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“Monaco è sicura”, afferma il fotografo infortunato

A fare le spese del terribile incidente della partenza del GP di Monaco, oltre alle vetture, è stato un fotografo italiano: Andrea Bruno Diodato. Dopo un lieve infortunio a causa di un detrito schizzato su di lui, egli ha affermato che il sistema di sicurezza non ha colpe.

Dopo la prima curva del primo giro del Gran Premio di Monaco, si è innescato l’incidente più violento della stagione: Magnussen tocca Perez, il messicano distrugge le barriere mentre dall’altro lato della monoposto è sospinto dalla Haas del danese, poi la Red Bull torna in pista andando dall’altro lato, toccando col posteriore l’altra Haas, quella di Magnussen. Danni fisici per i piloti? 0. Danni per le vetture? Almeno 4 milioni di euro, tra le tre auto.

Tantissimi detriti, che le barriere, sfortunatamente, non hanno saputo contenere. Infatti, anche sul marciapiede, dove erano presenti perlopiù fotografi, sono arrivati pezzi delle auto. Uno tra questi è un ventinovenne italiano, Andrea Bruno Diodato.

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L’intervista a Sky Sport Italia

Il fotografo italiano è stato intervistato da Sky Italia, dopo la notizia del suo lieve infortunio. Queste le sue sensazioni sull’accaduto:

Il mio lavoro spesso insegna ad ascoltare, prima ancora di vedere certe situazioni. E così questa volta: dopo il passaggio della Sauber, il rumore uniforme delle macchine era come se si fosse fermato per un attimo, e lì ho capito che qualcosa stava per succedere. Poi l’incidente. Eravamo una decina, ora ho solo un livido dopo l’impatto.”

Nessuna conseguenza grave, ero lì perché avevo utilizzato un obiettivo grandangolare. Volevo mostrare il contesto della città, i dettagli della pista, il numero di auto.”

Diodato è stato infatti subito disponibile nel weekend di gara del Mugello, per la MotoGP.

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Andrea Bruno Diodato dopo l’incidente

“A Monaco nessun problema di sicurezza”

Lo sventurato fotografo ha poi continuato affrontando il tema della sicurezza, secondo lui ben trattata nelle strade di Monte Carlo:

A Monaco non c’è nessun problema di sicurezza. Conosco bene quel circuito, e se non ci sono state conseguenze gravi è perché i guard-rail sono molto solidi, così come i pali in asfalto. Credo che quella pista offra molte più certezze rispetto ad altre. Penso, per esempio, all’incidente di Zhou a Silverstone, nel 2022.

Forse in pista lo spettacolo non è esilarante, ma gli standard di sicurezza sono alti. E siamo comunque consapevoli che fare questo lavoro comporta dei rischi.”

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