Net Zero rappresenta uno degli obiettivi più importanti imposti da F1 e FOM. Dopo il weekend di Barcellona, Stefano Domenicali ha dato un aggiornamento a riguardo, parlando di progressi significativi a riguardo.
La Formula 1 ha rilasciato il proprio Impact Report 2026 – il documento annuale che racconta e certifica lo stato della propria strategia ambientale, sociale e di governance – e, al termine del weekend di Barcellona, Stefano Domenicali (CEO del Formula One Group) l’ha analizzato.
Progressi significativi
“In Formula 1 agiamo e mostriamo i nostri risultati attraverso i fatti, non solo tramite le parole. Sono incredibilmente fiero di rimanere in pista per quanto riguarda arrivare a net zero entro il 2030, che sarà reso possibile attraverso uno sforzo collettivo per ridurre il nostro impatto ambientale da parte tutto lo sport”, ha raccontato il CEO italiano.

“Dalla razionalizzazione del calendario ad un maggior investimento nei carburanti sostenibili e soluzioni energetiche alternative, abbiamo ridotto la nostra impronta ambientale mentre lo sport cresce e raggiunge nuovi pubblichi nel mondo. Vorrei ringraziare la FIA, tutti i team di F1, le emittenti televisive, così come i partner e promoter oltre che la nostra squadra, per l’impegno condiviso e per continuare a spingere in avanti questo progetto insieme”, ha riaffermato Domenicali.
Com’è stato possibile?
I risparmi energetici sono stati, a quanto racconta F1.com stessa, dovuta a svariate aree dello sport. Il lavoro di fabbrica sembra essere stato ottimizzato, ammontando alla parte maggiore dei risparmi, quantificati in una riduzione pari al 64% rispetto al 2018 vista l’adozione di fonti energetiche sostenibili. Legandosi al calendario citato da Domenicali, la riduzione delle emissioni dovute ai trasporti è stata pari al 27% rispetto a quanto prodotto 8 anni fa.
Le emissioni logistiche, invece, sono state ridotte di un 17% per gara nonostante l’implementazione di calendari sempre più ampi (con 24 gare nel 2025). Tutti gli appuntamenti europei, sottolinea la F1, sono stati alimentati con soluzioni energetiche alternative, tra le quali HVO (Olio Vegetale Idrotrattato) e sistemi basati sull’energia solare.

“La sostenibilità è alla base di ogni nostra decisione, non solo in pista, ma anche nel modo in cui produciamo e realizziamo i nostri eventi iconici in tutto il mondo”, ha affermato Ellen Jones, responsabile ESG per la F1.
Investimenti aggiuntivi
“Raddoppiando gli investimenti del nostro sport nei carburanti sostenibili per l’aviazione, investendo per la prima volta nei carburanti sostenibili per il trasporto marittimo e continuando a lavorare a stretto contatto con promoter, partner e scuderie stiamo promuovendo ulteriori riduzioni delle emissioni, accelerando al contempo l’adozione delle tecnologie più avanzate“, ha proseguito la britannica.

“Queste azioni dimostrano la nostra costante determinazione a fare da apripista attraverso l’innovazione sostenibile. Mentre ci avviciniamo al nostro obiettivo dichiarato di net zero (l’azzeramento delle emissioni, ndr.) entro il 2030, il ‘Future Race Operations Programme’ garantirà ulteriori riduzioni negli anni che verrano, insieme al pieno impatto della razionalizzazione del calendario“.
“Nel loro insieme queste iniziative dimostrano che una sostenibilità operativa non è solo possibile su scala globale, ma può essere realizzata addirittura senza compromettere le prestazioni, l’ambizione o lo spettacolo che caratterizzano la Formula 1”, ha concluso la responsabile ESG.
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