Zak Brown si è espresso su uno dei temi caldi di questa nuova Formula 1, ovvero il linguaggio usato dai piloti: “Bisogna contenersi ma serve flessibilità”.
Ormai manca sempre meno all’avvio della nuova stagione di Formula 1, che si predice essere una delle più competitive degli ultimi anni. Al centro delle discussioni c’è però la volontà della FIA di limitare ancora di più il linguaggio usato dai piloti. Questo perché il pacchetto Formula 1 da presentare deve mostrare un linguaggio meno focoso e meno violento, secondo la FIA. Oltre alle multe e la possibile decurtazione di punti dal Campionato, la FIA studia nuovi modi per controllare il linguaggio, come ipotesi c’è anche l’eliminazione dei team radio.
Il CEO McLaren ha espresso la sua opinione riguardo questo tema. Da una parte riconosce la necessità di mantenere un certo livello di professionalità, ma dall’altra è convinto che la emozioni dei piloti non possono e non devono essere nascoste. Dall’intervento di Zak Brown nel podcast James Allen on F1 si capisce che deve esserci un controllo nelle situazioni formali ma in pista ci vuole flessibilità.
“Non c’è motivo di usare certe espressioni durante una conferenza stampa, quando tutto è tranquillo e non c’è particolare tensione. Penso che sia inappropriato e che dovremmo dare il buon esempio. Quando un pilota è in macchina, però, nel pieno dell’azione, immagino che su un campo da calcio o da baseball accada la stessa cosa, solo che non lo sentiamo perché i giocatori non hanno un microfono sempre aperto”.

La responsabilità secondo Zak Brown non è quindi nelle mani dei piloti ma molto di più in quelle di chi gestisce le trasmissioni in tv: “Abbiamo il potere di premere un pulsante per ritardare o eliminare il contenuto trasmesso. Possiamo controllare se qualcosa va in onda o meno con un semplice clic. E’ qualcosa che dovremmo sfruttare con maggiore incisività”.
Secondo il CEO McLaren, la FIA potrebbe intervenire dietro le quinte sul tema linguaggio ma deve lasciare alla pista e allo sport la loro spontaneità e intensità: “Mostrare emozione, passione e intensità fa parte dello sport. Un po’ di spontaneità è accettabile, ma abbiamo la possibilità di gestire la situazione dalla regia”.

