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Shovlin racconta l’incompatibilità di Hamilton con le “nuove” vetture

Andrew Shovlin, Trackside Engineering Director Mercedes, ha raccontato come Lewis Hamilton non si trovi a proprio agio con le nuove vetture.

Prima della pausa estiva abbiamo probabilmente assistito al miglior Lewis Hamilton dal 2022 ad oggi, sia in termini di prestazioni che di risultati. L’adattamento alla “nuova” generazione di vetture, quelle introdotte proprio nel 2022, è durato più a lungo del previsto. Le monoposto ad effetto suolo non sono infatti particolarmente gradite dal britannico e nelle qualifiche degli ultimi anni si è notato come la macchina spesso non corrispondesse alle esigenze. E nonostante le ultime tre qualifiche possano apparire positive per il 7 volte campione del mondo, lo score stagionale è ancora di 10-4 in favore del compagno di squadra Russell.

Le vetture di ultima generazione, infatti sono le più pesanti e grosse mai guidate e la configurazione aerodinamica, il peso, la meccanica e le gomme hanno, essenzialmente, composto una monoposto “anti-Hamilton”. Frenare tardi in curve veloci è spesso stata la chiave del britannico per trovare tempo sul giro ma con le vetture introdotte nel ‘22 sembra pagare di più un approccio delicato e quindi “innaturale” per Hamilton. Questo è ciò che Hamilton “odia”. “Non sono solo io il problema” ha affermato al GP d’Ungheria quando The Race gli ha domandato quale fosse il problema. E ascoltando ciò che ha da raccontare Andrew Shovlin, Trackside Engineering Director per Mercedes, non è un problema insorto nel 2024.

Qual’è il problema?

”Hamilton fatica soprattutto nel giro secco – ha raccontato Shovlin – Il problema è soprattutto l’approccio alle curve. Per come le attacca lui e con le nuove monoposto nasce del sovrasterzo e si scaldano molto le gomme. Il nostro lavoro è stato quello di sviluppare una vettura da poter guidare con uno stile di guida aggressivo come il suo per poter estrarre il tempo migliore.” Come affermato prima, quindi, Hamilton frena più tardi rispetto a Russell, inizia a sterzare però prima del compagno e deve quindi aspettare di più per mettere il piede sull’acceleratore. Hamilton dunque ha una velocità minima in curva più bassa di quella di Russell ed essendo costretto ad accelerare dopo perde del tempo prezioso. Bahrain, Australia, Cina e Canada: quattro esempi dove Hamilton ha perso più di un decimo per questo problema di adattamento.

Esiste una soluzione?

Shovlin è stato parte di tutti i campionati e di tutte le vittorie di Lewis in Mercedes e dunque in pochi conoscono il pilota come lui. Lui stesso ha scherzato, definendo Hamilton “testardo” perché voleva continuare a guidare allo stesso modo di prima. Ciò che però adesso a permesso a Lewis di fare, nuovamente, un passo verso la vetta, è stato il drastico miglioramento della monoposto Mercedes. Gli aggiornamenti hanno portato ad un bilanciamento migliore sia ad alte che a basse velocità, così come più downforce.

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Un grafico delle posizioni medie di partenza e di arrivo pre- e post-aggiornamenti di Russell e Hamilton – Fonte: The Race

Oltre ad aver migliorato le statistiche di entrambi i piloti, appare chiaro da questo grafico come gli aggiornamenti abbiano avuto un impatto più positivo per Hamilton che per Russell, nonostante quest’ultimo si sia comunque migliorato. Riassumendo, dunque, è “bastato” aggiornare la monoposto nella giusta direzione e un piccolo adattamento da parte di Hamilton per tornare ai vecchi fasti.

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