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Gran Premio di Cina – 3 lezioni che abbiamo imparato

La gara di stamattina ha rappresentato l’atto conclusivo del secondo weekend della stagione. Cosa possiamo dire di aver imparato dopo il Gran Premio di Cina?

Un’altra gara mattutina si è conclusa attorno alle 10 ora italiana. Dopo due weekend di fila di alzatacce, la prossima settimana segnerà la prima piccola pausa stagionale. Le scuderie, infatti, dopo il GP a Shanghai, avranno una settimana di pausa prima di fare rotta per Suzuka per l’ultimo risveglio precoce prima dell’inizio della stagione europea. Ci sono, tuttavia, delle somme che vanno tirate dopo questa gara cinese

1 – Ferrari, che combini?

La scorsa settimana, dopo una debacle notevole, si parlava di un giudizio rimandato al Gran Premio di Cina per via dell’incognita rappresentata dal meteo. Ferrari, oggi, ha scritto la storia (in negativo). Non era mai successo che entrambe le monoposto della rossa venissero squalificate. Se dopo Melbourne abbiamo parlato di decisioni inconcepibili ed inaccettabili, oggi sottoscriviamo ciò che è stato detto una settimana fa, aggiungendo che è disdicevole chiudere a -61 punti dalla vetta del campionato costruttori dopo due gare. 

Il weekend di Ferrari si è concluso nel peggiore dei modi, con entrambe le SF-25 squalificate dal Gran Premio di Cina per irregolarità tecniche.

Che questa gara serva di lezione e che questa settimana di pausa serva a rimettere in ordine i pensieri e lavorare (per quanto possibile in 7 giorni) sulle prestazioni. Perché questa Ferrari non è riuscita ad ottenere un podio neanche infrangendo il regolamento con due macchine.

2 – Ancora tu, Max

Con una monoposto si cucitagli su misura, ma con una concorrenza agguerritissima e con tutte le difficoltà del caso, durante il Gran Premio di Cina Verstappen ha dato l’ennesima prova della sua grandezza. Ad un passo dal podio dopo aver pazientato abbastanza per poter sorpassare le due Ferrari, l’olandese chiude in quarta posizione e si conferma l’unica certezza in un mondo sempre più volatile

Guardarlo gareggiare è sempre un piacere (salvo quando combina pasticci per via dell’irascibilità) e sta dimostrando, weekend dopo weekend, perché lui meriti di essere considerato tra i migliori della storia. La differenza, alla fine, non la fa Red Bull, la fa Max Verstappen

3 – Problemi, problemi, problemi

Graining che va e che viene, strategie ben lontane dai pronostici, ali anteriori che saltano e freni che si surriscaldano. Cos’è successo e da dove partire? Durante la gara sprint del Gran Premio di Cina, uno dei più grandi problemi (che Ferrari ha saputo gestire e ha quindi dato speranze ai tifosi) è stato quello del graining. Stamattina, invece, è passato un po’ in sordina, anche per via dei problemi sopra citati. 

Una genuina domanda che in molti ci saremo posti è: “Sogno o son desto?”. Shanghai ci ha abituato a incidenti a dir poco strani – vedi l’incidente di Buemi nel Gran Premio di Cina 2010 – e quello di Yuki Tsunoda (anche se probabilmente dovuto ad un fissaggio sbagliato o un errore di produzione) ha sicuramente il potenziale per rientrare in questa particolare lista

Sul tema freni, infine, è preoccupante che ad un pilota abbiano ceduto dopo neanche una decina di giri mentre ad un altro sono arrivati a stento a fine gara. Brembo, che succede?

Fernando Alonso, una delle due vittime del cedimento dei freni, durante i primi giri del GP di Cina
Fernando Alonso, una delle due vittime del cedimento dei freni, durante i primi giri del GP di Cina

Il Gran Premio di Cina, così come quello d’Australia, ci ha regalato spunti interessanti. Ora la palla passa alle squadre che dovranno essere brave a sfruttare questa settimana di pausa. La sveglia è puntata; l’appuntamento è a Suzuka, sempre qui, su FuoriPista.net, tra 14 giorni. Buon proseguimento di lettura!

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