Dopo Miami e Austin, la F1 fa ancora tappa negli USA. Questa volta si corre tra le luci e i neon di Las Vegas! Le gomme? Ecco la Preview.
Il Circus torna a fare tappa negli Stati Uniti, questa volta nel deserto del Nevada. Tra le dune? Ovviamente no, tra le luci di Las Vegas. Vediamo cosa c’è da sapere sulle gomme con la Pirelli Preview.
Caratteristiche della pista

Quello di Las Vegas è il secondo tracciato più lungo del calendario dopo Spa-Francorchamps. Infatti, il tracciato è lungo ben 6,2 Km, suddivisi in 17 curve e tre rettilinei sui quali si sfiorano i 350 Km/h.
Lo stress sugli pneumatici è a [4], nonostante i livelli che assegna Pirelli a vari aspetti che possono impattare sulla gomma non siano particolarmente elevati. Questo perché l’escursione termica gioca un ruolo rilevante, visto che le temperature si aggireranno attorno ai 10°C sia dell’aria che della pista. Vale la pena ricordare che Las Vegas è sita nel mezzo del deserto del Nevada, e a differenza di altri circuiti in mezzo al deserto come Qatar, Arabia Saudita o Emirati Arabi, non ci sono sbocchi sul mare. Oltretutto, siamo a novembre inoltrato.
La frenata è a [3]: non impegna troppo le gomme ma è importante soprattutto perchè i piloti rischiano di arrivare alla fine dei rettilinei con pneumatici freddi, andando di conseguenza a bloccare l’asse anteriore. Forze laterali e trazione a [2], così come l’abrasività dell’asfalto, che su un cittadino non è mai altissima. Deportanza e aderenza addirittura a [1], mentre l’evoluzione durante la sessione è ovviamente molto alta [5]. Tornando all’aderenza, occhio a questo aspetto perché le temperature basse ne abbassano il grado, inducendo la gomma a generare un maggiore fenomeno di graining.
Le scelte di Pirelli

Pirelli ha deciso di portare a Las Vegas la gamma più morbida delle mescole a disposizione, viste le caratteristiche del circuito e le basse temperature attese.
La mescola C3 sarà quindi la Hard, la mescola C4 la Medium e la C5 la Soft. Riprendendo il discorso fatto sopra, occhio al graining che potrebbe accelerare l’usura dello pneumatico, e ciò potrebbe obbligare i team ad andare su una strategia a due soste. Qualora qualcuno dovesse riuscire a mantenere la temperatura delle gomme in un range di utilizzo ottimale e costante, potrebbe azzardare un solo pit-stop con le dovute precauzioni. Medium e Hard sembrano essere le mescole più indicate per la gara, con la “gialla” che l’anno scorso è stata scelta dalla maggiora parte della griglia.
In più, proprio per le basse temperature, il warm-up della gomma darà non pochi grattacapi ai piloti. Dunque, pare non essere consigliabile l’undercut sull’avversario, anticipando quindi la sosta. Infine, attenzione a possibili Safety Car e a conseguenti ripartenze con pneumatico molto freddo. È un’eventualità che su un cittadino non è mai remota.

Pirelli indica una pressione minima al via di 28,0 psi all’anteriore e 26,0 psi al posteriore, pressioni più alte del normale. L’angolo limite di campanatura è invece fissato a -3,00° all’anteriore e -1,75° al posteriore.
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