Dopo il contatto con Sergio Perez al GP del Messico, Liam Lawson si è scusato affermando di aver sbagliato. Il neozelandese ha anche chiarito come sia qui per vincere, e non per fare amici.
Liam Lawson arriva al GP del Brasile con tante critiche da mettere a tacere. Infatti, dopo l’odio – molto più che ingiustificato – per aver preso il sedile del pilota più amato in griglia, ossia Daniel Ricciardo, il neozelandese è stato vittima di nuove critiche.
Il giovane di Hastings, con una mossa rischiosa in curva 5 al GP del Messico, ha causato danni alla RB20 dell’idolo casalingo, Sergio Perez. Tanti sono i commenti a cui ha risposto con grande fermezza nel giovedì del weekend brasiliano.

Alla vigilia del GP del Brasile, Liam Lawson ha così chiarito ciò che è successo in Messico:
“In ogni gara, ci sono così tante cose che esamini, così tante cose che puoi fare meglio. Nel complesso, sì, di sicuro, ci sono ovviamente cose che avrebbero potuto essere migliori, ma prenderò quelle cose e imparerò da esse per questo fine settimana.”
Alla domanda se stesse guidando in modo più aggressivo data la pressione di dover dimostrare rapidamente il suo valore, Lawson ha aggiunto:
“Sono solo concentrato sull’avere la miglior gara possibile ogni volta che salgo in macchina. Onestamente, è tutto ciò che sto cercando di fare al momento. Forse sono aggressivo, ma sono qui per un motivo. Ovviamente il mio obiettivo non è uscire e farmi nemici. Non sto cercando di creare problemi o cose del genere. Allo stesso tempo, non sono qui per fare amicizia, sono qui per vincere: è su questo che mi concentro.”
“In questa situazione, stiamo lottando duramente per la P6 nella classifica costruttori, e sto lottando anche per il mio futuro in F1, quindi è su questo che mi concentro.”

Sull’incidente con Sergio Perez, sono arrivate le scuse da parte di Lawson:
“Al momento le cose sono molto accese e ovviamente mi scuso per quello che ho fatto la scorsa settimana. Non è qualcosa che avrei dovuto fare, ed è qualcosa che non farò più.”
“Sanno perché sono qui ed è qualcosa che ho detto per molti anni. Tutti noi della F1 siamo qui solo per un motivo. Allo stesso tempo, è anche quello che ho detto a loro.”
Passion, dedication, hard work.

