Andrea Kimi Antonelli

F1 | La FIA ha fatto bene a modificare il regolamento per Kimi?

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La scelta di modificare i criteri con il quale un pilota può entrare in F1 è giusta o si rivelerà “pericolosa”? Andrà questo cambiamento a facilitare Andrea Kimi Antonelli? Analizziamolo insieme

Per chi non ne fosse a conoscenza, ieri il FIA WMSC (World Motorsport Council) ha apportato una modifica al regolamento consentendo, in casi particolari (che specificheremo sotto nell’articolo), l’ingresso in Formula 1 anche a piloti la cui età è inferiore ai 18 anni: è questa effettivamente, come si pensa, una regola introdotta a favore del gioiellino italiano Antonelli? Per capirlo dobbiamo partire da lontano, ossia da come e quando è nata questa regola.

La scelta di modificare i criteri con il quale un pilota può entrare in F1 è giusta o si rivelerà "pericolosa"? Andrà questo cambiamento a facilitare Andrea Kimi Antonelli? Analizziamolo insieme

Il ruolo di Max Verstappen

Circa 10 anni fa, alla fine del 2014, Verstappen era una delle stelle nascenti del Motorsport quando fece il debutto su una vettura di F1 durante le Prove Libere di Suzuka al volante di una Toro Rosso.

Solo 12 mesi prima, lo stesso Verstappen era uscito dal mondo dei kart per passare alle monoposto e più in particolare prima alle Formula Renault e poi alla Formula 3 con quella che è l’attuale VAR (Van Amersfoort Racing). Le prestazioni dell’olandese in quell’anno bastarono per convincere la Red Bull ad ingaggiare il talentino direttamente in F1 con la Toro Rosso per la stagione 2015, saltando la F2.

L’ascesa dai kart alla F1 è stata a dir poco rapida ed a distanza di 10 anni appare ancora imprudente anche solo ritentarla: Max ha ampiamente dimostrato che chi dubitava di lui si sbagliava, ma siamo certi che un anno in quella che all’epoca era ancora la GP2 non si sarebbe rivelato dannoso per la sua crescita.

Ovviamente il “caso Verstappen” ha portato la FIA ad adottare misure immediate in modo tale da garantire che ciò non potesse più accadere introducendo quella che è conosciuta come la “regola di Max Verstappen”: dal 2016 in poi, i piloti sotto i 18 anni non avrebbero potuto più ottenere la superlicenza FIA (necessaria per correre in F1) ed un nuovo sistema di punti di superlicenza più ponderato è stato introdotto per le categorie junior.

Ciò significa che negli ultimi 10 anni ogni pilota per entrare in F1 ha sempre dovuto soddisfare 3 diversi requisiti: avere 18 anni, possedere una patente di guida stradale valida (anche se si è dimostrato superfluo) e aver accumulato i 40 punti di superlicenza richiesti (i quali si accumulano a seconda dei campionati e dei

Nel complesso questo sistema ha funzionato bene da allora, ma è pur vero che non ci sono stati molti piloti che si sono distinti alla maniera di Max per testare la validità di questo nuovo sistema di regole.

La scelta di modificare i criteri con il quale un pilota può entrare in F1 è giusta o si rivelerà "pericolosa"? Andrà questo cambiamento a facilitare Andrea Kimi Antonelli? Analizziamolo insieme
L’esordio di Max Verstappen durante le FP1 del Giappone, Suzuka

La modifica: un nuovo indizio per Antonelli?

Ritornando a questa settimana, come detto il FIA WMSP ha modificato la rigidità delle regole della superlicenza di F1 in risposta alla richiesta presentata da un team sconosciuto per concedere ad Andrea Kimi Antonelli la superlicenza; a dire il vero non è confermato che la motivazione sia questa, ma l’apparenza e tutti gli indizi portano al 17enne attualmente impegnato in F2 con PREMA.

