Gli sport motoristici non sono mai riusciti ad entrare nei radar delle Olimpiadi. Dopo l’evento parigino però, per il Motorsport inizia a crearsi uno scenario favorevole in vista dei Giochi Olimpici del 2032.
L’evento sportivo più importante del mondo si è ormai concluso da qualche giorno. Con i social media ancora invasi di video e notizie sulle Olimpiadi di Parigi, possiamo tranquillamente ammettere che ci siano discipline per tutti i gusti comprese alcune novità come la breakdance oppure lo skating.
Esiste però una fetta di sport che ancora non riesce a ritagliarsi il giusto spazio nei Giochi Olimpici, il Motorsport.
Nel passato, le corse automobilistiche hanno tentato a più riprese di entrare nel grande listone degli sport ammessi, spesso con ‘grandi’ risultati come nel 1900. In occasione delle Olimpiadi di quell’anno, una dozzina di piloti gareggiò in Francia a bordo di vetture di origine prevalentemente transalpina. A spuntarla nel percorso che collegava Tolosa a Parigi, fu la Renault grazie ad una sonora tripletta davanti a Peugeot e Citroen.
Bisognerà poi aspettare altri 36 anni prima di rivedere una gara automobilistica al via dei Giochi Olimpici. Proprio a Berlino 1936, nello scalpore nazista, ritornò il Motorsport con una formula più incline ad un Rally.
Da quell’edizione in avanti purtroppo il Motorsport sparì completamente dai radar Olimpici fino ad una brutta batosta nel 2001. In quell’anno il Comitato Olimpico Internazionale vietò gli sport motoristici dalle Olimpiadi. Nello statuo rilasciato si legge: “Gli sport, le discipline o gli eventi in cui le prestazioni dipendono essenzialmente dalla propulsione meccanica non sono accettabili.”
La regola fu poi rivista ed eliminata nel 2016 e da allora, fortunatamente, non vi è più nessuna traccia.

Quale potrebbe essere la soluzione?
Pensare al Motorsport alle Olimpiadi in veste di Formula 1 sarebbe pura follia. Un evento del genere avrebbe dei costi esorbitanti e un’organizzazione estremamente difficile. E allora come si potrebbe fare per portare la velocità in pista ai Giochi Olimpici direte voi? Semplice, i Go-Kart!
La prima disciplina automobilista in ordine di età, che ha dato vita a numerosi campioni, vanta già una piccola apparizione alle Olimpiadi. Nel 2018, in occasione dei Giochi Olimpici Giovanili, fu organizzata una breve gara di karting fortemente voluta da Felipe Massa. L’evento però era più una corsa dimostrativa e non assegnava alcuna medaglia che, in caso contrario, sarebbe stata vinta da Franco Colapinto, attualmente impegnato in Formula 2.
Da allora la FIA ha provato con diversi appelli a riportare i Go-Kart alle Olimpiadi ricevendo però un brusco rifiuto per Los Angeles 2028. La speranza ora sta tutta in Birsbane 2032.
Però, come sarebbe organizzata la competizione? Non ci sarebbe nulla di troppo diverso rispetto ad una normale gara di kart in realtà. Tutti i paesi dovrebbero presentare un team completo di piloti, meccanici, ingegneri e così via per poter competere con dei Go-Kart standardizzati dalla federazione sia per un discorso di costi che per estrema semplicità rispetto ad una monoposto.
Dopo la messa in sicurezza della pista, molto più semplice da pensare in un autodromo o kartodromo rispetto che ad un percorso stradale, bisognerebbe poi scegliere i vari piloti a rappresentare le varie nazioni.

Qui si aprono però due diverse strade. La prima, vede giovani e talentuosi piloti in cerca di un teatro per mettere in mostra le loro abilità davanti a tutto il mondo, lasciando così a riposo i grandi campioni moderni.
La seconda invece, sulla carta più avvincente, vede una sorta di ‘Race of Champions’, con una qualifica a decretare le nazioni ammesse alla gara finale e tutti i grandi piloti eleggibili dal mondo della F1, del WEC, l’Indycar e così via.
Queste ovviamente sono per ora grandi speranze per vedere il Motorsport alle Olimpiadi ma la strada inizia ad essere meno in salita del previsto. Con il Motorsport virtuale che ha già conquistato le Olimpiadi ora mancano le corse reali ed i Go-Kart, come abbiamo visto sembrano essere la formula vincente. Non resta che aspettare un possibile accordo tra FIA e CIO in vista di Birsbane 2032 nella speranza di sentrire finalmente odore di gomme e freni nel villaggio olimpico!

