Il pilota messicano non sta vivendo un buon momento: il direttore tecnico della Red Bull spiega quanto sia complicato per il team farlo tornare competitivo
Prima parte di 2024 non positiva per Sergio Perez: il messicano, infatti, sta vivendo una sorta di “secondo 2023”. Come l’anno scorso, il numero 11 della Red Bull si era mostrato competitivo nelle prime gare per poi scendere drasticamente con le sue prestazioni.
Nei mesi scorsi si vociferava di un possibile cambio in corsa con uno dei due piloti della RB (Ricciardo più di Tsunoda) con la Red Bull che però, dopo il GP del Belgio, ha dichiarato di voler proseguire con il messicano (anche per motivi economici).
Il momento no di “Checo”
Il direttore tecnico della Red Bull, Pierre Waché, in un’intervista a Motorsport.com, ha rilasciato alcune dichiarazioni sull’argomento sottolinenando l’obiettivo principale del team: “Il nostro scopo è sicuramente quello di far uscire il massimo dalle due monoposto. In Ungheria, ad esempio, abbiamo provato a farlo portando degli sviluppi che ci garantissero delle migliorie dal punto di vista meccanico e aerodinamico”.
Waché ha poi evidenziato le difficoltà che sta avendo Perez e, al tempo stesso, quanto sia difficile per la squadra aiutarlo a ritrovare competitività: “Per capire quali siano i problemi di Sergio cerchiamo di analizzare alcune tendenze ma è difficile capire in cosa stia avendo difficoltà: anche lo scorso anno riscontrava difficoltà con la vettura”.
“Il nostro problema principale è che non riusciamo a portare la nostra vettura all’interno delle simulazioni: ci sono alcune cose come l’interazione con le gomme che sono difficili da riprodurre ma stiamo facendo di tutto per migliorare anche in questo aspetto”.
Infine Waché ha dichiarato che non ci sono differenze tra le due RB20: “Max e Checo preferiscono cose diverse ma sostanzialmente i requisiti delle due vetture sono molto simili tra loro. Ci focalizzeremo sul miglioramento del set-up”.

