Si è conclusa la seconda gara del campionato Indycar al Thermal Club, in California dove non sono mancati colpi di scena, duelli e momenti di follia.
Il secondo round al Thermal Club in California ha offerto colpi di scena e momenti memorabili, con piloti che hanno affrontato sfide incredibili tra curve insidiose e condizioni climatiche difficili. Ogni weekend di gara ha portato rivelazioni sorprendenti e ribaltamenti drammatici, con alcuni che sono diventati eroi e altri in difficoltà. L’intensa esperienza del fine settimana californiano racconta una storia di adrenalina e competizione, mentre si analizzano i concorrenti pronti a cercare riscatto nelle prossime gare.
TOP 3
1) ALEX PALOU
All’inizio della gara, il catalano si trovava in difficoltà in California, dove l’anno precedente aveva vinto 1 milione di dollari in un esperimento di gara extra campionato. Per gran parte della gara, ha lottato per tenere il passo con le due Arrow McLaren, che hanno dominato il momento. Sembrava che le sue prestazioni potessero crollare, ma il colpo di scena è arrivato dal muretto Ganassi, che negli ultimi pit stop ha messo gomme morbide nuove al campione in carica, migliorando notevolmente le sue prestazioni e mettendo in difficoltà le due McLaren con gomme dure. Così, ha ottenuto la sua tredicesima vittoria in carriera e la seconda della stagione.
Risorto dalle gomme.

2) PATO O’WARD
Il messicano ha dato tutto in questo gran premio: costanza, velocità ed ottima gestione delle gomme in una pista non facile, il muretto McLaren è stato impeccabile fino all’ultima sosta dove al messicano gli sono state messe le gomme dure a discapito di quelle morbide, fornendo un grosso aiuto al rivale Palou dove ha approfittato della differenza di pneumatico per portasi al comando e beffare il messicano proprio agli ultimi giri della corsa, una grande sfortuna per O’Ward che si deve accontentare di una buonissima seconda piazza che tanto male non fa al team angloamericano.
Fregato all’ultimo.

3) CHRISTIAN LUNDGAARD
Una gara da manuale quella realizzata dal danese della McLaren se non fosse successo il miracolo chiamato Alex Palou. Una forte dimostrazione di lavoro duro che puntualmente è stato ripagato con questo successo. Certo anche lui ha patito delle scelte più o meno discutibili del muretto box ma, in compenso ci ha dato prova di un bellissimo duello contro il campione in carica che lo ha tenuto occupato quasi per mezzo giro per poi, perdere la vettura sopra un cordolo, agevolando lo spagnolo nel sorpasso grazie alla trazione della sua Dallara motorizzata Honda. Ha combattuto con tutto sé stesso per arrivare a fine corsa con un buon bottino e ci è riuscito seppur a metà, complimenti Christian per il risultato!
Coraggio leonino e determinazione.

MENZIONE D’ONORE: WILL POWER
Il fenomenale del continente australe ha saputo tirare fuori le fauci e ad ingaggiare una lenta ma buona rimonta. Tutto è iniziato con il rischio sfiorato dopo l’incidente di Ilott, da lì in poi è stato martellante e non ha perso occasione di dare lezione agli avversari sulla tenacia e sulla fortissima determinazione di cancellare un weekend da dimenticare per il team del Capitano. Lui, a differenza di McLaughlin o Newgarden è rimasto lontano dai guai e non ha risentito per niente le difficoltà della pista, rispetto a St. Pete.
Rimonta divorata.

FLOP 3
1) SCOTT MCLAUGHLIN
Weekend da dimenticare per il neozelandese dove, oltre a non essersi migliorato nei tempi in pista in California, ha avuto diversi episodi sfortunati che lo hanno minato fortemente in questo secondo round di campionato, il primo è stato il testacoda durante le qualifiche e, in gara un contatto con DeFrancesco del quale ha perso posizioni ed è dovuto rimanere ai box per far riparare la vettura il più veloce possibile, ma senza successo. Nel post gara un diverbio tra lui e DeFrancesco ha infiammato i social come non mai, facendo volare parole grosse.
Protagonista nella sfortuna.

2) LOUIS FOSTER
Il neo debuttante inglese aveva impressionato tutti durante le qualifiche arrivando addirittura a partecipare alla fast 6 qui al Thermal Club, dimostrando di avere delle buone capacità, ma con il sopraggiungere della gara l’inesperienza e le pessime strategie lo hanno portato ad un crollo vertiginoso di prestazioni ma soprattutto di posizioni, vanificando la possibilità di fare un buon risultato e di portare a casa un buon bottino di punti, che il team Rahal ne aveva tanto bisogno.
Crollo vertiginoso.

3) SCOTT DIXON
Siamo passati da una prestazione fenomenale e d’antologia come quella che ha fatto a St. Pete a qualcosa di anonimo e inosservabile per il sei volte campione del mondo Indycar. Non è la prima volta che si assiste a questa altalena di prestazioni da parte di Dixon ma sono sicuro che con il suo 10° posto finale nella gara egli abbia risollevato il suo trend negativo che lo aveva penalizzato fortemente nelle qualifiche ma anche nelle prove libere. Avrà occasione per dimostrare le sue capacità e la sua bravura con la monoposto ma bisogna che si rimetta al più presto possibile in carreggiata se non vuole perdere la possibilità di lottare per il titolo.
Situazioni spiacevoli da evitare.

MENZIONE DISONOREVOLE: JOSEF NEWGARDEN
Josef, ma perché sei ripiombato qui? Dov’è finito il Newgarden che è arrivato a podio a St. Pete? Anche lui segue malauguratamente la stessa scia di Dixon con alti e bassi in materia di prestazioni. Weekend di gara gettato completamente alle ortiche, del quale ha faticato moltissimo sul passo gara e sul giro secco, dimostrando di non essere all’altezza per quella pista. Con moltissima fatica, ha provato in qualunque maniera a rimontare ma senza successo e rimanendo sempre al margine della top 10 in una gara funestata dal traffico e dall’eccessiva usura dei penumatici.
Weekend non facile.


