Durante il Gran Premio degli Stati Uniti, la Ferrari ha dimostrato una supremazia inaspettata, conquistando una straordinaria doppietta con Charles Leclerc e Carlos Sainz. Questo risultato ha attirato l’attenzione, soprattutto considerando che il team non ha presentato ufficialmente alcun aggiornamento per la sua monoposto. McLaren, Red Bull e Mercedes, invece, hanno portato nuove soluzioni tecniche al circuito di Austin.
Nonostante la mancanza di dichiarazioni ufficiali, è emerso che la Ferrari potrebbe aver introdotto delle modifiche ad Austin. Parliamo di modifiche “nascoste”, che non rientrano tra quelle obbligatorie da segnalare alla FIA, secondo l’Articolo 19.1c) del regolamento sportivo. Questo articolo richiede di notificare solo i componenti aerodinamici principali e i gruppi di carrozzeria non testati precedentemente. Il team principal Fred Vasseur ha sottolineato che non dichiarare aggiornamenti non significa che non siano stati fatti interventi.
Come riporta Motorsport.com (QUI l’articolo completo) le speculazioni si sono concentrate sulla possibilità di un’ala anteriore modificata, apparentemente identica a quella introdotta a Singapore ma con una costruzione ottimizzata. L’obiettivo della Ferrari sembra essere sfruttare meglio la flessibilità aerodinamica, un elemento chiave per bilanciare l’auto, affrontando sottosterzo a bassa velocità e sovrasterzo ad alta velocità, caratteristiche tipiche delle vetture a effetto suolo.


La Ferrari, inizialmente cauta nell’esplorare questa strada, ha beneficiato delle recenti chiarificazioni FIA, che hanno permesso un maggiore utilizzo della flessibilità delle ali. Sebbene l’ala flessibile non sia un “game-changer”, come ha dichiarato Vasseur, in una stagione dove i distacchi tra le squadre sono minimi, ogni centesimo di secondo guadagnato può fare la differenza. Il risultato ad Austin dimostra che anche i dettagli più piccoli possono incidere.

