Al termine del GP di Singapore, ecco chi può celebrare il successo e chi, invece, deve riflettere e migliorare in vista di Austin
Vincitori: McLaren
McLaren è la grande vincitrice del Gran Premio di Singapore: un intero week-end dominato, con Norris che è velocissimo sin dalle prove libere. In qualifica il britannico conquista la pole position e in gara impone un ritmo martellante, soprattutto nel primo stint, dove rifila circa 8 decimi al giro a Max Verstappen, in seconda posizione, e accumula un distacco di circa 20 secondi in 25 giri. Diverso il discorso per il compagno di squadra Piastri, che non riesce ad esprimere il potenziale della vettura in qualifica: parte quinto e rimonta fino alla terza posizione. Il team di Woking ha praticamente annichilito la concorrenza, dimostrando il grande lavoro svolto nello sviluppo della macchina.
Sconfitto: Lewis Hamilton
Il week-end di Hamilton, e della Mercedes in generale, non parte benissimo: al venerdì, la prestazione è disastrosa, con entrambi i piloti in difficoltà. Al sabato, invece, la vettura torna competitiva e, grazie anche agli errori della Ferrari, il britannico riesce a qualificarsi terzo, davanti al compagno di squadra. In un circuito come Singapore, una buona posizione di partenza è, quasi sempre, garanzia di buoni risultati in gara. E invece, il team tedesco sbaglia clamorosamente la strategia, facendo partire Hamilton con le soft. Quello che accade dopo la buona partenza, è un copione già visto con Leclerc lo scorso anno: Lewis si trova in difficoltà con la gestione della gomma, viene fermato abbastanza presto, solo al dodicesimo giro, e si ritrova a dover sorpassare una serie di vetture più lente. Nel finale di gara, le gomme dure sono ormai finite e Hamilton viene sorpassato da Russell, Piastri e Leclerc, terminando in sesta posizione.
Vincitore: Max Verstappen
Dopo due passaggi a vuoto a Monza e a Baku, il tre volte campione del mondo è tornato ad essere il fenomeno che tutti conosciamo. Come per Mercedes, anche RedBull al venerdì è dispersa nella retrovie, con l’olandese più lento anche del compagno di squadra Perez. In qualifica, però, cambia la sinfonia, Verstappen si gioca la pole con Norris e si qualifica in seconda posizione. Ma la gara della domenica è un’altra storia, dominio targato McLaren e Norris e Max può davvero poco contro lo strapotere del team britannico. Salva comunque il salvabile, portando a casa la seconda posizione, dimostrando maturità, e perde solo 7 punti da Norris in classifica, restando +52 sul rivale.

Sconfitti: Ferrari
Ferrari si presentava ai nastri del week-end come una delle favorite alla vittoria. Al venerdì l’unico in grado di restare al passo con Norris è Charles Leclerc, con Sainz a pochi decimi dalla coppia davanti. In qualifica le aspettative sono, ovviamente, alte, ma la realtà si rivela un disastro: in Q3, Carlos Sainz, mentre si trova ancora nel giro di lancio, perde il controllo della vettura e termina nelle barriere, provocando una bandiera rossa; Leclerc, invece, si trova in difficoltà nel mettere in temperatura le gomme e sbaglia la staccata di curva 1, perdendo qualche decimo (il giro gli sarebbe, comunque, valso la settima piazza) e vedendosi anche cancellato il tempo per track limits. Le Ferrari occupano quindi la quinta fila, ma una rimonta, a Singapore, è praticamente impossibile. Leclerc scala fino alla quarta posizione, Sainz fino alla settima. I rimpianti ci sono, considerando anche l’ottimo ritmo che Leclerc ha mostrato con gomma bianca, in una gara che avrebbe potuto, e forse dovuto, regalare qualche emozione in più ai Tifosi
Vincitore: Nico Hülkenberg
Il tedesco era uscito leggermente ridimensionato dopo il week-end di Baku, battuto, sia in qualifica che in gara, dal rookie Ollie Bearman. A Singapore, però, la Haas, o perlomeno la sua Haas, mostra un ottimo passo, sia al sabato che alla domenica. Nico si qualifica in sesta posizione, rifilando mezzo secondo al compagno di squadra in Q2. Dopo una grandiosa qualifica, anche in gara il pilota tedesco si dimostra veloce e solido: nel primo stint, mantiene la sesta posizione, resistendo alla pressione di Fernando Alonso e Charles Leclerc. Dopo il giro di soste, si ritrova in nona posizione e mantiene questa posizione per più di 30 giri, nonostante la RedBull di Sergio Perez costantemente negli specchietti.

Sconfitto: Sergio Perez
Dopo l’ottimo week-end di Baku, sporcato solo dall’incidente al penultimo giro, ci si sarebbe aspettati un Perez in forma, soprattutto in un circuito in cui è storicamente andato bene. Il messicano, invece, non è pervenuto: male al venerdì, complici anche le difficoltà della vettura, al sabato esce in Q2 e alla domenica rimane bloccato nel traffico per tutta la gara, prima dietro Tsunoda, poi dietro Hulkenberg. Chiude in una misera decima posizione, che vale appena un punto, e, certamente, non allontana tutte le voci che lo vedono fuori da RedBull dopo il GP del Messico.

