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Indy 500 | Penske 1988 e 2024: la storia si ripeterà?

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In occasione della viglia della 500 Miglia di Indianapolis ripercorriamo l’impresa del team Penske nell’anno 1988 collegandola al 2024.

Penske quest’anno sta dimostrando di essere un top team e con le loro monoposto hanno segnato una pagina indelebile di questa competizione. Non è finita qui: il tutto sembra quasi un racconto già scritto ma vediamo nel dettaglio quali sono e potrebbero essere i suoi aspetti.

PENSKE: 1988 o 2024?

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Vedendo la grandissima impresa di Scott McLaughlin con la sua monoposto gialla fare la pole decisiva per la Indy 500 seguito dai suoi compagni di squadra Will Power e Josef Newgarden, a molti ha fatto riaffiorare il ricordo di ciò che fece il team nel lontano 1988.

Quell’anno era l’inizio alla guerra a distanza con la Formula 1 e la Indycar (allora si chiama CART), ed oltre a ciò in quella stagione si videro molti debutti tra cui quello di Porsche con alla guida l’italiano Teo Fabi che purtroppo non ottenne moltissimi risultati e, la consacrazione di Chevrolet come motorista di quel campionato.

Il team aveva progettato una nuova vettura: la PC-17, mandando in pensione la precedente monoposto. Motore Ilmor Chevrolet V8, con una potenza che andava da 720 fino a 850 CV. Alla Indy 500, Penske con il suo alfiere Rick Mears riuscì nell’impresa di conquistare una delle pole position più veloci dell’epoca con una media di 219.198 mph, seguito dai compagni di squadra Danny Sullivan e Al Unser Sr., il tutto a bordo una vettura completamente gialla.

In quell’edizione la corsa finì in regime di pace car, mentre quest’anno vi sono stati molti incidenti, molte pace car e, a completare il tutto anche l’ospite indesiderato della pioggia. Che anche questo possa essere un possibile indizio su un ipotetico ripetersi degli eventi?

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Quest’anno il pilota neozelandese a voluto tributare l’evento riprendendo la vettura gialla con lo sponsor Pennzoil, uguale a quella di Mears. Risultato? Tris di Penske all’ovale dell’Indiana, con tanto di pole position più veloce di sempre con una velocità media di 234.220 mph.

La gara della 500 Miglia di Indianapolis è imminente, e oltre al trio di Penske, ci sono altri concorrenti in lizza per la vittoria. McLaughlin potrebbe ottenere un importante successo storico e collocarsi tra i grandi della storia della Indycar se vincesse a Indianapolis, un traguardo che lo equiparerebbe a Power e Newgarden, così come Mears, Sullivan e Al Unser Sr.

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