Conclusosi il Sonsio GP a Indianapolis vediamo chi si è reso protagonista in questa tappa di campionato, che prepara la IndyCar alla prestigiosa Indy 500.
Giunta al termine la tappa del Sonsio GP, svoltasi all’interno del circuito permanente di Indianapolis, oggi andiamo a ripercorrere chi si è reso protagonista nel positivo e, chi invece ha deluso completamente le aspettative.
Tra non molto vi sarà la prestigiosa Indy 500 dove la parola d’ordine è questa: non sbagliare nulla; vi saranno 33 concorrenti con volti nuovi e vecchie conoscenze che prenderanno parte alla fantastica corsa all’interno del Catino.
TOP 3
1) ALEX PALOU
Sinceramente parlando: c’è qualcuno che riesca a fermare questo ragazzo? In questo momento sembra che nessuno gli sia di ostacolo al Chirurgo. Quattro vittorie consecutive (togliendo il secondo posto a Long Beach), questo ragazzo ha indubbiamente dimostrato qui a Indianapolis di essere quel pilota che tutta la IndyCar dovrebbe temere. Partito secondo dietro a Rahal, il catalano non si è perso d’animo e ha seguito l’avversario come un’ombra fino al momento fatidico, dove il veterano di RLL, a corto di gomme, non ha potuto nulla contro l’astuzia dello spagnolo, consegnandogli di fatto la vittoria qui al Sonsio GP.
Semplicemente inarrestabile.

2) PATO O’WARD
Il Ninja è tornato in vita dopo diverse gare dai risultati amari; il messicano si è presentato in ottima forma a Indianapolis, e questo secondo posto conferma le sue potenzialità, mettendo in chiaro il suo vero obiettivo: vincere la 500 Miglia. Dopo la beffa dello scorso anno, egli vuole assolutamente togliere questa macchia che lo attanaglia. Oltre a ciò, il pilota Arrow McLaren vuole assolutamente ripristinare la gerarchia all’interno del team, dopo che quest’ultima è stata completamente stravolta a causa delle recenti buone prestazioni del compagno di squadra Lundgaard.
Ninja alla riscossa.

3) WILL POWER
Il fenomenale del continente australe finalmente torna nel posto che gli spetta. Un lunghissimo calvario quello del numero 12 di Penske, arrivato terzo; dietro di lui il compagno McLaughlin, giunto in quarta posizione, sono riusciti a salvare un weekend nerissimo per il team del Capitano. Will Power, qui a Indianapolis, ha dimostrato ancora di avere qualche colpo in canna, grazie a una paziente risalita e delle buone strategie da parte del muretto box. Finalmente, dopo una lunga attesa anche per Power, il digiuno dal podio è finito, per ora.
Attesa ripagata.

MENZIONE D’ONORE: GRAHAM RAHAL
Il veterano dell’omonimo team ha meritato e meritava di stare nella zona alta della classifica. Questa impresa la stava quasi portando a casa, ma purtroppo vi era un problema di nome e cognome Alex Palou. Per quanto lui abbia condotto la gara come leader, egli si è dovuto arrendere alla furia spagnola e al tracollo delle sue gomme, non all’altezza di percorrere l’ultimo stint della gara. Nonostante ciò, ha difeso con le unghie e con i denti finché ha potuto e, per questa grandissima prestazione, il figlio di Bobby Rahal e pilota dell’omonimo team meritava di essere inserito in questa classifica.
Dimostrazione di gran classe e determinazione.

FLOP 3
1) LOUIS FOSTER
Il campione in carica della Indy NXT, dopo una grandissima qualifica al Sonsio GP, negli 85 giri di gara ha avuto un grosso tracollo di prestazioni dovuto a numerosi fattori (inesperienza, strategie sbagliate e il traffico a Indianapolis che non perdona); non ha saputo capitalizzare l’opportunità di portarsi a casa un eccellente risultato. Un gran peccato per l’inglese che aveva dato il meglio di sé, ma non è riuscito a essere costante con i risultati.
Occasione sprecata.

2) DEVLIN DEFRANCESCO
La sorte di Foster è toccata anche al compagno di squadra DeFrancesco, il quale ha avuto le stesse difficoltà di non essere costante con i risultati. Ci dispiace che la qualifica a Indianapolis, poi in gara, si sia rivelata un fuoco di paglia, del quale non è riuscito a riprendersi.
Altra occasione sprecata.

3) MARCUS ERICSSON
Per lo svedese un weekend gettato alle ortiche: prima un problema al motore a inizio corsa lo ha costretto a percorrere diversi giri molto lentamente, poi il colpo di grazia lo ha dato Malukas in curva 1, con un contatto, buttandolo nell’erba in curva 1, compromettendo anche la corsa dello svedese che si è visto costretto a ritirarsi sia per i problemi al motore che per l’incidente stesso, e nonostante i tentativi dei meccanici di riparare il mezzo, egli si è dovuto ritirare dalla corsa.
Tonfo incredibile.

MENZIONE DISONOREVOLE: COLTON HERTA
Weekend nero per il figlio d’arte di Bryan Herta, del quale inizialmente a inizio gara ha subito un contatto con un’Arrow McLaren che gli ha danneggiato l’ala anteriore, poi al rientro in pista si è trovato nel bel mezzo del traffico di Indianapolis, cercando in tutti i modi di rimontare la corsa, ma delle vibrazioni al retrotreno della vettura prima lo hanno costretto ad una sosta in più per analizzare il danno e, cercare di ripararlo poi al pit stop per l’ultimo cambio gomme i meccanici hanno dovuto constatare la gravità del problema alla vettura e di conseguenza di far ritirare il pilota. Non è di certo il miglior biglietto da visita per il pilota Andretti in vista della 500 Miglia, dove l’anno scorso si è dovuto ritirare proprio per un incidente. Ci sarà molto da lavorare per lui e speriamo che il tutto venga ricompensato.
Weekend da dimenticare.

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