Dato che Kimi ha già i 40 punti necessari per la superlicenza, l’unico scenario per cui sarebbe stata necessaria una richiesta di modifica è quello che vede una squadra interessata a schierarlo nella line-up prima del suo 18esimo compleanno; si sa che la richiesta non è arrivata da Mercedes e dunque tutti i segnali puntano verso la Williams: se si considerano i legami tra le due squadre e i collegamenti tra i Team Principal, è lecito pensare che la squadra di Grove stia valutando l’opzione (oltre alle trattative con Carlos Sainz) di un contratto anticipato a Kimi al posto di Logan Sargeant, sempre più in bilico e con un piede e mezzo nella fossa. L’idea (sempre ipotetica) è quella di far debuttare il figlio d’arte in Williams in sostituzione dello statunitense prima della fine dell’estate con l’obiettivo di portarlo in Mercedes dall’anno prossimo qualora dovesse fare bene.

La modifica delle regole ha reso questa possibilità molto più semplice ed in teoria adesso può realizzarsi nell’immediato: è scomparso l’obbligo del possesso di patente ed allo stesso tempo le quadre possono richiedere una deroga per i piloti al di sopra dei 17 anni. A quel punto la palla passerà alla FIA, la quale valuterà se il pilota in questione sia abbastanza pronto, maturo e preparato per entrare in F1 con questa deroga secondo i nuovi regolamenti.

Dato che la regola dei 40 punti esiste ancora, non risulta difficile per la FIA concedere questa deroga ad un pilota non ancora maggiorenne che raggiunge il requisito dei punti (e quindi risulta pronto): è una soluzione semplice ad una situazione che il nostro talento italiano ha messo a nudo nell’ultimo periodo.

La scelta di modificare i criteri con il quale un pilota può entrare in F1 è giusta o si rivelerà "pericolosa"? Andrà questo cambiamento a facilitare Andrea Kimi Antonelli? Analizziamolo insieme
Antonelli in trionfo in Formula Regional con PREMA, 2023

A cosa deve fare attenzione la FIA?

Il rilascio di questo cambiamento nel regolamento sembra aver perfettamente senso ma ha già provocato diverse proteste sui social (come quella dell’ex F1 Alexander Rossi su X) dato il presunto favoreggiamento al talento del programma junior Mercedes. Quello che è importante sottolineare, però, è come la regola in sé non sia cambiata: esattamente come avvenuto dal 2016 ad oggi i piloti devono ancora avere 18 anno all’inizio del primo weekend di F1; l’unica differenza sta nel fatto che la deroga può esser richiesta per i 17enni e sarà deciso dalla FIA tramite criteri e valutazione se concederla o meno.

Ciò su cui la FIA deve soffermarsi e fare attenzione è garantire il rispetto della soglia dei 40 punti: se è vero questa che regola ha senso nel caso stesso dell’italiano, è anche vero che d’ora in poi bisogna garantirne l’applicazione generalizzata per concedere equità di trattamento. Ammettere in F1 un 17enne senza che abbia raggiunto la soglia dei fatidici 40 punti sarebbe, ad esempio, un enorme indizio di favoreggiamento e dovrebbe essere necessario chiarire ancor più fermamente come ciò non debba essere “discrezionale” bensì oggettivo per tutti: se li hai raggiunti entri, altrimenti sei out.

Il punto focale rimane uno: lo scopo delle regole della superlicenza è sempre stato quello di proteggere sia i piloti già sulla griglia sia i giovani che cercano di entrare nel paddock: anche se l’ascesa del 3 volte campione del mondo Max Verstappen ha finito per dare i suoi frutti, l’azzardo di concedere il privilegio di far parte della griglia ad un 16enne o 17enne con poca esperienza alle spalle potrebbe non tradursi sempre in risultati favorevoli. Ciò che la carriera (sia nei kart che nelle monoposto) di Antonelli ha dimostrato finora è come ci sia spazio per introdurre una certa flessibilità nelle regole senza pericolo, ma la prossima domanda è se il talento più promettente del Motorsport moderno riuscirà a reggere all’hype creatosi intorno a lui rispondendo alla pressione che, suo malgrado, pesa sulle sue spalle.

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