Con il GP di Imola si è ufficialmente aperta la stagione europea della Formula 1. Quali sono le tre lezioni che abbiamo potuto carpire dal nostro primo Gran Premio di casa della stagione?
1 – Ferrari: un weekend a metà
Il fine settimana di Ferrari è l’esatta rappresentazione se non l’emblema della stagione della Rossa sin qui. Durante (e dopo) le qualifiche, possiamo solo immaginare le reazioni dei nostri compagni di tifo Ferrari. È stato inammissibile assistere ad entrambe le Ferrari fuori dal Q3, per giunta in quel modo. La gara, invece, è stata sorprendentemente positiva – nonostante la sfortuna dopo la strategia, per una volta, centrata in pieno.

Ciò che quindi è stato particolarmente frustrante è stato proprio l’andamento generale del weekend. L’impossibilità di gioire, di rilasciare in un urlo di gioia, quel nodo in gola per colpa dell’incapacità di far filare liscio un singolo weekend è terribile ed indescrivibile. Quello che possiamo auspicare è che Ferrari risolva al più presto i problemi (o trovi la sin ora mancata finestra d’utilizzo) sulla gomma rossa per poter tornare a gioire al più presto.
2 – La pazienza è la virtù dei forti
Vedere Andrea Kimi Antonelli ritirarsi non è stato particolarmente divertente. Sicuramente non è stata la parte di gara che ci è piaciuta di più. Pensare poi, che quello di Kimi sia sta stato il primo ritiro della sua carriera in Formula 1 e che sia avvenuto proprio durante il GP al quale questo ragazzo teneva di più essendo cresciuto tra quei prati, quella ghiaia e quelle tribune, ci stinge veramente il cuore.
Se è vero che Antonelli avrebbe potuto (badate bene, non “avrebbe dovuto”) raccogliere ben più di quanto fatto fino a questo momento, bisogna anche riconoscere all’italiano che la sfortuna, nel suo caso specifico, non lo ha lasciato solo neanche per un attimo. Tra Safety Car e Virtual Safety Car al momento sbagliato, una macchina che in certi momenti è risultata incomprensibile e questo ritiro non si può veramente ritenere Kimi fortunato.
3 – Chi se non Super Max
Ad Imola si sono visti i limiti di una McLaren che, quando si trova in una lotta ad armi più o meno pari con Max Verstappen, non può nulla contro l’olandese. Chi se non Max Verstappen poteva conquistare, per la prima volta nella storia dello sport, la quarta vittoria consecutiva sul tracciato imolese. Sebbene la RB-21 non sembrasse (o non sarebbe dovuta essere) particolarmente competitività, l’olandese è riuscito a tirar fuori, come al solito, il massimo dalla propria vettura.

Cosa poteva insegnarci il GP di Imola se non che stiamo vivendo in una delle ere più incredibili della Formula 1 e che Max Verstappen è qua per lasciare il segno. Bisogna imparare, anche lentamente, ad apprezzare l’olandese: ci sono (e nel futuro ce ne saranno sempre meno) pochi piloti con il suo talento puro e la sua schiettezza: una combinazione estremamente piacevole. Impariamo a profittarne.
Ambizioso, perfezionista ed in cerca di miglioramento.

