Lewis Hamilton torna sul podio in Spagna, conquistando il 198 in carriera, con un sorriso sul volto e il cuore più leggero.
L’ennesimo inizio di stagione difficile per Lewis, diverso dal solito solo per un piccolo dettaglio: a fine anno lascerà le frecce d’argento per la rossa. Un sogno rampante quello di voler chiudere la propria carriera a Maranello. E allora, per Lewis, il momento di vivere quell’emozione lì è arrivato. L’anno che ha davanti è ancora lungo e anche quando le telecamere della Formula 1 inquadrano altri, lui è lì. Non molla mai Lewis Hamilton. C’è sempre, dopo gare di delusioni e poche certezze continua a lottare e a cercare di tirare fuori il meglio dalla sua Mercedes. Lo fa perché la vita gli ha insegnato a fare così, a rialzarsi sempre. Ce l’ha tatuato sulla pelle, “Still I rise”, ancora mi rialzo. Lo ha imparato quando era solo un bambino. Doveva già sapere come lottare, difendersi, cadere e rialzarsi in un mondo di privilegiati, da lì non ha mai smesso.
E proprio quando le cose sembrano precipitare, in un anno complicato e che lo ha visto, ancora una volta, non protagonista, Lewis resta la costante di questo sport che continua a cambiare. Una generazione di giovani che lotta pronta a prendere il posto di chi, prima di loro, ha fatto la storia. Il più vincente, 342 Gran Premi disputati, 103 vittorie e 198 podi, l’ultimo di questi preso in una domenica spagnola che ci ha fatto capire che il tempo passa per tutti, ma non per lui.

Stringere i denti è servito ancora
Un weekend che era iniziato con la tempesta. Una mail anonima è stata inviata a giornalisti e membri influenti del paddock riguardante accuse pensanti contro la Mercedes su un possibile sabotaggio ai danni di Hamilton in vista del suo passaggio in Ferrari. Non si è fatto turbare troppo Lewis, quando si abbassa la visiera non si lascia spazio a niente. Lo sapeva già dal venerdì che la possibilità di portare a casa qualcosa di grosso c’era, non doveva sprecarla. Troppo tempo passato nelle retrovie ad osservare, non importa se per riprendere fiato oggi sia costretto al doppio della fatica di un tempo. Il re è ancora qui e sa come ottenere ciò che vuole.
Arriva per tutti, è arrivato anche per lui. Il primo podio stagionale dopo 12 gare passate a guardare gli altri gioire e a chiedersi se fosse lui il problema. Scende dalla macchina e va ad abbracciare i suoi uomini, che l’hanno accompagnato per molti anni e l’hanno visto affrontare sfide di tutti i tipi. Nelle interviste post gara Lewis Hamilton ha gli occhi lucidi di chi sembra salire sul podio per la prima volta. Saluta e sorride, mentre da sotto il podio Toto Wolff e la moglie Susie lo guardano come si guarda un figlio che raggiunge un traguardo importante e applaudono di gioia.

In quel sorriso conquistato grazie al terzo posto in Spagna non c’è solo la soddisfazione di essere tornato sul podio dopo un inizio di stagione da dimenticare, ma il gusto ritrovato di non sentire il peso dell’età che avanza sulla schiena e di essersi reso conto di poter ancora lottare nel branco di giovani piloti affamati. Lui che nella sua carriera ha battuto ogni record, raggiunto ogni obiettivo e vinto tutto ciò che si poteva vincere. Il sorriso sul volto di uno che di punti, podi, vittorie e titoli ne ha conquistati significa tanto. Ma non sono i numeri a far tornare giovane Lewis Hamilton, ma è la prova di aver battuto, ancora una volta, se stesso.
Il sorriso e gli occhi lucidi sono di un Hamilton che vive sempre dentro l’ambizione di dimostrare agli altri e a se stesso di essere in grado di superare ogni difficoltà e che stringere i denti è servito ancora.


