La vittoria nel Gran Premio d’Australia ha dato a Lando Norris la consapevolezza che la McLaren può essere considerata la squadra da battere in questo inizio di stagione.
Dopo aver tagliato il traguardo davanti a Max Verstappen per meno di un secondo, Lando Norris ha dichiarato senza mezzi termini che il team di Woking ha tutte le carte in regola per lottare per il campionato.
“Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che anche gli altri possono recuperare il gap che abbiamo mostrato a Melbourne” ha sottolineato Norris. “Max era a tre decimi ieri. Lo scorso anno eravamo molto più lontani, ma alla fine abbiamo chiuso la stagione con la macchina migliore. A inizio 2023 eravamo oltre mezzo secondo dietro la Red Bull, poi abbiamo avuto la vettura più veloce”.

Norris ha poi risposto alle dichiarazioni di George Russell, secondo cui la McLaren sarebbe talmente avanti da poter smettere di sviluppare la MCL39 e concentrarsi direttamente sul 2026. Un’ipotesi che Norris ha respinto con decisione.
“So che George ha detto che potremmo già pensare al 2026. Se questa è la loro mentalità, fantastico per loro, ma non è certo quella giusta da avere. Sappiamo di avere ancora molto lavoro da fare sulla vettura di quest’anno. Se ti rilassi in questa posizione, fallisci. In Formula 1, se pensi che tutto sia perfetto, è in quel momento che vieni sorpreso”.
Nonostante il successo in Australia, Norris sa che non tutti i circuiti favoriranno la McLaren e ha citato come esempio il Bahrain, dove – secondo lui – la squadra aveva faticato nei test pre-stagionali.

“Credo che siamo i favoriti, perché il team ha fatto un lavoro incredibile e la macchina è velocissima. Ma ci saranno gare in cui faticheremo. Se la stagione fosse iniziata in Bahrain, non avremmo vinto e non mi sarebbe stata fatta questa domanda. Diamo tempo al campionato di svilupparsi prima di trarre conclusioni affrettate”.
Un altro aspetto che, secondo Norris, fa la differenza è la qualità della line-up McLaren. “Siamo la squadra da battere anche perché abbiamo due piloti che si spingono l’un l’altro. Questo aiuta. Penso che il fatto che io e Oscar ci siamo spinti al limite in qualifica ci abbia permesso di guadagnare uno o due decimi in più rispetto ai due piloti qui accanto a me, perché i loro compagni di squadra non hanno la stessa esperienza. Non è solo la macchina: il team sta facendo un lavoro incredibile, ma sappiamo di poter fare ancora meglio, e questo è il nostro obiettivo”.
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