Dopo il debutto storico del propulsore ibrido a Mid-Ohio, vediamo i protagonisti di questo weekend di corse, sia in positivo e in negativo.

Un folle weekend quello che si è visto in Mid-Ohio, ricchissimo di colpi di scena e di stravolgimenti della classifica generale del campionato piloti, specialmente dopo la prestazione di Pato O’Ward che ha tagliato il traguardo in prima posizione seguito dal campione in carica Alex Palou e a concludere Scott McLaughlin.
Oggi vediamo chi sono stati i protagonisti del circuito di Lexington e, chi ha meritato di entrare tra i top e chi purtroppo è entrato nella lista dei flop.
TOP 3
1) PATO O’WARD
“Il Ninja”, “Mr. Fast Hands”, ha colpito tutti con una prestazione sublime al GP di Mid-Ohio, portando in cattedra uno stile di guida preciso, con brillanti strategie da parte del muretto box di Arrow McLaren e, soprattutto una grossa dose di coraggio e determinazione che gli hanno premiato. Dopo innumerevoli sforzi, dopo le lacrime di Indianapolis e dopo la “vittoria di carta” a St. Pete, Pato O’Ward ora ha veramente vinto in gara, lottando sino all’ultimo contro un Alex Palou che non voleva in nessun modo cedergli il primo posto. Grandissimo duello sia psicologico che di manovre tra loro due, che hanno animato i tifosi presenti e anche i telespettatori.
Vittoria da cardiopalma.

2) ALEX PALOU
Un altro weekend di successi a Lexington per “Il Chirurgo”, dove si è confermato come il numero 1 con il nuovo propulsore ibrido. Ha conquistato la pole durante le qualifiche e ha dominato la gara, gestendo il sistema ibrido, il Push-To-Pass e le gomme in modo impeccabile. Nonostante gli errori durante la sosta ai box e un duello al cardiopalma con Pato O’Ward, ha regalato emozioni ai fan di Mid-Ohio e merita un plauso per la sua prestazione.
Dimostrazione di grande talento.

3) SCOTT MCLAUGHLIN
L’unico del trio Penske a salvare la faccia del team dopo delle prestazioni da dimenticare per i suoi colleghi Power e Newgarden. Scott McLaughlin è sempre stato nella zona alta della classifica e non ha mai mollato la pole, ottimo anche il suo ritmo di gara ed anche le strategie ai box del quale non lo hanno mai lasciato. Terza posizione che cancella le brutte prestazioni delle qualifiche ma, che pone delle domande a riguardo dei risultati in casa Penske.
Prestazione da incorniciare.

MENZIONE D’ONORE: MARCUS ERICSSON
Lo svedese merita una grande considerazione per questo weekend di gara a Mid-Ohio, dove ha dimostrato una eccellente costanza ed anche una buona esperienza, soprattutto con il propulsore ibrido dove, aveva già fatto della gavetta con tale dispositivo ancora ai tempi della F1. Della prestazione a Detroit siamo ancora lontani ma, qui in Mid-Ohio ha saputo dimostrare le proprie capacità e la sua esperienza di guida, portando a casa un buon risultato per sé e per il team Andretti.
L’esperienza ripaga.

FLOP 3
1) JOSEF NEWGARDEN
Un’altra delusione si aggiunge a una lunga e brutta collezione di pessimi risultati da parte del vincitore della Indy 500, il quale ha dimostrato alcune delle sue lacune riguardo ai circuiti permanenti o ai circuiti cittadini. Il weekend non è iniziato nel migliore dei modi con l’eliminazione a sorpresa nel Round 1 del primo gruppo: da lì in poi non si è più visto, salvo che in un tentativo disperato di arrivare nella top 10. Tuttavia, a causa di una penalità per eccesso di velocità nella pit lane, ha gettato alle ortiche una grossa opportunità di riscatto, sia per lui che per il team Penske, perdendo anche di fatto molti punti nella classifica generale del campionato piloti.
Continua il lungo oblio.

2) FELIX ROSENQVIST
Fino alle qualifiche lo svedese di Meyer Shank aveva dimostrato di essere lo stesso delle prime gare, puntando alla top 10, purtroppo a causa della penalità dovuta alla sostituzione del motore termico è dovuto scendere di sette posizioni dalla griglia di partenza. La penalità ha inflitto non poco su tutta la gara a Mid-Ohio. Da lì in poi non è stato in grado di tentare di raggiungere ciò che aveva conquistato nelle qualfiche.
Caduta rovinosa.

3) DAVID MALUKAS
Lui più di tutti è stato colui che non è riuscito a concretizzare a pieno la possibilità di andare a podio: seconda gara in Meyer Shank dopo il lungo stop dovuto alla frattura del polso, si piazza in terza posizione ma purtroppo colpa delle strategie sbagliate e di un passo gara non all’altezza, Malukas è riuscito a toccare il cielo per poi cadere miseramente a terra, sprofondando quasi nella zona bassa della griglia. Un gran peccato per il lituano con passaporto americano, del quale aveva una grandissima occasione di riscatto ma non è stato in grado di acchiapparla in Mid-Ohio. Non tutto è perduto per lui, anzi questo weekend deve essergli d’esempio come punto di riferimento per le future gare rimanenti della stagione.
Non tutto il male viene per nuocere.

MENZIONE DI DISONORE: SCOTT DIXON
Weekend da buttare via a Lexington anche per il pluricampione Indy Scott Dixon che, durante le qualifiche si è visto eliminare al Round 2 del primo gruppo. In gara durante il giro di formazione la sfortuna ha voluto colpirlo in maniera spudorata, facendo zittire il propulsore ibrido della sua vettura e creando non poco dei disagi durante le primissime fasi della gara. Rientrato in pista dopo aver risolto il problema di lui non si è mai visto in gara trascorrendo grossa parte di tutta la gara nelle retrovie, con non poche difficoltà nel gestire il passo gara, con un abisso di giri da recuperare.
La sfortuna ci è andata giù pesante.


