Kimi Antonelli domina a Monaco e conquista la quinta vittoria consecutiva, ponendo una seria ipoteca sul titolo mondiale.
Un altro tassello sulla strada per diventare un grande pilota è stato messo. Kimi Antonelli a Monaco ha conquistato la 5° vittoria consecutiva e primo Grand Chelem in carriera. Un dominio che sembra non avere fine, quello di Mercedes, ma soprattutto quello di Kimi e della sua W17. In un weekend in cui l’italiano è partito forte fin da subito, si è portato a casa una pole e una gara magistrale, ottenuta con una freddezza e dei nervi saldi da vero campione.
Una gara corsa quasi del tutto in solitaria, dopo una partenza perfetta Antonelli ha girato con un ritmo impressionante rispetto agli altri, riuscendo ad ottenere un grosso vantaggio. A 10 giri dalla fine, però, a causa di una bandiera rossa, la direzione gara ha optato per una ripartenza dalla griglia e, ancora una volta, con una precisione impressionante, Kimi ha mantenuto la prima posizione fino alla fine.

“È stato un weekend incredibile, una gara incredibile, uno di quei giorni in cui abbiamo avuto un ritmo fantastico, era tutto così naturale. La ripartenza non è stata facile. Fino alla bandiera rossa avevo un bel ritmo, stavo spingendo ma non troppo, giusto per mantenere la concentrazione. Arrivata la bandiera rossa ho pensato “No, perchè?”, ha ammesso ridendo.
“Quando hai un buon ritmo, con la bandiera rossa, la lunga attesa e tutto il resto perdi la concentrazione e rifocalizzarsi sul dover rifare una partenza non è facile. Però la partenza è andata bene e ho fatto gli ultimi giri dove mi sono divertito molto”.
La prestazione di Kimi è stata nettamente superiore rispetto agli altri piloti per tutto il Gran Premio, come confermato ai microfoni dall’italiano. Il cambio di set-up a inizio weekend ha aumentato la confidenza di Antonelli, rendendo impossibile a chiunque di essere un rivale presente e fastidioso.
“Oggi credo sia stato uno dei giorni in cui mi sono sentito meglio in un’auto da corsa in assoluto. Da quando abbiamo fatto i cambiamenti di set-up la mia confidenza è cresciuta in modo esponenziale e oggi ne è stata la conferma. Un conto è la qualifica, ma in gara, dopo i primi giri, avevo capito di avere il controllo dell’auto e ho fatto il mio ritmo. L’auto era incredibile e mi dava la sicurezza di spingere”.

“Oggi l’unica persona che poteva fermarmi era me stesso. Adesso abbiamo davanti Barcellona, un weekend completamente diverso con esperienze diverse. Adesso mi godrò il momento con il team, ma poi torneremo a lavorare per poter ripartire da dove abbiamo concluso oggi. Ogni weekend è diverso ed è importante focalizzarsi su ciò che bisogna fare e metterci tanta grinta e determinazione”.
Un altro grande traguardo per Kimi Antonelli, che riporta l’Italia sul gradino più alto del podio a Monaco dopo 22 anni, quando a riuscirci fu Jarno Trulli nel 2004 e il pilota Mercedes non era nemmeno nato. La vittoria più grande, però, non è battere i record dei campioni, è la consapevolezza di essere diventato uno di loro, con un’umiltà e una purezza che sempre lo contraddistingueranno. Ancora una volta, tra i più grandi di questo sport.


