Profonda riorganizzazione del personale tecnico in casa Haas in vista del 2025. L’obiettivo, dichiara Komatsu, è risolvere gli errori di inesperienza emersi nel 2024.
Sotto la guida di Ayao Komatsu, che di recente ha celebrato il suo primo anno al timone della Haas, i vertici della scuderia statunitense hanno annunciato una profonda riorganizzazione del personale tecnico e delle risorse in vista dell’imminente inizio di stagione. L’obiettivo, nemmeno a dirlo, è consolidare i risultati raggiunti nel 2024 e continuare il percorso di crescita anche nel 2025, puntando a migliorare il bottino di 58 punti che lo scorso anno è valso la settima posizione nel Campionato Costruttori.
In quest’ottica, oltre a presentare una nuova line-up composta dal giovane Ollie Bearman e dal veterano Esteban Ocon, Haas ha apportato significativi cambiamenti tra gli ingegneri e il personale operativo. Laura Mueller, già parte del team come ingegnere di simulazione, è stata promossa al ruolo di ingegnere di pista di Ocon, diventando così la prima donna a ricoprire tale posizione in Formula 1. Parallelamente, Ronan O’Hare, con precedenti esperienze in Williams e Mercedes, è stato integrato nell’organigramma del team statunitense come ingegnere di pista per Bearman.

Ulteriori novità riguardano il team strategico, la cui guida è stata affidata a Carine Cridelich. Quest’ultima entrerà in servizio a inizio marzo, una volta conclusi gli impegni con Racing Bulls. Francesco Nenci, con un passato in Toyota, Sauber e prima ancora Marussia, è stato nominato capo degli ingegneri di gara, colmando il vuoto lasciato da Komatsu nella scorsa stagione. Mark Lowe, invece, è stato designato primo direttore sportivo nella storia della Haas.
Un vero e proprio terremoto sportivo che, come osserva Komatsu, mira a risolvere le criticità emerse nella scorsa stagione, quando il team statunitense, nonostante i progressi tecnici significativi, ha infatti mancato il sesto posto nel Campionato Costruttori a causa di errori commessi in gara, spesso riconducibili all’inesperienza.
“Tante volte, sotto pressione, non abbiamo performato come avremmo dovuto. Non dipende solo dalla quantità di persone [nell’organigramma], ma anche dalla qualità di formazione che possiamo offrire [al nostro personale]. Ora, disponendo di test privati con auto vecchie di almeno due anni, avremo modo di simulare anche determinati scenari. Saremo meglio preparati per il 2025” ha precisato Komatsu.


