Un anno fa a Miami iniziava un dominio che ancora oggi è in corso: quello McLaren. È in salsa americana che il team papaya diede il via a un percorso che, ancora oggi, la mantiene al vertice quantomeno sulla carta.
Dominio RedBull: è così che si arrivava al Gp di Miami la passata stagione. Dopo le qualifiche le aspettative erano che si rimanesse su quella lunghezza d’onda; doppietta RedBull e McLaren solo in terza fila. Per quanto il team di Woking avesse dimostrato di esser diventato un team all’altezza di lottare tra i top, le aspettative nel paddock che ci potesse essere una rimonta erano molto basse, in quanto la McLaren non era mai stata protagonista di una vittoria nei cinque appuntamenti precedenti, e i suoi piloti erano ancora entrambi a quota zero vittorie in carriera.

In partenza, Max tiene la prima posizione ma dietro di lui il compagno Pérez commette subito un errore che lo fa rientrare dietro le due Ferrari e la McLaren di Oscar Piastri protagonista nel giro di pochi giri di una rimonta fino alla seconda posizione. Fa discutere in partenza il sorpasso di Leclerc ai danni del compagno Sainz: a seguito dell’errore di Perez Leclerc per riprendersi la posizione sullo spagnolo ha fatto un aggressivo incrocio di traiettorie al quale non è seguita nessuna penalità.
Fino all’inizio delle danze dei i pit stop non ci sono altri grandi scambi di posizione, la prima a fermarsi tra le 3 squadre di testa è la RedBull con Perez al giro 18 e, dopo cinque di giri, la Ferrari con Leclerc. Si ferma poi Verstappen, mentre Piastri e Sainz aspettano addirittura il giro 28. L’unico a restare fuori è dunque Norris, che vuole tentare l’overcut. Un incidente tra Magnussen e Sargeant però, ripaga incredibilmente la sua scelta che lo fa rientrare davanti a tutti, pur se al limite con Verstappen.

Alla ripartenza Lando tiene la posizione e poi il suo ritmo è più veloce di quello di Max anche se di poco. La sua McLaren chiude la gara con ben sette secondi di vantaggio su Verstappen secondo accumulati in trenta giri quasi. È il primo successo in carriera per Norris che fu felice di aver portato finalmente qualcosa e per la McLaren in era turbo ibrida ed interrompe una lunga striscia di vittorie di Max negli U.S.A. ma che soprattutto da il via al dominio McLaren che ha concesso al team papaya di vincere il mondiale costruttori la passata stagione e di essere la prima forza in questa stagione, almeno per il momento.


