Makowiecki analizza il terzo posto della Alpine n.36 alla 6 Ore di Spa.
L’Alpine ha sfiorato il sogno della prima vittoria nel FIA World Endurance Championship, ma Frederic Makowiecki non nutre alcun rimpianto. Alla 6 Ore di Spa, il francese e i suoi compagni Mick Schumacher e Jules Gounon hanno chiuso nuovamente al terzo posto, come già accaduto nella gara precedente, dietro ad entrambe le Ferrari 499P ufficiali.
È stato proprio Schumacher a guidare nelle fasi finali, in una gara diventata una corsa al risparmio di carburante dopo l’ingresso dell’ultima safety car. Il tedesco ha tagliato il traguardo a meno di un secondo dalla Ferrari seconda classificata, e a meno di cinque secondi dalla vettura vincente.

La Alpine n.36 aveva guidato la corsa a metà gara, grazie ad un primo stint brillante firmato da Makowiecki. Nonostante il risultato mancato, il francese si è detto orgoglioso: “Da un lato c’è un po’ di delusione, ma anche tanto orgoglio per il lavoro del team. Stiamo capendo sempre meglio la macchina e miglioriamo di gara in gara. Di fronte abbiamo avversari forti, ma continuiamo nella direzione giusta. Due podi consecutivi dimostrano che il nostro lavoro sta pagando.”
La strategia finale è stata influenzata da una foratura lenta sulla vettura di Schumacher, che ha costretto il team ad anticipare il penultimo pit stop. Di conseguenza, l’Alpine è stata tra le prime a effettuare il rifornimento finale. Tuttavia, Makowiecki non crede che questo abbia compromesso la vittoria: “Senza quella foratura forse saremmo arrivati secondi, ma la vittoria sarebbe comunque stata molto combattuta. Quando abbiamo provato a spingere di più, la Ferrari ha dimostrato di avere ancora margine.”

Il suo stint al volante è stato uno dei momenti salienti della gara: ha rimontato dalla sesta alla seconda posizione, con sorpassi spettacolari, tra cui quello su James Calado alla discesa verso Eau Rouge. L’ex pilota Porsche ha spiegato che Alpine ha preferito concentrarsi sul passo gara piuttosto che sulla prestazione in qualifica, consapevole che a Spa la costanza può fare la differenza: “Sapevamo che il degrado gomme sarebbe stato il punto critico, quindi ho cercato di gestire i primi giri, e questo ha funzionato. Abbiamo costruito una macchina da gara già dalle prove libere. A Imola non si poteva superare, ma qui sì, e lo abbiamo dimostrato.”
Meno fortunata la gara della Alpine n.35, affidata a Charles Milesi, Paul-Loup Chatin e Ferdinand Habsburg. Il trio era in quarta posizione nel finale, ma un rifornimento extra negli ultimi minuti ha fatto scivolare la vettura all’ottavo posto. Decisivo anche un drive-through rimediato da Habsburg nella seconda ora per eccesso di velocità sotto regime di Full Course Yellow.
Seguici sui nostri social
🔥 Sei un vero fan del WEC? Allora non perderti neanche una news! 🚀 Seguici su Instagram, Telegram e Youtube per rimanere sempre aggiornato, senza perderti analisi, curiosità e retroscena dal paddock! 🏎️💨
📲 Tutto gratis, zero costi, solo passione per il WEC!
Se i nostri articoli ti piacciono, condividili con i tuoi amici e aiutaci a far crescere la community! 🙌
Buona lettura su Fuori Pista! 🏁🔎

