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Kimi Antonelli ora ha il dovere di credere nel mondiale

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Andrea Kimi Antonelli a Miami ha consolidato il passaggio da promessa a certezza, vincendo la terza gara consecutiva e mantenendo la leadership di un mondiale che lo vedrà sicuramente tra i protagonisti.

In Cina, dopo quella prima vittoria che gli aveva permesso di accorciare il distacco da Russell di 4 punti, il mondiale era un pensiero abbastanza remoto per Kimi Antonelli. “Ancora c’è tempo, siamo solo alla seconda gara”, aveva ammesso, con la consapevolezza però di chi sa che ancora ha tanto da dare. E adesso, dopo la terza vittoria consecutiva a Miami, con una gara iniziata in salita ma trasfromata in un capolavoro di gestione e precisione, ed aver ribadito la leadership del mondiale, trattenersi è impossibile.

Che Antonelli avesse talento non c’erano dubbi. Il tempo per gli errori c’è stato, e probabilmente ci sarà ancora. Tutti gli errori possibili di un ragazzo di 19 anni, ma che adesso, nel ruolo del veterano che non è, sembra andare a un tempo tutto suo. Una scommessa vincente, quella di Toto Wolff, che continua a stringergli il fianco consapevole di avere tra le mani un gioiello da proteggere e con cui credere in un mondiale che adesso inizia a farsi sempre più concreto.

Andrea Kimi Antonelli a Miami ha consolidato il passaggio da promessa a certezza, vincendo la terza gara consecutiva e mantenendo la leadership di un mondiale che lo vedrà sicuramente tra i protagonisti.

A Miami Kimi l’ha dimostrato ancora una volta, con una gara di freddezza e concentrazione e, per la prima volta in questa stagione, con una macchina che non era la migliore in pista. Ancora una volta non perfetto in partenza, ha saputo recuperare e tenersi Norris alle spalle con lucidità, senza mai commettere errori e continuando a martellare con tempi incredibili. Ha dimostrato una naturalezza nel gestire situazioni che, fino a poco tempo fa, sembravano troppo grandi anche solo da immaginare, resistendo alle pressioni e alle emozioni. Una gara da vero pilota maturo. Una gara che lo sigla effettivamente tra i più grandi.

Con l’eco che si fa sempre più lontana di chi diceva “È troppo presto, non è pronto per la Formula 1”, Kimi ha risposto in pista, nel miglior modo possibile. Il primo pilota in assoluto a convertire le prime tre pole in altrettante vittorie. Ci sono momenti, in ogni carriera, in cui avviene quel fatidico passaggio da promessa a certezza. Nel caso di Kimi Antonelli, è evidente che siamo spettatori di questo passaggio.

Andrea Kimi Antonelli a Miami ha consolidato il passaggio da promessa a certezza, vincendo la terza gara consecutiva e mantenendo la leadership di un mondiale che lo vedrà sicuramente tra i protagonisti.

Quel volto ancora giovane e tanto innocente che poteva sembrare agli occhi di tutti, nasconde una fame e una ferocia che adesso si fa sempre più vedere. Ne è consapevole anche George Russell, che adesso si è visto scivolare a -20 in classifica dal compagno di squadra dopo solo quattro gp e con un pesantissimo ritardo in gara di 43 secondi.

In un mondo in cui tutto va veloce senza mai fermarsi, forse vale la pena rallentare un attimo e osservare davvero quello che sta succedendo. Kimi Antonelli, a 19 anni e al secondo anno in Formula 1, si ritrova leader del mondiale dopo quattro gare. Non una sorpresa passeggera ormai, ma una presenza fissa che continua a dire “Ci sono anche io e sono pronto”. Ancora incredulo nello sventolare il tricolore per la terza volta consecutiva sotto le note di quel familiare inno di Mameli che non risuonava da tempo e a cui ora si sono tutti un po’ abituati.

Andrea Kimi Antonelli a Miami ha consolidato il passaggio da promessa a certezza, vincendo la terza gara consecutiva e mantenendo la leadership di un mondiale che lo vedrà sicuramente tra i protagonisti.

A distanza di due gare, dove parlare di mondiale era prematuro, forse quasi fuori luogo, oggi ignorarlo lo sarebbe ancora di più. La logica impone cautela, dice che la strada ancora è lunga e incerta, ma perché privare Kimi di credere in un sogno che ogni bambino inizia a coltivare dalla prima volta che sale su un kart e che adesso si è fatto più concreto.

Non è più il momento di nascondersi dietro la prudenza e la cautela. Non dopo tre vittorie consecutive, non con una leadership costruita con freddezza e talento, non con un distacco che inizia già a pesare anche su un compagno di squadra come George Russell.
Certo, mettere pressione non è giusto, soprattutto per un 19enne al suo secondo anno in F1, ma se la stagione dovesse proseguire in questa direzione il titolo iridato non sarebbe così impossibile.

Kimi non ha solo il diritto di credere nel mondiale, ha il dovere di farlo.

Perché oggi, semplicemente, Andrea Kimi Antonelli è uno dei piloti più forti in griglia che si è appena accomodato al tavolo dei più grandi e non ha alcuna intenzione di lasciare quel posto.

Andrea Kimi Antonelli a Miami ha consolidato il passaggio da promessa a certezza, vincendo la terza gara consecutiva e mantenendo la leadership di un mondiale che lo vedrà sicuramente tra i protagonisti.

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