
Nel GP di Portland in Oregon conclusosi ieri vediamo chi è entrato in questa settimana nella parte dei top e chi dalla parte dei flop.
In Oregon si è concluso un GP quasi privo di emozioni, con pochissimi colpi di scena o momenti da sottolineare, ma nonostante ciò questo non ha impedito ai piloti e ai team di destreggiarsi in una complicata pista di Portland, dove il sorpasso è pressoché limitato, basandosi su un’intera gara sulla tattica e sulle strategie.
In questo weekend a Portland vediamo, come da introduzione, chi si è reso protagonista nel lato positivo ed, purtroppo, chi non ha particolarmente brillato in questa corsa.
TOP 3
1) WILL POWER
Prestazione superlativa per l’australiano che cancella le due gare precedenti andate a vuoto, riaprendo di fatto la corsa al campionato contro lo spagnolo Alex Palou. Dal primo giro fino all’ultimo ha saputo mantenere un grande passo gara e difendersi dall’avversario iberico, del quale in alcune occasioni si era fatto vicinissimo al pilota Penske; ottime anche le strategie ai box, ma in particolar modo la velocità dei meccanici ad eseguire il pit stop, dettaglio fondamentale che ha permesso a Power di rimanere nella prima posizione e di vincere qui a Portland. È una vittoria che lo consolida sia dal punto di vista psicologico, ma anche in vista del campionato, dove mancano solamente tre gare alla fine di questa particolare stagione e tutto può ancora succedere.
Superlativo.

2) ALEX PALOU
Il catalano, nonostante lo strapotere di Power, contiene i danni e conclude un GP a Portland in maniera favolosa, mantenendo salda la leadership del campionato, seppur con pochissimi punti che lo separano da Power. La gara è stata gestita in maniera impeccabile, nonostante le strategie diverse dall’australiano, con un grande ritmo e un’ottima gestione delle gomme. In alcune occasioni, approfittando del traffico in pista, si era avvicinato moltissimo a Power, tanto che vi sono stati tentativi di sorpasso nei confronti dell’avversario, ma senza successo.
Gestione impeccabile.

3) JOSEF NEWGARDEN
A mio parere, lui è il vincitore morale di questo GP: un pilota a cui è sempre stato etichettato come “esperto di soli circuiti ovali”, arrivare terzo in un circuito permanente del quale sia in questa tipologia, ed anche nei circuiti cittadini, aveva mostrato delle difficoltà. Newgarden con questa prestazione ha saputo zittire i suoi detrattori e conquistare un podio quasi inaspettato. La sua gara a Portland è stata costruita meticolosamente anche grazie a un’ottima lettura degli eventi e a un buonissimo passo gara che, per quanto non abbia mai impensierito Palou, egli ha sempre cercato di consolidare la sua posizione. Il terzo posto in Oregon consolida il suo momento positivo iniziato con la superba vittoria a St. Louis, ma non lo porta a lottare per il titolo a causa dei suoi pessimi risultati in molte gare in questa stagione.
Pazienza e tattica.

MENZIONE D’ONORE: SCOTT MCLAUGHLIN / COLTON HERTA
E’ la prima volta che mi sento di mettere in queste pagelle due persone all’interno di una sezione. Valeva la pena di spendere delle parole positive sia per il pilota Penske, il quale, nonostante una discreta qualifica cancellata dalla penalità per aver sostituito il motore, è partito 20° e ha compiuto sempre in maniera silenziosa e paziente una rimonta veramente da essere presa in considerazione, giungendo alla fine dei 110 giri in Oregon in 8° posizione, in una pista dove il sorpasso è abbastanza limitato.
Lo stesso discorso vale anche per Colton Herta che, assieme a Will Power stanno inseguendo Alex Palou nella classifica del campionato. Qui a Portland ha dimostrato di avere una fortissima grinta anche nelle situazioni più difficili rimontando dall’ottava posizione giungendo in quarta piazza del quale poteva anche arrivare a podio se non fosse stato per il traffico in pista e per l’episodio durante i pit stop dove egli ha riacceso la macchina senza l’ausilio del meccanico con l’avviatore, cosa che gli è valsa una penalità che prontamente egli ha scontato e, nonostante ciò è riuscito a gestire la gara in maniera grandiosa.
Grinta e forza di volontà.


FLOP 3
1) PIETRO FITTIPALDI
Il brasiliano si è reso protagonista di un pessimo weekend in Oregon, dove soprattutto nella gara del primo giro ha “provocato” un incidente ai danni di Scott Dixon, il quale lo ha costretto a ritirarsi dalla corsa (cosa che gli è valsa una penalità a dir poco discutibile, dato che egli in quell’occasione non aveva molto spazio da dare al neozelandese). Nel secondo episodio ha provocato un contatto con Conor Daly alla prima curva, facilmente evitabile se avesse semplicemente mollato il gas e lasciato passare il pilota Juncos e, Daly non avesse stretto la traiettoria in curva, anziché provocare la frittata in curva 1.
Comportamento discutibile.

2) ROMAIN GROSJEAN
Il francese è l’esempio lampante di come si spreca una gara. Partito benissimo e giungendo in quarta posizione con la sua Juncos, Grosjean si è reso protagonista in Oregon di un episodio buffo ma allo stesso tempo pericoloso e sconsiderato: in curva 1, il francese aveva sbagliato a calcolare l’uscita dalla curva, saltando il cordolo e finendo in testacoda (fino a qui niente di strano). È riuscito a non spegnere la vettura, ma quando si è rimesso in pista, egli era in traiettoria di gara, in senso contrario della pista, con Rasmussen che gli è finito addosso, creando un altro incidente in curva 1 dopo quello del suo compagno di squadra nei confronti di Fittipaldi. Oltre a ciò non si era accorto che nel contatto egli aveva subito una foratura alla gomma posteriore sinistra finendo inconsapevolmente fuori pista gettando tutto all’aria una potenziale quarta posizione.
Incoscienza allo stato puro.

3) SCOTT DIXON
Per il neozelandese di Ganassi, questo GP in Oregon è stato solamente sfortunato: al primo giro, Kirkwood lo porta fuori pista sull’erba e, quando sembrava di essersi rimesso in pista nonostante abbia perso diverse posizioni, Fittipaldi gli ha dato il colpo di grazia colpendolo involontariamente e facendogli sbattere a muro, vanificando al neozelandese la possibilità di inseguire Palou nella corsa al campionato. Da una parte, l’incidente è stato causato anche da Dixon che, nel rettilineo, stava chiudendo la strada al brasiliano, costringendolo a passare sopra i cordoli alti e a creare quello che non si doveva creare, se solo avesse lasciato spazio a Fittipaldi.
Sfortuna con un pizzico di complicità.

MENZIONE DISONOREVOLE: ARROW MCLAREN
Qualcuno ha mai sentito parlare delle McLaren a Portland? Sinceramente nessuno. Una prestazione anonima per le vetture papaya il quale si è sbagliato tutto nei confronti dei suoi piloti, special modo a Pato O’Ward che aveva del potenziale per poter impensierire nella classifica del campionato ma che a conti fatti non ha fatto paura a nessuno. Weekend da dimenticare e con l’unica nota quasi positiva nella posizione finale di Alexander Rossi arrivato a fine gara in 12° mentre Siegel e O’Ward sono stati bloccati dal fondo della griglia per tutta la corsa.
Tutto sbagliato, tutto da rifare.


