Dopo i test pre-stagionali, il circuito di Sakhir riabbraccia la F1 per il GP del Bahrain, quarto evento della stagione. Ecco la Pirelli Preview!
E già Race Week, e dopo il Giappone il Circus si sposta in Bahrain per l’omonimo GP che si correrà sul tradizionale circuito di Sakhir, dove i team arrivano all’appuntamento già con qualche idea chiara sul da farsi lato gomme. Ne vuoi sapere di più? Ecco la Pirelli Preview!
Caratteristiche della pista

Lungo 5,4 Km, il Circuito di Sakhir è caratterizzato da 15 curve, nel suo layout standard ed è una delle pista che mette maggiormente in crisi gli pneumatici dal punto di vista della frenata [4] e della trazione [4]. Ci sono infatti molti punti di staccata con successive ripartenze in cui serve che la monoposto, e di conseguenza le gomme, abbiano il maggior grip possibile. Ad aiutare, c’è anche un asfalto veramente molto abrasivo [5], nonostante abbia alcuni anni alle spalle. La rugosità della superficie del tracciato bahrainita è un alleato, dunque, per la trazione. L’aderenza asfalto è a [3].
Forze laterali e deportanza [3], invece, non hanno così peso come su altre piste, nonostante ci siano punti come curve 5-6-7 oppure curve 11-12-13 dove serve comunque avere una buona aerodinamica della monoposto unita ad una buona tenuta delle mescole Pirelli. L’evoluzione dell’asfalto è abbastanza alta nel corso della sessione [4]. Lo stress sugli pneumatici in generale è medio [3].
Le scelte di Pirelli

Per il GP del Bahrain, Pirelli ha deciso di portare la sua gamma di mescole più dure, come in Giappone. C1, C2 e C3 saranno quindi rispettivamente Hard, Medium e Soft.
Stavolta, però, non si partirà da una carta bianca, ma dai dati raccolti nelle giornate di test pre-stagionali che team e piloti hanno svolto a fine febbraio proprio qui in Bahrain. Nei test, però, la mescola più provata è stata la C3, mentre la C1 ha avuto meno del 10% di giri percorsi. Poco, se si considera che sarà probabilmente la gomma più utilizzata in gara, ma comprensibile visto che la C3 è comunque una delle mescole più utilizzate durante tutto l’arco della stagione.
Tornando a parlare di gara, sembra che l’opzione di una gara a due soste sia scontata, anche perché l’anno scorso tutti i piloti si sono fermati almeno due volte ai box. Ma se l’anno scorso i team alternarono una soft a due set di hard, lasciando stare la media, il cambiamento di mescola per il 2025 soprattutto per C2 e C3 rese un pochino più morbide potrebbe far entrare in gioco anche la variabile della gomma gialla.
Addirittura, potrebbe portare alcuni team a tentare di percorrere una gara ad una sola sosta. Un rischio? Di sicuro, ma le prove libere sapranno darci qualche dato in più, così come cruciali saranno le temperature di aria e asfalto, molto più alte di quelle registrate nei test.

Occhio anche alla sabbia in pista, così come il degrado termico soprattutto al posteriore. Quella condizione tale per cui l’energia esercitata sullo pneumatico va a modificare i legami chimici del battistrada e fa perdere allo pneumatico l’aderenza. Il graining invece non dovrebbe essere un argomento così importante, almeno in questo weekend.

Rispetto all’anno scorso e anche ai test pre-stagionali, Pirelli ha alzato le pressioni minimeal via che sono ora a 23,0 psi all’anteriore e 21,0 psi al posteriore. Il limite di angolo campanatura è di -3,25° all’anteriore e -2,00° al posteriore.
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