Alain Prost non ha assolutamente apprezzato la nuova serie Netflix su Ayrton Senna. Il Professore ha ammesso esserci una grande mancanza di rispetto nei confronti di una leggenda, la quale storia non ha bisogno di essere romanzata.
Poteva succedere ed è successo. Ognuno ha i propri gusti, c’è a chi una cosa può piacere molto e a chi invece no. La nuova serie Netflix “Senna” ha alzato su di sé un polverone di approvazioni ma anche di critiche sulla resa della storia del brasiliano più amato di sempre.
Tra chi non ha apprezzato la serie vi è uno dei personaggi più importanti che ha fatto la storia insieme ad Ayrton, il suo rivale per eccellenza: Alain Prost.
Dopo la pubblicazione della serie, il Professore ha sentito il dovere di difendere il suo grande rivale e amico, accusando Netflix di aver trasformato la storia leggendaria di Senna in un prodotto commerciale e vendibile. Il suo parere l’ha espresso ai microfoni di Sky Sport Italia dopo il Gran Premio di Abu Dhabi con parole dure e senza l’uso di mezzi termini.
“Mi dà molto fastidio che si senta la necessità di cambiare la storia, quando qualcuno non è più in vita. Quella di Ayrton Senna è una grande storia e non c’è alcuna necessità di raccontare cose non vere. Nemmeno ad Ayrton sarebbe piaciuto tutto ciò. Questa serie è una finzione”.
Nonostante la grande rivalità che c’è stata in pista tra i due, Prost ha ritenuto di pessimo gusto e una mancanza di rispetto raccontare la storia di un mito come Senna in un modo che non gli rende giustizia. “Non esiste più sensibilità, si cerca sempre di commercializzare ogni cosa. Non mi piace per niente che si faccia tutto questo con il nome Senna”, ha aggiunto il Professore.

Una storia di amicizia e rivalità
La rivalità tra i due è impressa nella storia, fatta di scontri in pista e tensioni fuori, ma anche di un rispetto reciproco che, col tempo, si è trasformato in amicizia. Per citare un momento memorabile si può fare riferimento a ciò che successe al termine del Gran Premio d’Australia nel 1993. Quel giorno milioni di persone rimasero a bocca aperta. Senna tagliò il traguardo per primo, seguito dal suo più grande rivale Alain Prost. Sul podio i due campioni si applaudivano reciprocamente, Senna allora afferrò il braccio di Prost e lo portò con sé sul gradino più alto. Un ampio sorriso riempiva il volto dei due, mentre si abbracciavano lasciando trasparire un po’ di emozione. Quell’abbraccio sanciva una pace vera e la fine di una lunga lotta in pista. Tutti amavano Senna, persino i suoi rivali.

Possiamo dire che Prost sia stato uno di quelli che ha potuto conoscere Ayrton in tutte le sue sfumature, specialmente quelle più intime che restano nascoste dietro il casco. La riservatezza è ciò che contraddistingueva maggiormente il brasiliano dagli altri, così come il suo rispetto per la verità, dentro e fuori dalla pista.
Poter raccontare la storia di una leggenda nella sua totale verità e trasparenza, quella che ti fa venire i brividi solo a sentir mezza frase, è lo scheletro di una Formula 1 fatta di piloti che vivono per emozionare ed emozionarsi. Sacrificare l’autenticità per creare contenuti che attirino le persone è invece solo una mancanza di rispetto per una storia come quella di Senna che non ha bisogno di essere commercializzata. Questo è alla fine ciò che ha voluto trasmettere Prost, e ha fatto centro.
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