L’inglese vede svanire il sogno mondiale in quel di San Paolo, ma ad affondare è l’intero team.
Diciamocela tutta: nessuno di noi oggi, alle 16:29 del pomeriggio, dopo aver visionato la griglia di partenza, avrebbe mai detto che al termine della gara si potesse parlare di mondiale chiuso già nel prossimo gp di Las Vegas. Nessuno di noi avrebbe potuto immaginare , dopo le qualifiche di stamattina, che San Paolo potesse essere una tragedia così grande per Norris e Mclaren.
Il tracollo odierno del binomio inglese è pressochè da studiare. Un connubio di sfortuna ed errori a dir poco raro, di quelli che ti mettono al tappeto.
Il pomeriggio di Norris inizia subito sotto una cattiva stella ( e no, non mi riferisco al team principal). L’investigazione per aver infranto la procedura di avvio è solo la punta dell’iceberg di 3 ore di puro black out, che hanno inizio ancor prima della partenza ufficiale. Poi la posizione persa (l’ennesima) in curva 1 nei confronti di Russell, e per concludere il sorpasso subito da Leclerc nell’ultima ripartenza dopo la safety car, dove è risultata lampante la mancanza di lucidità dell’inglese.

“Ho fatto tutto quello che potevo oggi. Tutto qui. Max ha vinto la gara. Bravo, complimenti, ma per me non cambia nulla” ha esordito, visibilmente stizzito, nella conferenza post-gara.
“Max è stato largamente più veloce di noi e penso che se fosse partito davanti probabilmente ci avrebbe doppiato. Il ritmo era buono, penso simile a quello di George, ma la Red Bull è stata molto più veloce oggi.”
“È stato un weekend di alti e bassi, di sicuro. Non potevo fare molto di più. Sono sicuro che George oggi si sarebbe meritato la vittoria più di chiunque altro.” Ha poi continuato.
Capitolo strategia

Come accennato prima, oltre a diversi errori del pilota, ad aver giocato una parte fondamentale in questa debacle sono state delle scelte strategiche rivelatesi poi errate. Su tutte, rientrare ai box prima della bandiera rossa è stato micidiale per le ambizioni di vittoria di Norris.
(riferendosi al poter cambiare gomme sotto bandiera rossa) “È una regola stupida con cui nessuno è d’accordo, ma sarai sempre accondiscendente quando ti avvantaggia.”
“Quindi è solo una questione di fortuna, ma è la regola. A volte vinci, a volte perdi, e oggi ne hanno beneficiato gli altri. Quindi, complimenti a loro.” Sono le ultime conclusioni.
A tal proposito, queste dichiarazioni di Norris secondo cui la cattiva prestazione odierna dipenda solo da mera sfortuna, sarebbero facilmente contestabili, ma ciò non verrà fatto in questo articolo. Ognuno di voi potrà trarre la propria conclusione, senza alcun tipo di influenza.
I fatti dicono , intanto, che se a Las Vegas Verstappen dovesse terminare davanti alla Mclaren numero 4, l’olandese potrà già festeggiare il suo quarto titolo iridato. E pensare che si parlava già di distanza dimezzata fra i due. Mai parlare senza aver prima interpellato la pista.
ambizioso, perfezionista e in cerca di migliorarsi costantemente.

