Viaggio fantasioso tra le meravigliose strade del GP di Monaco
Il weekend di Monaco, per la Formula 1 è un qualcosa di speciale, più di una semplice corsa automobilistica. È – in un paragone galante – quella ragazza che ti fa battere forte il cuore; da quando l’hai vista non aspetti altro che rincontrarla, magari con un mazzo di rose o dei cioccolatini in mano. Una silhouette mozzafiato che, giro dopo giro, ti ipnotizza in modo fatato, rendendoti leggenda in modo eterno.
Lo sa bene Ayrton Senna, che a Montecarlo ha trionfato sei volte. Una danza vis a vis portata avanti anche da Graham Hill, secondo – proprio dietro al brasiliano – per numero di vittorie sulle strade del principato. Per Mr. Monaco, cinque baci al trofeo, negli anni in cui la premiazione si svolgeva sotto la presenza del principe Ranieri III e della sua splendida e amata consorte, la principessa Grace di Monaco.
Erano decadi diverse: un dopoguerra contraddistinto dalla voglia di ripresa, di festeggiare e vivere pienamente la vita. Con dei simili propositi, il matrimonio tra Monaco e la Formula 1 ebbe vita facile. Boutiques haute couture e sensualità si mescolavano alla perfezione con il rischio e la velocità. Salotti esclusivi che, la sera precedente alla corsa, facevano nascere amori quasi impossibili.
Bolidi tra i palazzi in stile Belle Epoque
Una corsa che si svolge sotto lo sguardo della montagna, mentre sul mare della costa azzurra si riflettono le sagome delle monoposto. Curve e brevi rettilinei che si snodano in mezzo ai palazzi in stile Belle Epoque, mentre i piloti cercano il limite a ogni staccata. Secondo i tanti appassionati, l’essenza di Monaco è proprio questa: giro secco e vediamo chi riesce a osare maggiormente.
Effettivamente, gli istanti delle qualifiche sono decisamente speciali. Le pulsazioni salgono sensibilmente, ma ormai sei li a misurare il tuo coraggio. Mentre affronti il giro di preparazione, pensi a quanto sia importante lasciare un tuo sigillo su queste strade. Esci lanciato dalla Anthony Noghes e sul breve rettilineo del traguardo chiudi gli occhi, spalancandoli all’ingresso della Saint Devote.
Trattieni il fiato e, fortunatamente, hai solo accarezzato il guard rail. Mentre percorri la salita per arrivare al Beau Rivage, hai già il focus sul Massenet, curvone difficile sul quale in tanti hanno distrutto la propria vettura. In quel momento sei troppo concentrato, e mentre percorri il Casinò leggi sul display che sei sotto il delta. Bene, perché al Mirabeau Haute sei un treno sul binario, e così anche al Grand Hotel.

Mentre sei sul Mirabeau Bas stai già preparando l’ingresso al Portier, quando l’adrenalina, tutto d’un tratto, ti fa pensare al tuo idolo, Ayrton Senna. Quasi se avesse deciso di proteggerti, passi indenne anche quel tratto, imboccando il tunnel ancora sotto al delta del tuo avversario. Adesso è vietato sbagliare, altrimenti si rischia di fare come Rosberg sulla Nouvelle Chicane.
Arrivi lanciato sul punto di frenata e stacchi in modo perfetto, né troppo prima e né troppo dopo. Mentre esci dalla chicane, hai la salivazione azzerata. Pensi solo a come fare le Piscine. Le palpebre le hai sbattute, si e no, due volte in tutto il giro. Stai danzando tra i guard rail e ormai ci sei quasi: Rascasse permettendo, il delta segna un decimo e mezzo di vantaggio.
Un saluto a Michael e alla sua astuzia, che in quella curva tentò il Jolly nel 2006. Affronti l’Anthony Noghes e finalmente puoi goderti il tripudio di emozioni. Quando tagli il traguardo, sei totalmente in trance agonistica: “Fanculo, sono in pole position. Ho fatto un fottuto giro, mamma mia“. Adesso non resta che goderti il pubblico in festa e ringraziare la tua squadra.
Red Carpet per il vincitore
Emozioni uniche. Vista la conformazione del circuito, chi conquista la pole position del sabato porta a casa anche il trionfo della domenica. Una regola quasi scritta. Quando stai per partire, sai già che, salvo imprevisti, dovrai lottare duramente per non perdere la concentrazione. Dal canto loro, i tuoi avversari cercheranno di farti sentire il fiato sul collo, inducendoti all’errore.
La motivazione, però, è altissima. Vincere e salire su quel podio è l’unica cosa che conta. Un podio calcato dai più grandi e destinato a renderti unico. Alla partenza, sei praticamente un tutt’uno con la monoposto, diventata ormai un’estensione dei tuoi cinque sensi. Semaforo rosso, poi quello verde e scatti come un velocista al suono dello sparo. Alla fine del primo giro, hai già capito.
Tornata dopo tornata, stai ripercorrendo le orme della qualifica. La concentrazione non ti fa pensare a niente, nemmeno ai tuoi avversari. Il paragone è azzardato, ma potresti sembrare Ayrton Senna in quei famosi onboard. Ti dimentichi persino quanti giri abbia percorso e, in men che non si dica, ti ritrovi negli ultimi cinque passaggi. Dal team ti informano: “Tieni la concentrazione, dietro sono a dieci secondi“.

Nemmeno li senti, sei già proiettato nel post gara. Così, dopo aver tagliato il traguardo sotto la bandiera a scacchi, ti ricordi dei tuoi affetti. Dedichi il successo a chi sta vicino, alla tua famiglia, la tua fidanzata. Loro, che giorno dopo giorno hanno creduto nei tuoi mezzi, non lasciandoti solo nemmeno un attimo. Sei sul podio a festeggiare con lo champagne, vicino al principe Alberto e alla principessa Charlene.
Torni ai box per salutare la tua squadra, bevete ancora un paio di bicchieri e fai rientro in hotel. Giorgio Armani ti ha preparato un completo elegantissimo, da sfoggiare alla festa di stasera. Mentre stai entrando nel locale, sfiori la mano della tua fidanzata e le dici che la ami, che sei grato della sua presenza. Il Red Carpet ti attende, con lo sguardo hai visto Flavio Briatore che ti chiama, mentre Brad Pitt, tuo tifoso, ti acclama.
Sorseggi un calice di champagne, mentre tutti i presenti gridano al discorso. Sali sul piccolo palco attrezzato per l’occasione e, con la voce a tratti ferma ma spesso tremolante, ti esprimi sul giorno che ti ha incoronato vincitore a Monaco. Ormai sono le due di notte, gli ospiti sono praticamente spariti.
Tu, invece, ti siedi e ripensi ai sacrifici dei tuoi genitori che, pur di farti correre, hanno speso il loro tempo e quasi tutti i risparmi. Ora che sei in Formula 1, puoi guardare al passato con un sorriso tra le labbra. Tre di notte, è tempo di tornare in hotel. Domani, è un altro giorno.
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Appassionato della Formula 1 dei bei tempi.
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