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Indycar | Top e Flop del Road America GP

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Un bellissimo GP quello che è avvenuto a Road America, impreziosito da un fantastico tris del team Penske con tanto di vittoria di Will Power.

Il trio Penske dominante al GP di Road America a fine gara

Grandissimo weekend di gara a Road America, che non ha risparmiato clamorosi colpi di scena, strategie impeccabili e grandi battaglie tra piloti. A dominare la scena è stato, senza ombra di dubbio, Will Power, seguito dai suoi due compagni di squadra Josef Newgarden e Scott McLaughlin, con i quali ha ottenuto un bellissimo tris per il team Penske. Il quarto posto è andato al campione in carica Alex Palou, mentre per il rientrante pilota vicentino Luca Ghiotto c’è stato un anonimo 22° posto. In questa classifica metteremo i protagonisti di questo GP, sia nel bene, ma anche purtroppo nel male.

TOP 3

1) WILL POWER

Grande protagonista assoluto di questo GP, del quale lo vedeva quasi tra i sfavoriti nel circuito del Wisconsin. Nonostante i 55 lunghissimi e interminabili giri a Road America, l’australiano ha dato lezione a tutti su come “non mollare mai”, nemmeno quando le cose si fanno complicate o impossibili. Al giro 36 riesce, grazie anche a un’impeccabile strategia di gara, a mettersi davanti ai due compagni di squadra in Penske e a dominare per l’ultima parte della gara con un ritmo scatenato che non accennava a rallentare neanche di un millesimo di secondo. Una grande vittoria sia per il team, ma anche a livello personale, che con 42 vittorie eguaglia Michael Andretti portandosi al 4° posto nella classifica all-time dei vincitori della Indycar Series.

Ferocia sublime.

Will Power GP fine gara

2) JOSEF NEWGARDEN

Questo è il Josef che conosco! Il Newgarden si riprende il posto che gli spetta … Certo, è arrivato in seconda posizione quando lui voleva almeno avere la prima posizione, ma tutto ciò cancella la brutta figuraccia al GP di Detroit. Al di là che è stato autore di un contatto con Colton Herta al primo giro, in prima curva, l’americano non ha mai desistito e ha lottato con le unghie per portarsi a casa un grande risultato: da sottolineare l’ottimo duello con McLaughlin nell’ultima parte di gara dove, tra due litiganti, il terzo (Will Power) ci ha guadagnato.

Ritorno con i fiocchi.

Josef Newgarden GP

3) SCOTT MCLAUGHLIN

Grande Gran Premio per il neozelandese che, nonostante le difficoltà, è stato un ottimo e leale avversario per coloro che erano nelle posizioni alte della classifica. Per quasi due quarti del GP, ne è stato il dominatore incontrastato ma, come anche alla Indy 500, dopo poco l’usura delle gomme si è fatta parecchio sentire e il pessimo ritmo ha inciso parecchio su una gara che poteva essere alla sua portata. Nonostante ciò, McLaughlin è stato veramente tenace nel rimanere nella terza posizione e nel tentare di insidiare il compagno di squadra nel finale della gara, senza riuscirci: una prestazione che lo porta ad essere un pilota da tenere sott’occhio per le prossime corse della Indycar.

Resistenza ad oltranza.

Scott McLaughlin gara

MENZIONE D’ONORE: ROMAIN GROSJEAN

Per il francese è stato un weekend da incorniciare: dopo le tristi vicende che hanno coinvolto il team Juncos e il suo compagno di squadra Canapino, egli si è caricato su di sé tutto il peso del team cercando di portare in una luce positiva e ci è riuscito in maniera lodevole. In 55 giri è stato capace di svolgere una grande rimonta a Road America, passando dalla 14ª posizione alla 7ª, lottando con piloti con vetture più performanti della sua, cercando di resistere agli attacchi e, in alcuni casi, anche di restituire le sportellate che gli avversari gli infliggevano. Questo risultato rappresenta il migliore di questa stagione per il pilota francese.

Salvare il salvabile.

Romain Grosjean gara

FLOP 3

1) SCOTT DIXON

Enorme spreco quello che ha combinato in questo weekend di gara per Scott Dixon. Partito come uno dei favoriti dopo la grande prestazione a Detroit, molti pensavano che egli potesse replicare la cosa, ma purtroppo non è stato così. Dall’inizio sino alla fine non è stato in grado di essere un valido candidato per la vittoria, complice le pessime strategie e le gomme che gli sono state delle nemiche formidabili, mandando a monte una grossa possibilità di consolidarsi nella classifica del campionato, lasciando la porta spalancata a Will Power.

Occasione andata a vuoto.

Scott Dixon gara

2) ALEXANDER ROSSI

Niente da fare per Alexander Rossi che, per quanto sia riuscito ad essere nello stesso passo del compagno O’Ward, durante le sessioni di prove libere e nelle qualifiche, semplicemente non è mai riuscito a stare in gara. Complice una gestione del gomme non al top e ai bassi ritmi durante la gara. In 55 giri ha faticato veramente tanto a stare al passo con gli altri; partito 9° è crollato alla fine della corsa in 18° posizione.

Gara in salita e molto faticosa.

Alexander Rossi gara

3) MARCUS ARMSTRONG

Oltre a Dixon, c’è un altro pilota della Ganassi che si è perso un’ottima occasione per replicare il capolavoro di Detroit. Anche Marcus Armstrong è stato perseguitato dalla sfortuna; pur avendo ottenuto la terza posizione in qualifica, al primo giro, a causa di un incidente con il pole man Lundqvist, è stato coinvolto in un incidente che ha causato il ritiro, oltre a coinvolgere altri piloti. Quindi, oltre al danno, anche la beffa di dover abbandonare proprio a causa di quell’incidente del primo giro .

“Autogoal” clamoroso.

Armstrong gara

MENZIONE DISONOREVOLE: CHRISTIAN RASMUSSEN

Non è stato un bel weekend per il danese: pessimi risultati nelle sessioni libere e nelle qualifiche, ma il peggio di sé lo ha fatto in gara, in particolar modo azzardando un sorpasso quasi impossibile ai danni dei rookie Simpson, creando un brutto incidente dove ha rimesso l’americano. Gesto sconsiderato, a mio parere, che si poteva evitare, dato che nella storia di Road America è costellata di incidenti abbastanza pericolosi. Non è nuovo a questi rischi inutili, ma speriamo che Rasmussen non commetta più azioni di questo tipo.

Inutile avventatezza.

Rasmussen gara

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