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Indycar | Top e Flop GP St. Pete 2025: formidabile Palou!

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Prima gara della stagione 2025, dove a dominare è stato Palou, ma vediamo chi si è reso protagonista in questo lungo ma fantastico weekend.

Conclusosi la prima gara della stagione del 2025, piena di colpi di scena e stravolgimenti all’interno della classifica, in un weekend fatto di strategie, calcoli e di nuovi volti, vediamo chi ha saputo sfruttare al meglio le opportunità e chi ne è uscito con le ossa rotte. I team hanno combattuto con ogni risorsa a disposizione, mentre i piloti si sono confrontati in una battaglia di abilità e astuzia, cercando di superare non solo i loro avversari, ma anche le insidie di un tracciato imprevedibile. Il pubblico, entusiasta, ha assistito a sorpassi mozzafiato e a momenti di alta tensione, rendendo questa gara memorabile e dando un assaggio di ciò che ci attende nei prossimi appuntamenti.

TOP 3

1) ALEX PALOU

Weekend iniziato nel difficile dei modi con tanto di esclusione dalla Fast 6 nelle qualifiche, il catalano ha saputo riscattarsi in questi 100 giri di pura strategia a St. Pete, grazie anche alla eccellente gestione delle gomme (del quale hanno causato molte difficoltà per i piloti) e del carburante ma, anche dalle ottime strategie e collaborazione da parte del muretto box: semplicemente impeccabili.

Sublime anche il duello con Newgarden nel finale della corsa dove, il vincitore della Indy 500, per quanto riuscì ad avvicinarsi a Palou (con l’aiuto del doppiato Robb che ha fatto da “tappo” allo spagnolo), non è stato in grado di cogliere l’opportunità per sorpassarlo. Ancora una volta Palou ha dimostrato che le gare non si vincono solamente andando veloci, ma anche agendo di astuzia e capacità di leggere l’andamento della corsa.

Astuzia e sangue freddo.

palou

2) SCOTT DIXON

Il 6 volte campione Indycar ha dimostrato ancora una volta a 44 anni che, se messo nelle condizioni giuste può fare la differenza e, che differenza! Una costanza che ha iniziato sin dalle prove libere del venerdì e che lo ha portato a lottare per il podio, nonostante le difficoltà dovute alle condizioni di pista ma, anche al degrado molto incentivato delle gomme. Da sottolineare anche il gioco di squadra a discapito di Newgarden per far respirare il compagno di squadra Palou che ne ha approfittato della cosa e, poi il sorpasso finale sul pilota Penske arrivato a fine corsa al limite con la benzina.

Scott Dixon che fa Scott Dixon

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3) JOSEF NEWGARDEN

GP di St. Pete è stato decisivo per il vincitore della Indy 500: all’inizio del weekend ha affrontato difficoltà sulla pista, con curve impegnative e condizioni di gara instabili, ma grazie a una buona strategia e gestione delle gomme e del carburante, è riuscito a chiudere a podio in un circuito cittadino entusiasmante e difficile.
Il duello con il campione in carica per il primo posto ha tenuto gli spettatori con il fiato sospeso, ma è stato interrotto dall’arrivo di Dixon, un avversario agguerrito, che ha costretto il vincitore a difendersi e a rivedere le sue strategie, dimostrando una notevole capacità di adattamento anche in situazioni di alta pressione.

Dimostrazione di gran classe.

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MENZIONE D’ONORE: SCOTT MCLAUGHLIN E CHRISTIAN LUNDGAARD

Per il numero 3 di Penske qui a St. Pete è stato fenomenale! Ripagare il rinnovo con Penske con la pole position non ha prezzo e, per quasi la metà della gara è stato un martello che ha dato filo da torcere a tutti, peccato che non abbia concluso in prima posizione ma comunque anche il quarto posto è più che sufficiente per ripagare la fiducia nei confronti del suo team, nonostante anche lui ha patito la fortissima usura dei pneumatici per via delle condizioni di pista non del tutto favorevoli.

Fiducia ripagata.

10 18 McLaughlin

Ci tengo anche a mettere in classifica anche il danese Lundgaard, alla prima gara con McLaren dove lui ha letteralmente portato avanti il team papaya alla caccia di un ottimo risultato e, superba la sua gestione di gara quando nella prima parte della corsa si è addirittura trovato in prima posizione; peccato che le strategie non siano state all’altezza per mantenere vivo il risultato ma comunque come debutto in Arrow McLaren non è stato per niente malvagio.

Debutto sorprendente.

christian lundgaard arrow mcla

FLOP 3

1) WILL POWER

Gara deludente per il pilota Penske, che ha compiuto 44 anni di recente. Il ritiro alla prima gara non è stato un bel regalo di compleanno. Ha navigato a metà classifica, è stato eliminato dalla Fast 12 e, nel primo giro, ha tamponato Siegel, causando un incidente che ha coinvolto anche Louis Foster, costringendolo al ritiro. Non è chiaro se Power sia stato l’unico responsabile dell’incidente o se abbia subito un tamponamento, poiché le riprese non mostrano chiaramente cosa sia accaduto. Se è stato lui a causare l’incidente, si deve notare la sua poca prudenza in quel momento.

Dal nulla al caos.

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2) NOLAN SIEGEL

Gara da dimenticare per l’altro pilota Arrow McLaren, che durante le prove libere aveva dimostrato buona costanza e un equilibrio promettente con la vettura. Tuttavia, la fiducia è stata vanificata da un incidente causato da Power, costringendolo al ritiro, nonostante le aspettative di un buon risultato che avrebbero potuto cambiare la stagione. La frustrazione è stata forte, non solo per lui, ma anche per il team, speranzoso di capitalizzare sulle prestazioni solide nei turni di qualificazione, vanificate da un evento sfortunato.

Inizio non dei migliori.

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3) MARCUS ARMSTRONG

Ex pilota Ganassi al debutto in MSR, a St. Pete ha dimostrato assieme al compagno di squadra di poter impensierire i grandi team a tal punto da posizionare entrambe le vetture nella seconda fila della griglia; poi iniziata la gara ha avuto solamente difficoltà nel mantenere il passo gara e, per non parlare dell’episodio sfortunato del mal avvitamento della ruota posteriore sinistra che lo ha costretto a rientrare ai box e a ritirarsi: non il più roseo degli inizi, soprattutto se vi era in ballo la possibilità di contendersi la vittoria.

Discesa verso l’oblio.

marcus armstrong chip ganassi

MENZIONE DISONOREVOLE: FELIX ROSENQVIST

Stessa sorte accaduta ad Armstrong è successa anche allo svedese, solo che a differenza del compagno di squadra egli è riuscito a portare a termine la corsa ma, con molte difficoltà, in particolar modo ai box dove i meccanici durante la prima sosta hanno fatto cilecca, costringendolo ad una lunga sosta più del previsto. Contro le difficoltà e contro le avversità lo svedese ha concluso la corsa in 7° posizione, salvando in parte, la faccia a MSR dopo una gara che stava prendendo dei contorni deludenti.

Salvataggio in extremis.

11 22 Rosenqvist

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