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GP di Las Vegas: cosa ha caratterizzato l’edizione 2023?

Dopo il weekend 2023 la Formula 1 torna per la seconda volta sul ‘nuovo’ layout del GP di Las Vegas. Quali sono stati i momenti salienti – dentro e fuori la pista – di quel weekend?

A tre gare dalla fine della stagione Max Verstappen ha il primo matchpoint contro Lando Norris. A Sin City, infatti, con una vittoria l’olandese potrebbe ufficialmente – anche se ufficiosamente già lo è – diventare un quattro volte campione del mondo. Il campionato, però, nel 2023 era già stato deciso tempo prima. Sebbene il GP in Nevada si sia svolto nello stesso periodo, Super Max quel mondiale l’aveva già ipotecato in Qatar, con un mese e mezzo d’anticipo rispetto a quest’anno. Questo, tuttavia, non significa che il weekend non abbia riservato momenti interessanti. Quello che faremo oggi, infatti, è raccontarvi i tre momenti salienti del weekend nella città del vizio.

Las Vegas dà, la FIA toglie

Sebbene la suggestività della città possa inizialmente abbagliare, ciò per cui piloti e squadre sono venuti in Nevada è la corsa. È tuttavia apparso evidente come, mentre le appena citate scuderie fossero pronte, il circuito non lo fosse del tutto. Nella primissima sessione di prove libere a Las Vegas dopo più di quarant’anni, infatti, la SF-23 di Carlos Sainz è stata costretta al ritiro per via di un tombino fissato in modo errato. Sulla Strip di Las Vegas, infatti, l’incolpevole spagnolo ha alzato un tombino che ha gravemente danneggiato il fondo della sua Ferrari. Oltre al danno (riportato in maniera più lieve anche sulla monoposto di Esteban Ocon) la beffa.

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Carlos Sainz controlla i danni alla sua SF-23 dopo l’impatto con il tombino

La scuderia di Maranello ha dovuto sostituire svariate componenti, tra le quali centralina e unità a combustione interna, per un totale di 10 posizioni di penalità in griglia di partenza. In molti speravano che però queste potessero essere rimosse visto che il danno è stato causato dall’inadeguatezza del circuito e non dal pilota stesso. Il verdetto della FIA, però, è stato un altro: penalità confermata e weekend di fatto irrimediabilmente compromesso.

La parata pre gara

Oltre ad essere la capitale mondiale del vizio, il GP di Las Vegas ovviamente si corre negli Stati Uniti, patria delle miglia, delle libbre e dell’esagerazione. Per qualcuno l’usuale parata dei piloti pre-gara, rito ormai consacrato da tempo, è un momento di svago e divertimento, per altri si tratta di attimi più che altro tragicomici e, passatemi il termine, cringe.

E quella svoltasi a Las Vegas come poteva mai fare eccezione? Da un inizio più tragico che comico, con una delle macchine preposte che perdeva olio motore in pista, ad una presentazione dei piloti (su tutte, la più ricordata quella di Pérez) con uno speaker che si metteva in ridicolo da solo e che fece rimpiangere quella di Miami 2023, altrettanto inguardabile.

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Uno spaesato Sergio Pérez alle prese con il presentatore Bruce Buffer

Leclerc regala spettacolo con le Red Bull

Alla fine, però, a Cesare (o Caesar, rimanendo in tema Las Vegas) bisogna dare ciò che gli spetta.

A Las Vegas, infatti, si è consumato uno dei duelli più belli di tutta la stagione. Le battaglie regalate da Leclerc e Verstappen (in due battute) prima e dallo stesso monegasco contro Perez negli ultimi cinque giri poi hanno dimostrato che in fondo, oltre tutto il marcio che lo spettacolo statunitense ha regalato, qualcosa di buono c’era. Leclerc e le Red Bull, infatti, hanno regalato momenti che hanno fatto sognare tutti gli appassionati, a prescindere dai colori. Prima l’unico sorpasso subito da Max Verstappen a parità di gomme durante tutta la scorsa stagione. Poi il duello Pérez-Leclerc, chiuso all’ultimo giro in modo spettacolare con quel sorpasso.

In conclusione, parafrasando proprio Max Verstappen, sarebbe bello se ciò che accadesse in pista non fosse oscurato da ciò che accade invece fuori da essa. E se le attività che non concernono la pista (al limite del ridicolo, ammettiamolo) fossero messe un minimo da parte ma lo spettacolo in pista si ripetesse, siamo sicuri che molti appassionati (così come lo sport) ne gioverebbero. Anche perché la pista lo scorso anno ha dimostrato che di potenziale ce n’è.

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