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WRC | Il Rally deve tornare nelle mani della gente

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Se da un lato abbiamo le Rally1 pronte a darsi battaglia in strada per altri due anni, dall’altro lato è giunta l’ora di aprire le porte dei Rally ad una nuova era. Qualcosa che sappia ritrovare ciò che si è perso negli anni

Il Rally come sport è da sempre un grande viaggio. Una carovana che va oltre ai confini del mondo per modellarsi con i luoghi che visita. Con le tradizioni che incontra e soprattutto, un mondo che appartiene al popolo.

Spesso però chi comanda si dimentica che oltre a tutte queste belle parole, i Rally sono sempre stati alla portata di tutti. L’accessibilità alle gare tempi addietro era molto più semplice di oggi. Siamo arrivati ad un punto nel quale pare che i Rally abbiano perso la loro vera identità.

Lo dimostrano le attuali Rally1. Mezzi strepitosi, delle vere astronavi. Purtroppo però parliamo di vetture inarrivabili quasi per chiunque. Costi folli e soprattutto incapaci di attirare l’attenzione di altri costruttori al WRC. Si è persa la semplicità di un tempo, quando banalmente fuori da un supermercato potevi trovare la stessa identica macchina, o quasi, che guidava Biasion sulle prove del Sanremo.

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Una lancia a favore delle Rally1 però va spezzata. I nuovi mostri del WRC si sono infatti dimostrati dei mezzi estremamente sicuri grazie alle loro cellule di sicurezza che potrebbe diventare il punto di partenza su cui lavorare per il futuro.

Le attuali Rally1, come verrà confermato nei prossimi giorni, saranno ancora il punto di riferimento per il WRC per i prossimi due anni. Una scelta giusta, quasi obbligata per consentire agli attuali partecipanti al campionato di lavorare con le giuste tempistiche. Il futuro però sembra sorridere al ritorno di una forte connessione commerciale tra le vetture di serie e i futuri protagonisti del Mondiale Rally.

Il futuro nella porta accanto

Per il 2027 dobbiamo trovare delle auto che possano stabilire una linea guida equilibrata da seguire per i costruttori. Dei prodotti all’avanguardia ma che siano al contempo accessibili per tutti e che possano aumentare l’attenzione mediatica che il Rally ha perso nel tempo.

Questa visione e queste aspettative però non sono molto lontane dall’orbita delle Rally1. Una classe di veicoli che in parte rispecchia le caratteristiche di cui abbiamo bisogno, in realtà esiste già ed è poco distante dalla classe regina: Le Rally2.

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Vetture dalla “grande semplicità” rispetto alle sorelle Rally1, le Rally2 per quanto siano dei veri cavalli di razza, non hanno perso di vista la vicinanza con i modelli di serie. Nel tempo si sono dimostrate delle vetture nostalgiche di tempi in cui “tutto era possibile”. Un connubio vincente per gli appassionati ed i piloti, che si è rivelato origine di forti emozioni a più riprese.

Certo non parliamo di auto perfette ma la strada intrapresa dalle Rally2 non sembra essere molto lontano da quello che potrebbe essere il futuro dei Rally. Qualche aggiornamento sulla sicurezza prendendo spunto dalle Rally1 e magari l’introduzione di nuovi propulsori, potrebbero veramente aprire le porte ad un futuro ricco di marchi differenti, condito da grandi lotte in strada in cui dominano l’incertezza e l’adrenalina.

Il mondo del Rally sembra essere vicino a tornare nelle mani di chi lo ha sempre amato, degli appassionati. Nelle mani della gente.

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