Max Verstappen si è infuriato dopo aver ricevuto una penalità di 5 secondi per aver tagliato la prima chicane al primo giro, ma la sanzione avrebbe potuto essere persino più grave.
Il GP dell’Arabia Saudita si è concluso con la vittoria di Oscar Piastri, che per la prima volta in carriera si è portato in testa alla classifica mondiale. Il pilota australiano ha avuto a che fare con un Verstappen molto combattivo, che ha commesso un’infrazione alla prima chicane. L’olandese infatti, per mantenere la posizione dopo una partenza non perfetta, ha tagliato la pista ed è rientrato davanti al suo avversario: per questo motivo, la direzione gara ha assegnato una penalità di 5 secondi all’alfiere della Red Bull.
Parlando ai media dopo la gara, Verstappen si è mostrato molto polemico nei confronti della decisione degli steward, in quanto probabilmente avrebbe avuto delle buone possibilità di giocarsi la vittoria se non avesse perso quei 5 secondi extra durante il pit stop. Una volta terminata la corsa, però, è emerso un retroscena interessante: il pilota della Red Bull ha rischiato di dover scontare una penalità persino più severa. Qual è stato, quindi, il motivo della decisione?
Il caso Verstappen
Come accade dopo il termine di ogni GP, la FIA ha pubblicato i documenti ufficiali con le spiegazioni di tutte le penalità assegnate ai vari piloti nel corso della gara. In questo caso, quella di Verstappen è particolarmente interessante, in quanto la direzione gara afferma che “la vettura numero 81 (Piastri) aveva il suo asse anteriore almeno appaiato allo specchietto della vettura numero 1 (Verstappen). […] Sulla base sulle Direttive Standard dei Piloti, quindi, la curva era della vettura 81 e quest’ultima aveva il diritto di avere lo spazio necessario”.

Considerando queste parole, è evidente che per la direzione gara Verstappen ha guadagnato del tempo in maniera irregolare tagliando la prima variante.
“Solitamente, la penalità assegnata di base per aver ottenuto un vantaggio chiaro è di 10 secondi” continua il documento. “Ma dato che si tratta di un incidente del primo giro e della prima cruva, abbiamo considerato questa come una circostanza attenuante, assegnando invece una penalità di 5 secondi”.
Leggendo queste parole, quindi, risulta chiaro che se il pilota della Red Bull avesse fatto la stessa mossa senza le “circostanze attenuanti” (ossia in qualsiasi altro giro della gara), avrebbe dovuto scontare una sanzione di 10 secondi.

Il caso Lawson
A conferma di quanto affermato prima, è doveroso analizzare un altro caso episodio simile, accaduto sempre durante l’odierno Gp dell’Arabia Saudita: si parla di Liam Lawson, penalizzato di 10 secondi per “aver lasciato la pista e tratto un vantaggio”. Il pilota della Racing Bulls, durante una battaglia con Doohan, ha tagliato la curva 1-2 per guadagnare la posizione del pilota Alpine, ed ha ricevuto una sanzione diversa rispetto a quella di Max Verstappen. Il motivo? Questa volta non poteva esserci alcun tipo di attenuante, in quanto il neozelandese e l’australiano si sono sfidati corpo a corpo nel corso del ventottesimo giro.

In conclusione, la penalità assegnata a Max Verstappen è inattaccabile dal punto di vista dell’applicazione del regolamento: la manovra, evidentemente vantaggiosa per l’olandese, è stato punita con la relativa sanzione (come accaduto anche per Lawson), che è stato salvato dall’attenuante del primo giro. Come sarebbe andata la gara se gli steward non avessero preso questa decisione o non avessero concesso l’attenuante al pilota della Red Bull? Questo non potremo mai saperlo, anche se complessivamente la vettura di Piastri è sembrata la più veloce in pista in quel di Jeddah.


