte, ti dicono ‘Oddio mio, no. Non è vero’ . Quindi ho rispetto di quello che abbiamo ottenuto insieme, ma ascolto e sono molto, molto aperto a qualsiasi sottolineatura che abbiamo fatto con i piloti”.
In chiusura, Domenicali ha comunque rimarcato che, sua personale opinione, le gare sono state sin qui belle e divertenti, pur se appare necessario qualche aggiustamento per migliorare il prodotto soprattutto al sabato. “Penso che le gare siano state veramente molto buone. E più parliamo con i piloti, meglio è per la F1. Perché loro sono i gioielli di questo sport e li dobbiamo proteggere. Viceversa, loro devono proteggere l’ecosistema del quale fanno parte”.
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