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Sargeant-Williams: che senso ha continuare a difendere le cause perse?

Nel giorno dopo l’annuncio dello scarico di Sargeant da parte di Williams vogliamo offrirvi uno spunto di riflessione a riguardo.

Logan Sargeant e Williams Racing; due strade che, fino a meno di 24 ore fa, erano sovrapposte e destinate ad esserlo, almeno, fino alla fine dell’anno in corso. Poi l’ennesimo colpo di scena regalato da una stagione alquanto pazza. Ore 18, Williams annuncia; out Sargeant, in Franco Colapinto. Un rookie; un ragazzo che non ha mai corso in Formula 1.

Un ragazzo che ha corso appena 18 volte in Formula 2, di cui 16 questa stagione, vincendo una volta. Io, da dietro un portatile, non mi permetto di dare giudizi sul talento del pilota. Non mi compete e non è infatti questo il merito in cui voglio entrare. Voglio però finalmente scoperchiare un vaso di Pandora che freme per essere aperto, freme perché venga raccontato cosa c’è dentro. Se nessuno lo fa, allora ecco che tocca a noi, ecco cosa, forse, mi compete.

La scelta di James Vowles (useremo, nell’articolo, ogni tanto il TP britannico come parafulmine per riferirci alla dirigenza Williams) potrebbe, a prima vista, sembrare coraggiosa. Una decisione dura frutto di tempi duri, una decisione da vero leader, alla Winston Churchill per citare un connazionale.

La verità, però, è ben diversa. La verità è che questa è stata l’ennesima mancanza di rispetto nei confronti di un giovane professionista che ha sì spesso sbagliato, ma che non si è mai meritato tutto ciò che ha ricevuto indietro. Anche perché chi non si è fermato solamente ai risultati in Formula 2 saprebbe che lo statunitense porta con se un biglietto da visita di tutto rispetto (doveste non aver approfondito prima ora vi offriamo la possibilità di rimediare).

Logan, il problema non sei (solo) tu

Ciò che fa rabbia nella scelta della scuderia di Grove sono, in ordine crescente, le modalità, le tempistiche e soprattutto le motivazioni. Partiamo dalla prima. Vorrei porvi una domanda sincera: a voi lettori sembra giusto che, al momento della stesura dell’articolo, circa 5 ore dopo l’annuncio, tutto ciò che è stato fatto per ringraziare un ragazzo sempre, e sottolineo sempre, a disposizione del team, siano 5 righe di numero di comunicato su Instagram?

Un ragazzo che non ha mai usato una parola di troppo. Un ragazzo disposto a rinunciare alla propria vettura per lasciarla al compagno dopo che un errore dello stesso l’ha distrutta. Eh si, non abbiamo la memoria corta qua. Oggigiorno però, nonostante la gravità, si potrebbe, volendo, sorvolare su questo evidente errore di comunicazione.

Passiamo dunque al secondo punto che ricolleghiamo facilmente anche al terzo. Quali vantaggi porta allontanare un pilota che, come sottolineato, è tutt’altro che scomodo a livello caratteriale ma che conosce l’ambiente Williams per portarne uno altrettanto accondiscendente ma inesperto? Credo, francamente, pochi. Però stavolta non si sorvola. Perché se prima si trattava di un errore qua si tratta di una vera e propria mancanza di rispetto per un pilota che, vuoi o non vuoi, tra tre mesi e mezzo comunque sarebbe andato via.

E quale può essere il motivo di un così brusco allontanamento? Un incidente di troppo a Zandvoort? Ma in Williams non si sapeva già da dicembre dello scorso anno che Sargeant aveva la tendenza ad andare un po’ troppo spesso a muro? Dubito che in Formula 1 i dati vengano analizzati al buio con gli occhiali da sole.

Nel giorno dopo l’annuncio dello scarico di Sargeant da parte di Williams vogliamo offrirvi uno spunto di riflessione a riguardo.
La Williams FW46 di Sargeant dopo l’incidente a Zandvoort

Forse allora sarebbe stato meglio allontanare Sargeant alla fine della scorsa stagione. Perché qua non stiamo facendo un idolatrazione a Sargeant, bensì un’analisi che tenga conto del rispetto dei professionisti oltre che del rapporto vantaggi-svantaggi o costi-benefici.

Ma soprattutto, Vowles pensa veramente che Colapinto possa portare la vettura a punti con un braccio fuori dal finestrino e soprattutto senza far danni? Credo, francamente e di nuovo, di no. Conoscendo un minimo i meccanismi dello sport, suppongo invece che le 9 gare a disposizione dell’argentino saranno ricche di danni per cercare di star vicino ad Alex Albon oppure, ipotizzando uno più probabile, l’argentino accumulerà solamente distacchi enormi e farà solamente da tappabuchi, bruciando de facto un sedile che a Sargeant poteva tornare utile per mettersi in mostra per il futuro.

Non gli auguro nessuna delle due cose, ma è probabile che almeno una della due possa accadere. E lì, invece di prendercela con un giovane incolpevole, ce la prenderemo con una Williams colpevole ed irrispettosa nei confronti di entrambe le parti coinvolte.

Nel giorno dopo l’annuncio dello scarico di Sargeant da parte di Williams vogliamo offrirvi uno spunto di riflessione a riguardo.
James Vowles, team principal e volto di Williams Racing in Formula 1

Perché una persona ha diritto a sbagliare e ovviamente Sargeant l’ha fatto. Ma meritava di essere trattato, passatemi l’espressione, a pesci in faccia? Credo, francamente, di no. Caro James, non siamo in guerra e tu non sei Winston Churchill. E allora si che adesso voglio dare una risposta al titolo, ovviamente provocatorio e parafrasato da un cantautore romano. Mettiamo i puntini sulle “i”.

Difendiamo le cause perse perché, in fondo, forse la causa persa non è chi dovrebbe essere, quindi Sargeant, ma chi lo accusa di esserlo, vedi Williams.

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