
GP di St. Louis ricco di emozioni, eccola qui la lista dei top e flop in questa tappa della IndyCar nel Missouri.
Caotico ed entusiasmante Gran Premio di St. Louis dove si sono resi protagonisti i nostri amati piloti in una gara al cardiopalma e ricca di colpi di scena. Oggi vediamo chi si è contraddistinto nella gara del Missouri sia nella lista dei buoni ma, anche purtroppo nella lista dei cattivi.
TOP 3
1) JOSEF NEWGARDEN
Oggi deve essere il periodo della fine dei digiuni. Prima Colton Herta a Toronto ha interrotto il suo digiuno di vittorie che durava dal 2022, oggi invece il due volte vincitore della Indy 500 è riuscito a confermarsi anche in una gara regolare di campionato dopo dei risultati poco interessanti. Con questa prestazione da manuale, egli si conferma a pieni titoli come un esperto degli ovali (anche se questo riconoscimento lo ha da quando è sbarcato nella IndyCar). Il tutto con un passo gara famelico, ottima gestione del mezzo e, soprattutto, un grande lavoro di squadra sia nelle strategie che nella velocità dei pit stop (specialmente nell’ultima sosta dove è riuscito a scavalcare il suo compagno di squadra). Oltre a ciò ha anche avuto molta fortuna dopo quel spettacolare testacoda, non ha mai avuto paura ma un grandissimo controllo del mezzo.
Semplicemente Newgarden.

2) SCOTT MCLAUGHLIN
E’ stata fantastica la sua prestazione nelle qualifiche di St. Louis, dove per poco ci ha fatto vedere i flashback di Indianapolis… ed infatti, senza volerlo, è andata più o meno la stessa cosa! Strepitoso nel giro secco del venerdì, ma poi in gara… durante la corsa nel Missouri ha avuto delle difficoltà sul passo gara nel confronto di Newgarden o Power, ma nonostante ciò il team gli ha dato delle ottime strategie di gara e una buona gestione del mezzo, non facile in quella caotica pista. Peccato per la lentezza dei suoi meccanici all’ultimo pit stop dove si è fatto fregare dal compagno di squadra che poi ha vinto la corsa; ma questo risultato non deve demoralizzarlo, anche se per un nonnulla le sorti di una gara si sono stravolte completamente.
Irriducibile.

3) LINUS LUNDQVIST
Lo svedese è stata la più grande sorpresa di questo weekend a St. Louis; nessuno avrebbe pensato a un suo podio in questa pista, anche se in molti lo ritenevano un pilota da tenere sott’occhio per questa tappa dell’IndyCar. È stato molto meticoloso in tutta la gara e il muretto box non ha sbagliato nessuna strategia, portandolo alla terza posizione difesa con le unghie e con i denti contro qualunque avversario, nonostante egli partisse 18°. Con questo successo, egli porta a quota 2 i podi in tutta la sua carriera, dopo quello di Barber in Alabama, dimostrando di avere grandi abilità anche in situazioni delicate o condizioni difficili in gara.
Costanza e determinazione.

MENZIONE D’ONORE: FELIX ROSENQVIST
Un altro svedese che ha compiuto dei miracoli è anche Felix Rosenqvist: qui a St. Louis ha dato il massimo con la sua Meyer Shank portandola al secondo gradino del podio nelle qualifiche scalfendo in parte lo strapotere di Penske del quale non è stato lì a guardare e nei 260 giri del Missouri, Felix ha avuto molta difficoltà nel stare a galla nelle prime posizioni. Nonostante sia stato spodestato dalla seconda piazza da McLaughlin, lo svedese è riuscito a contenere i danni e ad arrivare in una 6° posizione partendo 11° a causa della penalità per aver sostituito il motore. Anche con la penalità contro egli ha saputo dare il meglio di sé e a ricucire ciò che la sanzione aveva strappato.
Resistenza ad ogni costo.

FLOP 3
1) DAVID MALUKAS
In questo weekend è stato molto sfortunato. Dopo una prestazione fantastica nelle qualifiche e nelle prove libere, durante le quali ha dato il massimo con la sua Meyer Shank, in gara ha avuto difficoltà nel rimanere dietro a Will Power e Scott McLaughlin. Nel corso della gara ha avuto dei problemi a causa del traffico in pista ma, quello che ha segnato di più in tutto il suo weekend nel Missouri è l’incidente contro Will Power, nel quale egli ha peccato di tracotanza e non ha saputo calcolare l’impossibilità del sorpasso ai danni del pilota Penske, che in piccola parte si è reso complice dell’evento. Un piccolo gesto da nulla che ha creato un disastro.
Effetto domino.

2) ROMAIN GROSJEAN
Un weekend da dimenticare sia per il francese ma anche per il suo nuovo compagno di squadra, del quale sono stati bersagliati per tutta la gara dalla sfortuna. Dopo aver assaporato le prime file della griglia nelle qualifiche, non c’è stato verso di riuscire ad avere un buon passo gara, venendo risucchiato nel fondo della griglia e a non rialzarsi più per tutto il resto della corsa.
Caduta precipitosa.

3) MARCUS ERICSSON
Altra vittima della sfortuna a St. Louis della quale non si è risparmiato neanche lo svedese, il quale era riuscito a qualificarsi settimo ma, durante la gara, non è mai riuscito ad avere un buon ritmo e, quando sembrava di avere una possibilità di effettuare una rimonta, Ericsson è stato funestato da un problema legato al motore che lo ha costretto al ritiro dalla gara. Un vero peccato perché lo svedese stava dando prova, sia a lui che ad Andretti, di essere competitivo anche in difficili condizioni che vi erano nel Missouri.
Sfortuna a non finire.

MENZIONE DISONOREVOLE: WILL POWER
La sua stagione è stata costellata di successi, ma soprattutto di grandi occasioni sprecate. Una di queste è successa ieri nel Missouri, dove, dopo una grandissima prestazione che lo aveva portato in quarta posizione in qualifica, in gara nella prima parte è riuscito a stare dietro ai suoi compagni di squadra e anche a condurre la gara per diversi giri. Come primo presagio di sventura, l’incidente involontario con Malukas e, poi, alla ripartenza dopo la bandiera gialla, è stato tamponato da Alexander Rossi, rovinandogli la gara e compromettendogli la corsa al titolo, dove, se fosse arrivato al traguardo a St. Louis, avrebbe guadagnato un bel gruzzolo di punti che avrebbero accorciato le distanze nei confronti di Palou, leader del campionato.
Sfortuna fantozziana.


